Osservatorio vasche: la colata ha avuto inizio.

Sono già migliaia le tonnellate di cemento sversate per alzare le sponde del canale scolmatore al fine di aumentarne l’effettiva protata a 60 metri cubi al secondo, come tempo fa aveva chiesto ed ottenuto la LEGA NORD di Senago, quando ella stessa propose ai vari tavoli di confronto ed ai suoi ministeri in Regione Lombardia, di aumentarne la portata.

Detto e fatto, si potrebbe dire, sulla pelle dei cittadini aggiungiamo noi.

I cartelli già definitivi collocati alle vie d’accesso al canale scolmatore parlano chiaro: “DIVIETO DI ACCESSO AI PEDONI” lungo le sponde per pericolo di piene improvvise e caduta da i cigli non protetti.

Un luogo fino a poco fa frequentato da migliaia di senaghesi dediti alla pratica sportiva che usavano quel percorso per arrivare direttamente al Parco delle Groane e che ora, grazie alle richieste prodotte dalla Lega Nord di Senago e realizzate dalla regione condotta dal loro leader Maroni, non possono più ritenere percorribile.

Non lasciamo la città in mano a questi strateghi dell’intolleranza.

 

 

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La vasche fanno acqua

Alluvione Milano 2014

Roberto Maroni, Roberto Formigoni e Giuliano Pisapia sono indagati per disastro colposo in relazione alle tre esondazioni del fiume Seveso che colpirono Milano nel 2014.

Ai cittadini di Senago non interessano, a dir la verità, le reazioni e le ipotesi attorno a questa notizia: ai senaghesi importa, e molto, che a causa di una vicenda che si trascina da quarant’anni, a Senago verranno scavate le vasche di laminazione che dovranno contenere le acque schifose del Seveso e non risolveranno il problema delle esondazioni.

I magistrati cercheranno di capire se esistono responsabilità degli indagati; tra i politici inizierà presumibilmente lo scaricabarile delle responsabilità e già qualcuno di essi cerca di intestarsi invece la paternità delle vasche di laminazione: come si vede, l’opera dannosa e inutile delle vasche è soltanto una foglia di fico, una traballante scusa politica per poter dire “ma noi abbiamo fatto qualcosa”.

Dagli organi di stampa (Corriere della sera, 22 giugno 2016) apprendiamo che alla fine degli anni ’90 era già stato approvato il progetto di Arturo Zampaglione, professore di Idraulica ambientale del Politecnico. Il suo piano prevedeva lo scavo di un canale esterno con il quale si sarebbero prelevate le acque prima dei tratti che non riescono a contenerle, per scaricarle nel Lambro. Questo progetto avrebbe potuto evitare i disastri ripetuti a Milano senza scavare le vasche e sarebbero costati la metà. Ma non è mai stato realizzato.

Dalle stesse fonti apprendiamo che, secondo alcuni, le forti e continue piogge del mese di giugno 2016 non hanno causato allagamenti, probabilmente perché i tratti interrati del Seveso erano stati finalmente ripuliti.

E noi, a Senago, dobbiamo tenerci le vasche. Che, come scusa, fanno un po’ acqua.

Operazione “fogna a Senago”: iniziata la fase due

Mentre la prima fase dell’operazipone “fogna a Senago” si è conclusa da alcuni mesi, in questi giorni di inizio vacanze è partito il cantiere per la fase due di questo doloroso processo che vedrà il suo culmine, la terza fase, con la realizzazione delle vasche di laminazione.

La fase uno ci ha già portato nel territorio un enorme tubo di fogna che, seguendo la sponda del canale scolmatore, attraversa integralmente il territorio della nostra città, facendovi scorrere i liquami dei comuni a nord di Senago in direzione Pero.

La fase due, resa possibile dal mandato offerto ad AIPO dal Sindaco, dalla Giunta, dal Consiglio Comunale e da tutti gli attori che hanno partecipato al gruppo di lavoro del Comune (5 stelle compresi), prevede l’allargamento del canale scolmatore per tutto il territorio di Senago, consentendo così di raddoppiarne la portata e di rendere ancor più pericoloso l’abitato nelle vicinanze, già dichiarato a rischio esondazione. Una beffa enorme a cui SinistraSenago si è sempre opposta rimanendo purtroppo unica voce fuori dal coro.

Ma l’allargamento del canale scolmatore non elude, come volevano farci credere il Sindaco & C., la terza parte di questo infido processo, ovvero la realizzazione delle vasche di laminazione che a breve prendererà anch’essa il via.

La città di Senago, una delle poche dell’area metropolitana ad avere ancora una parvenza di territorio a misura umana, ha perso. La politica non ha saputo fermare questo scempio ed ha anzi proposto vie peggiorative, puntualmente raccattate da chi siede in Regione Lombardia. L’allargamento del canale scolmatore è una fogna che corre veloce solcando il paese che porta inquinamento, odori, ratti ed aumenta il pericolo di esondazione per gli abitati limitrofi.

Solo SinistraSenago ha saputo resistere , ma purtroppo siamo rimasti inascoltati. Non ci rimane ora da fare altro che guardare le ruspe che sventrano il canale scolmatore, in attesa del grande bucone da un milione di metri cubi.

§

 29 luglio 2015 – Sono iniziati i lavori per l’allargamento del canale scolmatore, propedeutici alla realizzazione delle vasche di laminazione, prossime vicine

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Vasche di laminazione: “Se avessimo potuto …”

img_3174Pubblichiamo la risposta inoltrata da un tecnico di Regione Lombardia ad un cittadino di Senago che gli aveva scritto cosa egli ne pensasse del progetto relativo alle vasche di laminazione.
Alla luce della retorica insita nelle risposte, quasi a sfiorare l’ironia ridicola e malsana di chi siede dalla parte del potere, sarebbe interessante capire che fine hanno fatto i soldi stanziati per sostenere l’informazione al fine di convincere i cittadini della beneficità delle vasche di laminazione, visto che il principale lamento è di non aver potuto parlare a Senago. Si tratta pur sempre di alcune centinaia di migliaia di euro!
In ogni caso anche noi cittadini, “se avessimo potuto esprimere e spiegare meglio quanto danno si andrà a realizzare sul NOSTRO territorio”, forse vi avremmo fatto cambiare idea e forse non saremmo arrivati a questo punto di non ritorno, ma forse questo era solo quello che voi volevate.
Ecco di seguito la risposta del tecnico di Regione Lombardia:
 §
“Prendo atto di quanto rappresentato nelle vostre mail, così come espresso dal Gruppo di Lavoro comunale.
Al fine di una informazione più ampia e completa, mi preme segnalare che tutte le soluzioni proposte dal Gruppo di Lavoro comunale sono sempre  state analizzate, valutate e controdedotte da Regione, AIPO e Progettisti ma non è mai stato possibile a Regione informare e spiegare direttamente ai cittadini le ragioni del progetto portato avanti da AIPO.  Solo nel Forum del 22 aprile u.s. è stato “concesso” a Regione, AIPO e progettisti di partecipare al Forum stesso per spiegare le ragioni del progetto nonostante le numerose manifestazioni di disponibilità date da Regione al Grupppo di Lavoro comunale e al Comune stesso. Ciò è stato anche confermato dal vostro Sindaco nel corso del Forum già citato (cfr. le registrazioni su sito internet del Comune).
Se avessimo potuto esprimere e sipegare meglio quanto si andrà a
realizzare sul vostro territorio, vi avremmo illustrato in dettaglio il
quadro generale degli interventi previsti nel bacino del T. Seveso, sia
per il contenimento delle piene  che per il miglioramento della qualità
delle acque del torrente, e avremmo anche potuto spiegare in dettaglio che la realizzazione dell’area di laminazione lungo il Canale Scolmatore di Nord-Ovest non comporta impatti ambientali così rilevanti come quelli descritti e diffusi a livello locale.
Se avessimo potuto esprimere e sipegare meglio quanto si andrà a
realizzare sul vostro territorio, vi avremmo motivato il perchè della
priorità delle aree di laminazione a Senago, così come riportato nelle
nostre risposte alle domande del Forum del 22 aprile scorso (pubblicate sul sito internet di Regione Lombardia).
Se avessimo potuto esprimere e sipegare meglio quanto si andrà a
realizzare sul vostro territorio, vi avremmo raccontato che anche
l’Università di Pavia (Dipartimento di Ingegneria civile e architettura), consulente del Comune di Senago  e del Gruppo di Lavoro comunale, ha rappresentato la soluzione progettuale di AIPO come necessaria ed efficiente.
Se avessimo potuto esprimere e spiegare meglio quanto si andrà a
realizzare sul vostro territorio, vi avremmo anche informato che diverse delle proposte del Comune di Senago e del Gruppo di Lavoro comunale sono state recepite nel progetto in corso di approvazione ed in particolare:
– riduzione del volume complessivo delle aree di laminazione da 2
ML di metri cubi (primo dato dell’Autorità di Bacino del F.Po del 2004)  a 970 mila metri cubi (recuperando volumi in altri ambiti di laminazione a monte del CSNO) e poi ancora a     810 mila metri cubi (dopo la Valutazione di Impatto Ambientale);
– l’allargamento del Canale Scolmatore di NO nel tratto tra il torrente Garbogera e Pudiga per permettere una migliore gestione del sistema canale scolmatore – area di laminazione;
– il sollevamento del fondo vasca di circa 3 metri per limitare l’ingresso delle acque di falda nella vasca di laminazione (con ulteriore perdita di volume) nel caso di falda con livelli momentaneamente alti;    
– la modifica di una serie di opere a verde, di riqualificazione ambientale, ecologica, paesaggistica e fruitiva così come richiesto dal
Parco delle Groane nonchè dal Comune e da altre Associazioni
ambientaliste.
 
Se avessimo potuto esprimere e spiegare meglio quanto si andrà a
realizzare sul vostro territorio, vi avremmo ricordato che la sola area dilaminazione di Senago non risolve la totalità dei problemi di esondazione a valle di Palazzolo ma che essa avrebbe potuto evitare totalmente circa il 53% degli eventi di allagamento verificati tra il 2010 e il 2014 con un deciso miglioramento rispetto alle condizioni attuali.  L’area di laminazione di Senago unitamente alle altre aree di laminazione previste risolvono invece completamente il problema delle piene centennali del torrente Seveso.
Se avessimo potuto esprimere e spiegare meglio quanto si andrà a
realizzare sul vostro territorio, vi avremmo informato sullo stato di
avanzamento delle opere di laminazione necessarie alla risoluzione del problema delle esondazioni del Seveso:sono tutte in progettazione
definitiva ed i fondi per la loro realizzazione sono in fase di stanziamento da parte del Ministero. Il sistema delle aree di laminazione verrà quindi realizzato nella sua intererezza.
 
Infine, le criticità da più parti segnalate circa le scadenti condizioni
di qualità delle acque del Seveso richiedono una più celere realizzazione delle aree di laminazione, di tutte le aree di laminazione previste (Carimate-Vertemate-Cantù, Lentate sul Seveso, Paderno-Varedo, Milano), proprio per scongiurare che altri eventi di piena come quelli vissuti nel 2014 possano allagare abitazioni, cantine, box, capannoni industriali e strade dei territori comunali lungo il fiume, con danni economici consistenti ad ogni evento di piena anche non particolarmente significativo. In altri termini, Regione ribadisce il forte impegno per il miglioramento della qualità delle acque del torrente Seveso che vede interventi già avviati ma che richiederà tempi medio-lunghi;  non è possibile tuttavia aspettare il totale disinquinamento del fiume per realizzare le aree di laminazione previste per la difesa dei cittadini da troppo tempo colpiti da queste calamità.”
 
 
§
Di seguito il testo orignale inviato a Regione Lombardia da un cittadino di Senago:
“Il Gruppo di Lavoro Vasche, i Comitati ed i Cittadini Senaghesi
esprimono la loro ferma contrarietà alla realizzazione delle vasche di laminazione sul territorio di Senago, in quanto non risolutive del problema legato alle esondazioni del Fiume Seveso sul territorio di Milano.
Senago ha dimostrato, più volte ed in più occasioni, che tale contrarietà è esclusivamente rivolta al progetto in sé, sollevando al riguardo argomentazioni che hanno posto l´accento su molteplici criticità di inefficienza e di danni ambientali, nell´interesse della comunità senaghese e dei residenti della zona 9 di Milano. Si è più volte ribadita, invece, l´importanza di risolvere la questione idraulica attraverso soluzioni alternative.
L´Amministrazione di Senago ha proposto a Regione Lombardia soluzioni alternative al Progetto Aipo, altrettanto risolutive delle problematiche legate alle esondazioni della zona 9 di Milano: tali soluzioni alternative, tuttavia, non sono mai state prese in considerazione, vanificando il lavoro svolto dall´Ente.  
Si evidenziano, inoltre, le criticità sollevate con riferimento all´interferenza tra l´acqua di pessima qualità contenuta nelle vasche di laminazione e la prima falda acquifera, nonostante si sia provveduto, nella fase di rilascio del decreto di VIA, all´innalzamento della stessa, portandola a m. 149 dal livello del mare. Resta ancora da affrontare la criticità relativa alla pessima condizione qualitativa sia delle acque che dei sedimenti che stazioneranno e si depositeranno nella vasca, argomento affrontato in fase di parere dell´Ente al decreto di VIA.
Per i rilievi sopra esposti, si ribadisce, pertanto, la contrarietà al progetto Aipo relativo alla realizzazione delle vasche di laminazione sul territorio di Senago.”

Vasche: “visioni a confronto”

Nell’immagine qui sotto potete vedere la “visione” di Regione Lombardia (AIPO) nei riguardi dell’impatto ambientale provocato della presenza delle vasche di lamianzione a Senago. La zona, per chi non ricorda, è quella di via De Gasperi, ai confini di Bollate e quasi tutta all’interno del Parco Delle Groane.

progetto aipo

La successiva immagine è invece la fotografia reale del territorio, così come la vede l’occhio del satellite o qualsiasi occhio umano dotato di buon senso.

vasche_google

Dai banchi di scuola, che fortunatamente quasi tutti abbiamo potuto frequentare, abbiamo imparato che la prospettiva è una particolarità dell’arte che consente di costruire immagini tridimensionali su di un piano, ponendo al centro, e quindi ad una distanza finita, l’oggetto interessato.

Ora, nel disegno di AIPO, appare subito evidente l’importanza degli alberi, enormi, quasi fossero sequoie se paragonate alle dimensioni di tutto ciò che sta nel paesaggio proposto. Alberi che occupano l’intera scena, relegando in un angolino le due vasche di laminazione. Si due, perchè la terza, pur presente in questo progetto, non si vede nemmeno.

Ciò che più ci spaventa, è vedere quanto stanno continuando a prenderci tutti per il culo, e con tutti intendiamo tutti i cittadini di Senago ma non solo.

TAV, EXPO, MOSE, VASCHE DI LAMINAZIONE, tutte facce della stessa medaglia che meritano solo d’essere combattute così come si dovrebbero combattere la corruzione, la mafia,la speculazione, l’asservimento del potere alle grandi ricchezze e lo sperpero dei soldi pubblici in inutili opere.

L’UNICA SOLUZIONE AL PROBLEMA DEL SEVESO: STOP AL CEMENTO, SUBITO, ADESSO!

Nel filmato si vede il torrente Seveso a Palazzolo, presso la presa del canale scolmatore la sera di sabato 15 novembre. Le immagini ci mostrano il motivo per cui “NON DOBBIAMO ACCETTARE LE VASCHE E L’ALLARGAMENTO DEL CANALE SCOLMATORE A SENAGO”.

La natura ha voluto che il Seveso NON attraversasse Senago, da cui dista alcuni chilometri, e le istituzioni vogliono invece che questo pauroso miscuglio di acque sia portato in questo territorio. La causa di questa folle massa d’acqua sta tutta nella SPECULAZIONE EDILIZIA e nella CEMENTIFICAZIONE DEL TERRITORIO perpetrato negli anni lungo gli argini del torrente Seveso, un piccolo torrente che porta normalmente 1,8 mc/s.

Anche Senago dovrebbe rinunciare al suo PGT, che SinistraSenago ha sempre combattuto, che vuole ancora cementificare il territorio proprio nella zona dove sabato è stato decretato lo stato di emergenza esondazione in tutto il quartiere Papa Giovanni! La giuta DEVE fare un passo indietro.

Il dramma di Genova è un monito per Milano: non ci si illuda, le vasche di Senago non sono la soluzione

Comunicato di Legambiente:

“Per il Seveso serve un piano d’area regionale,  occorre ridare spazio al torrente e terra alle piogge”

 

Nelle ore in cui l’alluvione devasta Genova, non è possibile non pensare alle acque della metropoli milanese, e prima di tutto al torrente Seveso, che la scorsa estate ha ripetutamente turbato il sonno dei politici e sommerso interi quartieri di Milano.  Ora la soluzione sembra a portata di mano, con i finanziamenti previsti per le vasche di laminazione a Senago, comune che nemmeno fa parte del bacino idrografico del Seveso, ma che dovrà sacrificare il proprio territorio per la tranquillità dei milanesi. Ma è una soluzione buona per qualche taglio di nastro, non certo per risolvere i problemi di un bacino cementificato come e più di quello dei colli che sovrastano il capoluogo ligure. Già il fatto che per trovare un terreno libero si sia dovuto pensare di realizzare le vasche di laminazione a 5 km dall’asta del torrente è significativo: lungo il corso del Seveso non c’è più un pezzo di terra libero dal cemento in cui lasciar sfogare la furia del torrente. “E’ il classico scaricabarile – denuncia Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia – Milano ha messo il torrente sotto terra e non si è preoccupata di attuare misure preventive per le aree che si allagano, i comuni a nord hanno occupato tutto il territorio libero e non hanno spazio per gestire le piene, ora si cercano terreni liberi per laminare le piene e si scopre che si è consumato tutto il suolo: occorre cambiare le regole d’uso del territorio, partendo dal ripristino della permeabilità dei suoli, e per farlo la Regione deve scendere in campo non solo con le grandi opere, ma anche con una politica di riassetto idraulico dell’intero bacino, a partire dallo stop al nuovo consumo di suolo”.

I numeri, per il Seveso, non tornano: le vasche di Senago saranno alimentate dal canale scolmatore, che già devia 30 metri cubi al secondo dal Seveso in caso di piena. Con la realizzazione delle vasche a Senago la portata derivata potrà raddoppiare, e quindi la frequenza degli eventi alluvionali a Milano potrà ridursi. Ma il Seveso è capace di scaricare, in caso di eventi piovosi anche molto meno violenti di quello che sta interessando Genova, fino a 140 mc/secondo di acqua. E’ chiaro dunque che la soluzione idraulica, rappresentata dallo scolmatore e dalle nuove vasche, non risolve il problema di Milano. La soluzione richiede ben altri interventi, che coinvolgano tutto il patrimonio edilizio e infrastrutturale del Nord Milano, affinchè le acque di pioggia possano essere gestite e al torrente vengano restituiti spazi per moderare la furia delle acque. “Gli interventi idraulici sono indubbiamente utili, ma non esistono soluzioni miracolose – conclude Di Simine – per affrontare il problema del Seveso occorre un piano d’area regionale, che imponga la gestione delle acque superficiali a tutti i comuni del bacino. Occorre ripristinare, ovunque possibile, gli spazi del torrente occupati da edifici e argini, imporre requisiti di permeabilità per le nuove costruzioni e ristrutturazioni, dedicare al drenaggio le aree dismesse, delocalizzare edifici e impedire l’uso abitativo di vani seminterrati nelle aree di possibile esondazione, anche e soprattutto in città. Finchè ogni comune penserà di disporre del territorio a proprio piacimento, i milanesi e le popolazioni rivierasche del Seveso non potranno dormire sogni tranquilli”.