I FASCISTI DI NUOVO A SENAGO LETTERA APERTA ALLA MAGGIORANZA DI GOVERNO

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Il 16 ottobre 2016 un drappello di militanti dell’organizzazione di estrema destra “Forza Nuova” ha montato un gazebo nel centro di Senago ed ha potuto fare propaganda delle proprie idee.
Non è la prima volta.
Le idee di questa organizzazione, fondata da personaggi condannati per banda armata e associazione sovversiva (fonte: Wikipedia) propagano odio contro immigrati, omosessuali, zingari, scegliendo i propri bersagli proprio tra le vittime che i nazisti vollero nei lager e nelle camere a gas.
Basterebbe già solo questo per impedir loro di diffondere il distruttivo messaggio di odio ed intolleranza.
Basterebbe il ricordo delle conseguenze che la diffusione delle idee di questo tipo portò nel mondo.
Basterebbe l’applicazione delle leggi esistenti (Scelba, Mancino).

Ma di più, la maggioranza di governo di Senago si impegnò, con una Mozione approvata dal Consiglio Comunale il 21 dicembre 2015, a togliere agibilità politica a chi si richiama alle idee del defunto regime fascista.
La mozione votata da SEL, IpS e PD impegna Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale ad “escludere qualunque tipo di propaganda o manifestazione sul territorio comunale di organizzazioni o altri soggetti che si ispirino al nazifascismo” e “ad istituire meccanismo di intervento che consentano di negare e/o ritirare il rilascio dell’autorizzazione di occupazione del suolo pubblico ad associazioni che presentino richiami all’ideologia fascista, alla sua simbologia, alla discriminazione razziale, etnica, religiosa o sessuale”.
Erano solo vane parole?
Perché non si impedisce a Forza Nuova di fare propaganda a Senago?
Qualcuno sostiene che non lo si può impedire perché a Forza Nuova venne concesso di presentarsi alle elezioni politiche ed europee, fin dal 2001.

Eppure il presidente Pertini ebbe a dire che il fascismo non è un’opinione, ma un crimine.
La concessione di spazio politico elettorale ad un’organizzazione del genere fu un gesto esecrabile, in contrasto con la Costituzione (XII Disposizione finale), che vieta la ricostituzione del partito fascista sotto qualsiasi forma.
Il fatto che i Ministeri degli Interni del passato, tutti con… trazione a destra, abbiano voluto sfregiare la Costituzione in questo modo richiede un ravvedimento democratico ed antifascista.

La mozione antifascista senaghese, simile a quella approvata in molti Comuni vicini, rappresentava un passo in questa direzione.
La concessione bonaria o corriva di spazio politico all’estrema destra sta facendo dell’Italia, e precisamente della Lombardia, il territorio europeo dove si concentrano le manifestazioni dei più pericolosi estremisti e terroristi europei, che possono fare in Italia ciò che viene loro negato nei loro stessi Paesi.

Forse lo stravolgimento della Costituzione proposto dall’imminente referendum costituzionale prelude proprio all’abbandono dei valori fondativi di essa e della nostra Repubblica. L’antifascismo fa parte di essi.

SEL, IpS e PD facciano seguire i fatti alle parole della mozione che essi stessi votarono.
Non permettano mai più altre offese alla coscienza antifascista senaghese ed ai suoi morti per la libertà Mantica e Lattuada, la cui memoria va onorata e non vilipesa.
Lo spazio pubblico a Forza Nuova, d’ora in poi, va negato.

ANPI Senago Sinistra Senago

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Da Milano la campagna online: “Mettiamo fuorilegge i nazifascisti”. Obiettivo 100mila firme

dal sito MILANO.REPUBBLICA.IT

Petizione popolare su change.org per chiedere lo scioglimento delle organizzazioni razziste e antisemite. L’appello a presidente della Repubblica e presidenti di Camera e Senato

di PAOLO BERIZZI

114259158-3148d4f6-b89f-4e08-a90f-5c93b99f7dec“Il fascismo non è un’opinione come le altre, è un crimine”. E’ da questo slogan che prende il via da oggi una campagna regionale – con petizione popolare online – per chiedere lo scioglimento di tutte le organizzazioni neofasciste e neonaziste che da anni scelgono Milano e la Lombardia come teatro per feste, raduni, concerti, parate nostalgiche: razziste e antisemite. L’iniziativa – che punta a raccogliere 100mila firme entro aprile 2016 – è rivolta alle più alte cariche dello Stato: presidente della Repubblica e presidenti di Camera e Senato.

DOCUMENTI – IL TESTO DELL’APPELLO A MATTARELLA

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Via da Milano il festival in camicia nera di CasaPound.

festival_casapoundLa mobilitazione democratica ha ottenuto un risultato: il festival di CasaPound non si svolgerà a Milano ma dovrebbe traslocare a Castano Primo, 50 chilometri dal capoluogo.

Ma il “dovrebbe” è d’obbligo perché solo qualche ora dopo l’annuncio del cambio di programma è insorto il sindaco di Castano, Giuseppe Pignatiello: “Siamo stati raggirati”.
In sostanza la richiesta sarebbe stata presentata da un’associazione sportiva a nascondere la reale identità degli organizzatori.
Quindi tutto ritorna in alto mare.

Del resto la mobilitazione continua e la solidarietà a quella Milano medaglia d’oro per la Resistenza si estende.
Il comitato permanente antifascista di Milano conferma il presidio di protesta davanti la Loggia di via Mercanti già fissato per venerdì 11 settembre dalle ore 17,00.

Mantre significativamente prende posizione la presidente della Camera, Laura Boldrini, rispondendo a una lettera che il presidente dell’Anpi, Carlo Smuraglia aveva inviato alle più alte cariche istituzionali: “Sul piano politico, non posso che ribadire la massima distanza culturale che c’è tra le mie convinzioni e le posizioni di movimenti che non mancano di richiamarsi in varie forme ad un passato di sofferenze e privazione della libertà, quale è stato il ventennio fascista”.

Questo il  testo integrale della lettera della presidente della Camera, Laura Boldrini:

“Gentile Presidente,

ho ricevuto la lettera con la quale ha segnalato a me ed ad altre cariche dello Stato la posizione dell’ Associazione Nazionale Partigiani in merito a due manifestazioni, rispettivamente, di CasaPound e Forza Nuova, che avranno luogo nei prossimi giorni in Lombardia.

Nella mia veste istituzionale, non ho alcun potere di intervento diretto al riguardo, spettando ad altri organi dello Stato valutare con attenzione, in base a considerazioni di ordine pubblico e sicurezza, la liceità e l’opportunità dello svolgimento di manifestazioni e di altre iniziative politiche.

Sul piano politico, non posso che ribadire la massima distanza culturale che c’è tra le mie convinzioni e le posizioni di movimenti che non mancano di richiamarsi in varie forme ad un passato di sofferenze e privazione della libertà, quale è stato il ventennio fascista. Un passato che il popolo italiano si è lasciato alle spalle settant’anni fa grazie alla Resistenza e al sacrificio di quanti hanno combattuto per restituire al nostro Paese la dignità e la libertà perdute.

La prego in ogni caso di tenermi costantemente informata degli sviluppi della questione.

Con i miei più cordiali saluti.”

Rassegna stampa:
http://milano.repubblica.it/cronaca/2015/09/10/news/casapound-122588587/

Storia per immagini … le emozioni del 25 aprile. Salone polifunzionale Senago 1 giungo ore 20,00

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Adelmo Cervi, con Giovanni Zucca “IO CHE CONOSCO il TUO CUORE”, Edizioni PIEMME, Milano 2014

Adelmo Cervi, con Giovanni Zucca “IO CHE CONOSCO il TUO CUORE”, Edizioni PIEMME, Milano 2014

Storia di un padre Partigiano raccontata da un figlio.
La più grande storia della nostra Resistenza dalla voce di un testimone bambino.
18 novembre 2014 – Laura Tussi

Adelmo Cervi, con Giovanni Zucca "IO CHE CONOSCO il TUO CUORE", Edizioni PIEMME, Milano 2014

Recensione di Laura Tussi – PeaceLink

e Fabrizio Cracolici – Presidente ANPI Nova Milanese

Edizioni PIEMME, Milano 2014

Adelmo Cervi è un ex ragazzo di oggi, figlio di un padre strappato alla vita, che racconta quel padre, Aldo, Partigiano con i suoi sette fratelli nella banda Cervi, per narrare la sua storia e per rivendicare di essere figlio di un uomo e non di un mito pietrificato dal tempo e dalle ideologie. Adelmo vuole, con questo libro, raccontare non la Storia, ma una storia, in cui riporta quello che gli hanno raccontato e lo “condisce” abilmente – grazie alla collaborazione dello scrittore Giovanni Zucca – con quello che invece non gli hanno mai raccontato e con quello che ha scoperto e imparato leggendo libri e parlando con parenti, amici e studiosi. Non è la sua storia. È la storia di un uomo che non c’è più. Sette uomini, sette vite, sette morti e sette medaglie. E una cosa sola: un mito in cui i singoli uomini spariscono. Loro non erano una cosa sola. Erano sette fratelli e avevano ognuno un nome, un carattere, una vita, una storia.

Uno di loro era il padre di Adelmo, della voce narrante di questo libro, ossia era Aldo Cervi. Aldo voleva cambiare il mondo e, insieme al fratello più grande, Gelindo, aveva convinto gli altri fratelli che era giusto cambiare una realtà di miseria, di ristrettezze e soprusi.

I sette fratelli sono stati travolti da una tempesta chiamata guerra: in un mondo che perseguitava e sterminava i diversi; che opprimeva i lavoratori, sfruttandoli fino alla morte; che, quando doveva liberarsi dei rivoluzionari, lo faceva senza scrupoli.

Ancora giovanissimo, Aldo assiste all’insorgere minaccioso del fascismo, della dittatura. L’ombra oscura del fascismo si allunga sulle campagne reggiane, seminando vigliaccamente lo scompiglio e il terrore: aggressioni, prepotenze, intimidazioni che contrastano le leghe contadine e le cooperative sotto la minaccia mafiosa degli squadristi armati.

Aldo si è “voltato” a queste acerrime condizioni.

Imprigionato a Gaeta, prese coscienza della propria appartenenza di classe, leggendo molti libri, da Marx al Vangelo: libri che predicano la liberazione dall’oppressione.

I Cervi, da Valle Re ai Campi Rossi, erano contadini, che avevano creato dal nulla, non solo un’azienda familiare all’avanguardia, ma anche un modello di propaganda clandestina contro il regime, tramite un internazionalismo proletario concreto e efficace.

Dopo la svolta di Gaeta, Aldo cominciò a discutere di politica, a fare propaganda antifascista con costanza e a imparare anche la prudenza.

Il regime non lo sa ancora, ma Aldo Cervi, con l’aiuto dei suoi sette fratelli e la complicità di un gruppuscolo di comunisti e simpatizzanti dei dintorni sta già lottando contro, con l’idea di fare Resistenza. I Cervi infatti agiscono, intensificando la controinformazione con l’aiuto di Lucia Sarzi, un’attrice girovaga e altri giovani di Campegine e dintorni… fino alla caduta del fascismo nel 1943. Ma la guerra continua e loro invece volevano la Pace. Ai Cervi non interessa la patria, che non coincide con un mondo più giusto e più libero. Nel frattempo i Russi stanno morendo a milioni per salvare il sogno della rivoluzione dagli artigli di Hitler.

La Resistenza è dire no. La Resistenza è sorridere dentro, perché sai che ti stai opponendo per il cambiamento, in nome della vita e non della morte, con le emozioni vere, condivise con i compagni, che non hanno limiti, né bandiere, né confini. E come cantano anche i Modena City Ramblers:

chi non vuole chinare la testa,

con noi prenda la strada dei monti

Ma i capi del comitato militare di Reggio hanno deciso che il modo di agire della banda Cervi è troppo pericoloso e che se qualcosa non funziona, l’intera rete clandestina del partito rischia di saltare.

E così hanno ordinato di lasciarli soli.

Vi hanno lasciati soli.

Le loro vere armi erano gli ideali, i libri, la vanga e il trattore. Aldo era già partigiano prima ancora di toccare un’arma. Partigiano perché “di parte”, di quella parte che lui sentiva giusta. La stessa parte dove sta adesso il figlio Adelmo. La parte della Pace. Della giustizia. Dell’uguaglianza. La parte dei fratelli Cervi.

I Cervi, entrati nel mito, in qualche modo non sono mai morti, come cantano i Gang in coda alla loro canzone, perché quando non ci si vede ben chiaro, a volte è meglio lasciar parlare gli artisti, i poeti, i musicisti, con qualche idea in più:

sette uomini sette

sette ferite

e sette solchi

ci disse la pianura

i figli di Alcide

non sono mai morti

Note:su PRESSENZA – International Press Agency:
http://www.pressenza.com/it/2014/11/conosco-tuo-cuore/

su ILDialogo.org:
http://www.ildialogo.org/cEv.php?f=http://www.ildialogo.org/cultura/Recensioni_1415638209.htm

su Libera.TV – la Social Web TV delle idee, delle passioni, delle lotte:
http://www.libera.tv/pictures/746/adelmo-cervi-con-giovanni-zucca-io-che-conosco-il-tuo-cuore-edizioni-piemme-milano-2014.html

Qui Senago Libera – NOVEMBRE 2014

Pubblichiamo il terzo numero della Newsletter di SinistraSenago “Qui Senago Libera”.

L’atteso appuntamento con tutti i nostri lettori è con questo numero favoloso, ricco di articoli e buone proposte.

Buona Lettura.

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Lega Nord, Salvini imita Marine Le Pen e imbarca Casa Pound

Mentre in Consiglio Comunale a Senago viene malamente ritirata la mozione antifascita presentata dalla maggioranza, a causa di una forte opposizione del centro destra composto da Lega, Forza Italia, Vivere Senago (Sofo), la Lega va a braccetto fraternamente con i fascisti di Casa Pound.

Ringraziamo il consigliere Milani per l’interpretazione data dalla sua esposizione che ignora totalmente i principi costituzionali riguardanti il fascimo ed i reati connessi (e come lui Sofo, Beretta, Vitalone, Gerardini, etc.) e per aver anche ignorato, senza chiederlo, che la mozione è stata presentata in Comune da ANPI Senago alcuni mesi orsono, quindi in tempi totalmente meno sospetti rispetto a quanto successo a Milano tra LegaNord e CasaPound, purtroppo di terribile attualità e contemporaneità con i contenuti della mozione.

Torneremo con altri articoli su questo catastrofico consiglio comunale.

Per adesso, con buona pace degli astanti oppositori, riportiamo un articolo che spiega come i neo fascismi siano già radicati in questo nuovo millennio.

§

 -  di Saverio Ferrari, 17.10.2014 – pubblicato in “il manifesto”.

Milano. Le ambizioni del segretario leghista: diventare leader della destra italiana. Fratelli d’Italia cerca di arginare l’armata anti-stranieri padana con una manifestazione analoga a Reggio Calabria.

18soc1-sotto-destra-matteo-salvini-terrone-del-nordLa mani­fe­sta­zione nazio­nale «Stop all’invasione», ovvero all’immigrazione, pro­mossa per oggi dalla Lega a Milano, segna un indub­bio punto di svolta. In gioco, più di quanto si pensi, sarà la stessa lea­der­ship nel centro-destra, ormai a due teste, con Forza Ita­lia e il Nuovo cen­tro destra, da un lato, a con­ten­dersi la parte «mode­rata» dell’elettorato, la Lega e i Fra­telli d’Italia, dall’altro, a mar­care l’ala più radi­cale in linea e sin­to­nia con le peg­giori for­ma­zioni raz­zi­ste europee.Anche gli ultimi son­daggi segna­lano un avvi­ci­na­mento sul piano del con­senso fra i due poli, con FI e l’Ncd, som­mati assieme, poco sotto il 20%, e la Lega più FdI attorno al 12%, con il par­tito di Sal­vini in risa­lita all’8%. Per altro pro­prio oggi i Fra­telli d’Italia ter­ranno in con­tem­po­ra­nea a Reg­gio Cala­bria una loro ini­zia­tiva con­tro Mare Nostrum, non certo una coin­ci­denza. Con la mani­fe­sta­zione odiena, tra i venti e i tren­ta­mila i par­te­ci­panti pre­vi­sti, circa due­cento i pull­man già orga­niz­zati, la Lega inten­de­rebbe oltre tutto pre­no­tare la can­di­da­tura di Mat­teo Sal­vini a Sin­daco di Milano.

La mobi­li­ta­zione, con cor­teo da Porta Vene­zia fino a Piazza Duomo, met­terà in mostra anche il nuovo volto leghi­sta dopo la svolta delle ultime ele­zioni euro­pee, un par­tito meno «padano», capace di muo­versi sul piano nazio­nale, sem­pre più a imma­gine e somi­glianza del Front natio­nal di Marine Le Pen in Fran­cia, ormai il vero modello da seguire. L’annunciata costi­tu­zione della cosid­detta Lega dei popoli nel centro-sud, un insieme di sigle e realtà locali, tra le più dispa­rate, con cui fede­rarsi, sostan­zie­rebbe la nuova stra­te­gia. Ma le novità non fini­scono qui. La Lega pun­terà infatti nei pros­simi mesi in due dire­zioni. A rac­co­gliere sul piano sociale, attra­verso atti di disob­be­dienza fiscale e occu­pa­zioni di piazze, le pro­te­ste che quasi un anno fa già furono dei «for­coni», ma anche a con­vo­gliare nella pro­pria orbita l’estrema destra, pun­tando a fruire dell’appoggio delle sue sedi e dei suoi mili­tanti, can­di­dan­dosi a vero par­tito di riferimento.

Mat­teo Sal­vini, come noto, ha fatto visita nei giorni scorsi a Casa Pound, a Roma, nel palazzo occu­pato di via Napo­leone III. Scopo dell’incontro, pre­sente Gian­luca Ian­none, pro­prio la gestione della Lega dei popoli, che si dovrebbe gio­vare del sup­porto dei mili­tanti neo­fa­sci­sti. Voci indi­screte hanno anche fatto tra­pe­lare che a Casa Pound sarebbe arri­vato, sem­pre dalla Lega, un con­si­stente aiuto finan­zia­rio a titolo di rim­borso per l’ultima cam­pa­gna elet­to­rale in cen­tro Ita­lia coro­nata dall’elezione di Mario Bor­ghe­zio. Un toc­ca­sana per «i fasci­sti del terzo mil­len­nio» che ver­se­reb­bero in cat­tive acque finan­zia­rie, nono­stante l’apertura di risto­ranti e oste­rie tra Roma, Milano e Malaga, con debiti non indif­fe­renti accu­mu­la­tisi in que­sti anni. La tra­sfor­ma­zione nei fatti di Casa Pound in un’articolazione della Lega nel centro-sud potrebbe risol­vere anche que­sti pro­blemi. In comune lo slo­gan «prima gli ita­liani» e l’idea dei «con­fini da difen­dere» tra­mite l’esclusione, la discri­mi­na­zione e l’imbarbarimento della con­vi­venza civile.

Ma alla mani­fe­sta­zione «con­tro gli immi­grati» non sfi­lerà solo Casa Pound. Par­te­ci­pe­ranno uffi­cial­mente anche quelli di Pro­getto nazio­nale (la sigla di coper­tura del Veneto fronte ski­n­heads), di Destra per Milano, di Patria e Libertà (un grot­te­sco rima­su­glio monar­chico), di Lealtà azione (ovvero gli Ham­mer­skin), del movi­mento Patriae che ha rac­colto i fuo­riu­sciti di Forza nuova, più un’altra serie di sigle del varie­gato uni­verso neo­fa­sci­sta. Sul palco, dun­que, Sal­vini e forse Ian­none, sotto nugoli di cami­cie verdi e cami­cie nere.

La rispo­sta della Milano demo­cra­tica risulta affi­data a un arco di forze com­po­sto da comu­nità stra­niere, coor­di­na­menti stu­den­te­schi, cen­tri sociali e sezioni sparse dell’Anpi, più le for­ma­zioni della sini­stra comu­ni­sta (Prc, PdcI, Pcdl), riu­ni­tisi attorno al car­tello di «Milano metic­cia, anti­fa­sci­sta e anti­raz­zi­sta». L’appuntamento per loro è alle 15 in Largo Cai­roli per un contro-corteo nel cen­tro cittadino.

Silente l’intellettualità pro­gres­si­sta, così il centro-sinistra, a par­tire dal suo sin­daco. Non pro­prio una novità.

(pubblicato in “Il Manifesto” del 17-10-2014)