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Interpellanza urgente sulle vasche di laminazione di Senago

Interpellanza urgente sulle vasche di laminazione a Senago presentata in Parlamento dal deputato Eleonora Cimbro.

senago

Oggi ho presentato in Aula alla Camera un’interpellanza urgente in merito alle vasche di laminazione di Senago. Ancora una volta tante parole e pochi fatti per tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini! Con responsabilità precise della Lega Nord!

Qui trovate i video relativi alla mia interpellanza e alla mia replica alla risposta della Sottosegretaria Silvia Velo.

Di seguito trovate il testo integrale dell’interpellanza:

“I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, per sapere – premesso che:
nel precedente atto (2-00708), a prima firma della prima firmataria della presente interpellanza, riguardante il progetto per evitare le esondazioni del Seveso nel comune di Milano, si enunciavano le criticità su cui la risposta del Governo aveva rassicurato;

poco tempo dopo e a lavori iniziati per la vasca di laminazione a Senago e quelli per l’adeguamento del canale scolmatore, le già espresse criticità si ripresentano addirittura peggiorate;

la regione Lombardia ha considerato queste opere tra le priorità della legislatura, prima combattendo per sbloccare i finanziamenti statali e poi mettendo in campo tutte le tecniche per iniziare le opere. A dare l’annuncio dell’avvio del cantiere è stata, infatti, Viviana Beccalossi, assessore regionale al territorio, urbanistica, difesa del suolo e città metropolitana;

la stessa Beccalossi ha dichiarato: «Il progetto è finanziato con 142 milioni di euro, che comprendono anche le altre opere, tutte in fase avanzata di progettazione, come le altre aree di laminazione localizzate nei comuni di Paderno Dugnano-Varedo, Lentate sul Seveso, Vertemate-Carimate-Cantù e Milano. La vasca di Senago sarà pronta entro inizio 2018 e, nel complesso, tutto il progetto verrà portato a termine entro 2020». Si tratta, «dell’intervento più complesso tra quelli messi in campo in questi anni di amministrazione del presidente Maroni, durante i quali Regione Lombardia ha investito oltre 214 milioni di euro per 230 opere di difesa del territorio da frane e alluvioni»;
le criticità in merito al progetto, secondo gli interpellanti, possono essere così riassunte:
insufficienza ed approssimazione dello studio delle ipotesi alternative e della cosiddetta alternativa zero. La contraddizione a cui giunge la valutazione di impatto ambientale (Via) a pagina 8, dove si sostiene che gli otto invasi dell’ipotesi alternativa non possono sostituire i quattro di sistema, ma eventualmente contribuire ad una rimodulazione ed ottimizzazione degli stessi, in relazione alla loro fruibilità: in tale circostanza, né l’Agenzia interregionale per il fiume Po (Aipo), né regione Lombardia sono in grado di offrire alcuna motivazione che smentisca i rilievi sollevati dal comune;
carenza istruttoria del procedimento anche relativamente alla sedimentazione all’interno delle vasche. Le motivazioni fornite dalla controparte non sono idonee a superare l’obiezione sollevata in sede di ricorso ed, in ogni caso, non può essere condivisibile che la valutazione di impatto ambientale si limiti a fare un generico rinvio agli esiti dei monitoraggi da effettuare;
impatto paesaggistico. Il comune ha rilevato che le vasche risultano realizzate all’interno dell’area protetta del Parco Groane e all’interno del corridoio ecologico regionale RER. A fronte di tali rilievi la controparte qualifica l’area come un «pratone che non presenta fattori naturalistici propri e che pertanto può essere sacrificata»;
mancato rispetto dei limiti di profondità massima presenti dal Piano cave di città metropolitana. Il comune sostiene il mancato rispetto del limite massimo di profondità previsto dal Piano cave, la controparte replica sostenendo che, nel caso di opere idrauliche, trova applicazione una deroga che consente escavazioni sotto la linea di falda. Non vi è garanzia nel progetto dell’interferenza tra le pessime acque delle vasche e quella della falda;
gravi difetti istruttori relativi alla Via riguardo il tema delle acque. Nella relazione di Via si sostiene che non sussistono pericoli di inquinamento stante l’asserita ridotta permanenza delle acque e l’esistenza del materassino bentonitico (molto sommariamente, uno strato di argilla) che impermealizzerà il fondo. A riguardo si eccepisce, invece, che il suddetto materassino non appare idoneo a proteggere l’ambiente dagli altri effetti delle acque insane;
istruttoria lacunosa sia nel Sia che nella Via, in merito all’impatto che l’opera avrebbe sulla salute pubblica. Il legale dell’Ente ritiene che il problema dell’impatto dell’opera sulla salute pubblica sia stato del tutto trascurato con evidenti violazioni di legge;
il piano di manutenzione, che in realtà è il contenuto essenziale delle Sia e della Via, viene posticipato al momento della redazione definitivo;
mancanza del piano di utilizzo del materiale di scavo. Per le opere oggetto di Via, che l’elaborazione del piano debba avvenire prima dell’espressione del parere conclusivo della procedura di valutazione;
mancata previsione del versamento dei diritti di escavazione. Nella Via non si è tenuto conto del versamento dei diritti di escavazione al comune, violando una precisa disposizione normativa;
la mancanza dei pareri nel decreto di approvazione della Via e nella relazione ad esso allegata. Inoltre l’opera si realizza a 15 chilometri dal luogo delle esondazioni e in derivazione al Csno e dunque non riesce a ridurre significativamente le ondate di piena proprio perché è l’unica che, nel sistema delle vasche di laminazione, non sarà localizzata lungo l’asta del Seveso;
mancato adempimento nel progetto posto a gara delle prescrizioni indicate nella Via. Le argomentazioni sollevate riguardano essenzialmente lo stralcio dal progetto delle opere di collegamento ciclopedonali che secondo Aipo dovranno formare oggetto di un altro progetto. Stessa procedura riguardo alla integrazione delle opere. La Commissione Via aveva invitato a valutare l’integrazione delle opere, ed Aipo ha rinviato questa fase ad altro progetto. Stessa procedura è stata seguita per la mitigazione degli impatti sulle residenze lungo la strada provinciale 175 disattendendo in pratica quanto richiesto in fase di Conferenza di servizi per la Via –:

se il Ministro interpellato sia a conoscenza del fatto che, a seguito dell’obsolescenza del citato progetto, sarà necessario mettere in atto misure necessarie a prevedere tutele per l’inquinamento della falda acquifera e per i fanghi speciali che si formeranno e, a tal fine, se sia in grado di fornire una stima realistica delle quantità dei fanghi speciali che si verranno a depositare a seguito dell’utilizzo delle vasche e dei conseguenti costi per lo smaltimento degli stessi;

se non ritenga opportuno fornire adeguate informazioni sui costi manutentivi presunti per la tutela delle acque di falda e per i piani di emergenza in caso di contaminazione, su pratiche di trasparenza e controlli antimafia predisposti per l’appalto e su quale, realisticamente, sarà la percentuale di eventi, esondativi evitati con la realizzazione di tali vasche;

di quali elementi disponga sulla realizzazione dell’intero progetto e non solo di parti di esso alla luce della non realizzazione delle vasche previste oltre quelle di Senago.”
(2-01989) «Cimbro, Ferrara».
(24 ottobre 2017)

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Vasche di laminazione: “ecco che cosa dobbiamo fare”

 

Le notizie sulle VASCHE in pillole … AVVELENATE

IMG_5466Riceviamo e pubblichiamo un comunicato emesso dai comitati “Senago Sostenibile” e “No vasche a tutela del territorio”.

 

 

§

LE NOTIZIE SULLE VASCHE IN PILLOLE……….AVVELENATE

Sul giornale “Il Notiziario” di venerdì 12 c.m. è apparso un articolo riguardante le vasche ed i vari problemi riflessi sulla viabilità cittadina, nonché il muro d’ala del ponte Geriale. Le notizie in questione sono state attribuite al Sindaco di Senago.

A questo punto occorre fare un po’ di chiarezza per non propinare ai cittadini notizie che possono definirsi inesatte , o quantomeno approssimate.

Il primo punto riguarda la via De Gasperi. Vengono poste in evidenza due soluzioni trattate dall’Amministrazione Comunale e da Aipo. La prima soluzione prevede la chiusura della via De Gasperi ed il dirottamento del traffico su una costruenda bretella tra la rotonda della SP 119 e la rotonda di via Brodolini, via quest’ultima che dovrebbe sopportare il traffico pubblico,privato e quello dei camion carichi di terra proveniente dagli scavi, diretti alla cava Movil beton, ma anche quelli vuoti diretti alla zona di scavo ( si parla di 500 al giorno! Mi sembrano eccessivi). Ma non avendo visto il piano di smaltimento terra che Aipo si tiene ben stretto, bisogna prendere i dati col beneficio di inventario.

La seconda soluzione prevede l’istituzione di un senso unico alternato regolato da un semaforo.

Evidentemente non è stata presa in considerazione la soluzione della tecnica dello spingi tubo per realizzare i collegamenti tra le due vasche. Soluzione applicata il Lombardia dagli anni 70, anche dallo scrivente. E si che abbiamo di fronte il fior fiore dei professionisti!

Nel caso di cui sopra la via De Gasperi resterebbe regolarmente aperta ed il sacrificio viabilistico sarebbe meno pesante. Ma ve lo immaginate un incontro sulla via Brodolini di un camion ed una vettura? Ancora peggio tra due camion!

Un secondo punto trattato riguarda il muro d’ala del ponte Geriale.

Dopo un sopralluogo e le relative foto, si è constatato che gli sfornellamenti sono vecchi, molto vecchi, ed al piede non vi sono resti dei presunti recenti sfornellamenti. Una parte del muro presenta un modesto spanciamento causato dalla spinta del terreno, ma ancor di più dalle radici della soprastante pianta. Per la messa in sicurezza del muro, vengono prospettate come soluzione una rete o un muro che dovrebbero trattenere il muro in disfacimento. A parte l’obbrobrio, crediamo che si debba essere seri. Queste due soluzioni al massimo fermerebbero i sassi delle fionde!

Anche in questo caso i professionisti dovrebbero parlare di tiranti ancorati nel terreno retrostante, una soluzione largamente usata. Va detto che questa soluzione ha il gran vantaggio che il muro viene messo in sicurezza ma l’aspetto non viene deturpato.

Premesso quanto sopra, è evidente che il Sindaco ha sconfessato il no a compensazioni espresso a furor di popolo dai cittadini. E siccome il referendum concordato in sede di Gruppo di Lavoro potrebbe rigettare quanto concordato, a tutt’oggi il Sindaco, malgrado le richieste, non ha convocato il promesso forum.

Per quanto riguarda la chiusura o meno della via De Gasperi la Città Metropolitana ha demandato al Sindaco la decisione della soluzione interessando il territorio.

Ma allora il Sindaco cosa vuole fare? E’ appena il caso ricordare che l’onere della cantieristica è in capo all’appaltatore (Aipo che ha approvato tutti i progetti) e che deve essere considerata già in fase di progetto preliminare. Cosa che forse non è stata fatta, ma certamente mai discussa.

Da ultimo è bene sapere che le compensazioni si discuteranno a conclusione dei livelli di giudizio, Corte Europea inclusa.

L’invito ai Senaghesi è quello di attivarsi, perche piangere dopo non serve a nulla.

Senago, 15 maggio 2017-05-15

Comitato “No Vasche e Tutela del Territorio”

Comitato “ Senago Sostenibile.

Osservatorio vasche: “No alla chiusura di via De Gasperi”

IMG_5338Alleghiamo la lettera inviata all’attuale Sindaco di Senago dal “Comitato Senago Sostenibile” inerente il problema della chiusura di via De Gasperi al traffico veicolare ed alle conseguenza che ciò avrà sui residenti della zona di via Marzabotto dove il traffico sarà deviato. Rammendiamo che tale chiusura rientra nella competenza dei lavori di realizzazione delle vasche di laminazione che i cittaditi tutti non hanno mai voluto ne vogliono tutt’ora. Siamo quindi a fianco del comitato nella battaglia per difendere il territorio dalle nefaste conseguenze che la presenza delle vasche porterà con sè.

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Sig. SINDACO DI SENAGO

Oggetto: Chiusura di Via De Gasperi

“Sui giornali è apparso che a giorni (pare il 3 maggio p.v.) l’Amministrazione si incontrerà con Aipo per concretizzare la chiusura della via De Gasperi.

Premesso quanto sopra si rammenta che Ella ha dichiarato che avrebbe preventiva-

mente informato la cittadinanza con un apposito Forum.

Se quello prospettato dai giornali fosse vero, emergerebbe il mancato rispetto di quanto dichiarato in precedenza, ed il mancato rispetto dei cittadini, e ciò alla fine per favorire AIPO.

Si per favorire AIPO , perché per realizzare gli attraversamenti in questione non è necessario chiudere la via De Gasperi, e comunque l’impresa ha l’onere di tutti gli interventi di cantieristica. Non riusciamo a comprendere perché non intende più informare i cittadini! La preoccupazione che possano bocciare la proposta?

Vogliamo farLe presente che la chiusura di via De Gasperi causerebbe un forte danno ai cittadini per la concentrazione di traffico di cantiere, pubblico e privato con conseguente stazionamento di veicoli che inquinerebbero oltre modo l’aria. E non vuole informarli?

Premesso ciò i Comitati e l’Associazione sottoscrittori della presente La invitano ad evitare di mettere in atto la lamentata procedura senza avere indetto prima il Forum preannunciato, e nell’informare che è stato dato mandato ad un legale per avviare ricorso al TAR per tutelare i Senaghesi, si richiede la messa a disposizione della Sala Consiliare per i primi giorni del prossimo mese di maggio per l’effettuazione del forum in auto convocazione, qualora Ella persistesse nel non informare i cittadini, come suo dovere.”

Osservatorio vasche – 1° step: “ti chiudo il canale e ci butto il cemento”

img_5278Con l’inizio dei lavori di scavo per la realizzazione delle vasche di laminazione a Senago si palesano i primi disagi per i cittadini.

E’ stata infatti già chiusa l’intera tratta del canale scolmatore che conduce da via Marzabotto a via De Gasperi, passaggio obbligato per migliaia di persone che ogni giorno si recavano ad incontrare la natura offerta dal Parco delle Groane.

Nessun’altra via consente un accesso così facile al Parco.  Così ora decine di migliaia di persone si trovano orfane della libertà di godere di uno spazio comune ricreativo ed utile alla salute.

Ciclisti, escursionisti, runners, joggers, giovani, anziani, atleti, o amanti delle semplici passeggiate in mezzo alla natura, non potranno più recarsi in quella oasi preservata sino ad oggi dalla cementificazione.

Quasi 25 milioni di euro (per ora) per due anni di lavori.

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S’inizia con l’allargamento del canale le cui sponde stanno già cambiando i propri connotati. Esattamente come la Lega di Senago aveva suggerito di fare per scongiurare la realizzazione delle vasche. Invece faranno entrambe le cose, cosa di cui avevamo denunciato la possibilità.

Si proseguirà poi con la “NON PREVISTA” asfaltatura della sponda del canale (preludio per la realizzazione di una nuova strada?) per consentire il transito dei 100.000 (leggi CENTOMILA!!!!) camion che dovranno portare la terra di scavo fino alla cava di via Brodolini, dove verrà tutta lavorata e selezionata dalla ditta MOVILBETON, per la gioia degli abitanti dei quartieri limitrofi tra Senago e Bollate che si troveranno a respirare eccessi di polveri e sospensioni assai poco salubri soprattutto per i bambini e gli anziani.

Senago: esonda la fognatura

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Sono bastate due ore di pioggia e questa mattina il “nuovo” tratto fognario, che percorre la sponda destra del canale scolmatore e che porta i liquami da Limbiate-Senago al depuratore di Pero, è saltato all’altezza di via De Gasperi, spargendo i nostri nobili depositi sulla riva del canale in prossimità della strada e delle vicine case.

La tubazione in questione è di recentissima costruzione e si è già palesata inadeguata.

Ci chiediamo allora se il progetto è corretto e se i lavori sono stati realizzati a regola d’arte e sopratuttto se il committente ha verificato i lavori eseguiti, ovvero se è stato fatto un collaudo.

Noi pensiamo che non può essere una banale pioggia a creare un simile disagio. Perchè ciò accade? E’ questo un temibile presagio di ciò che ci spetterà con la costruzione oramai certa delle vasche di laminazione?

Ciò che più sconforta è che in questo paese tutti sono pronti ad assumersi l’onore di fare qualcosa ma poi nessuno si assume la responsabilità di ciò che viene fatto male.

Così Renzi si è già prenotato per l’inaugurazione dell’inizio dei lavori delle vasche di laminazione a Senago, tanto volute dalla Lega e dal PD di Milano, dove verrà a posare la prima pietra, ma temiamo non si farà vivo quando la pratica dimostrerà la totale inefficacia di questa mostruosa e costosa soluzione all’esondazione del Seveso. Unirà comunque l’utile al diletevole per portare anche qui a Senago la propria campagna referendaria che servirà ad abolire la nostra Costituzione.

Vengano quindi i “potenti” ad inaugurare l’inizio dei lavori, i senaghesi li stanno aspettando. Non si preoccupino se qualcuno porterà dei grossi vasi bianchi, serviranno a raccogliere la merda che in quell’occasione molti di loro spargeranno. I tubi dove collegarli ci sono già.

Quest’anno le previsioni del tempo danno un autunno caldomolto caldo.

 

Beccalossi: “Il Comune ha perso il ricorso, ora subito la vasca di laminazione sul Seveso”

SENAGO – Viviana Beccalossi, assessore al Territorio, Urbanistica, Difesa del suolo e Città metropolitana di Regione Lombardia, ha accolto con favore il pronunciamento del Tribunale delle acque che ha respinto il ricorso del Comune di Senago. A breve apre il cantiere per realizzare la vasca di laminazione contro le esondazioni del Seveso

“Il Tribunale superiore delle acque pubbliche ha respinto tutti i ricorsi presentati dal Comune di Senago contro il progetto definitivo per la creazione di una vasca di laminazione sul suo territorio”. Lo spiega l’assessore al Territorio, Urbanistica, Difesa del suolo e Città metropolitana di Regione Lombardia Viviana Beccalossi.
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“Su questi temi – sottolinea l’assessore Beccalossi – è necessaria una condivisione totale da parte di tutte le istituzioni coinvolte. Un concetto che ho espresso oggi anche al sindaco Sala nel primo incontro istituzionale avuto con lui in qualità di titolare delle deleghe sulla Città metropolitana”.
“Per quanto riguarda il Seveso – ha ricordato l’assessore -, fin dal primo giorno del nostro mandato, abbiamo voluto dare una svolta: i risultati si iniziano a vedere in questi giorni e finalmente partirà il cantiere di Senago, primo di una serie di opere fondamentali per evitare le esondazioni”.
Regione Lombardia e Comune di Milano stanno da tempo lavorando a un piano di difesa idraulica dalle esondazioni del Seveso. Questo prevede la creazione di un sistema di vasche di laminazione e l’allargamento del canale scolmatore. È considerato il piano più efficace di intervento ed è stato sviluppato col supporto di Aipo e MM. Il piano è affiancato da interventi fondamentali per la depurazione delle acque del Seveso e necessita di investimenti per circa 150 milioni già finanziati da Governo, Regione e Comune. I lavori per l’allargamento del canale scolmatore sono già in corso per un importo di circa 23 milioni già finanziato da Regione Lombardia. Stanno partendo i lavori per la vasca di Senago, finanziata per 10 milioni da Regione Lombardia e per 20 milioni dal Comune di Milano. Il Comune di Milano è stato l’unico in Italia ad essere intervenuto con risorse proprie per arginare il dissesto idrogeologico. Per le vasche di Lentate sul Seveso, Parco Nord, e Paderno/Varedo – tutte finanziate dal Governo – sono in corso l’approvazione dei progetti e le valutazioni ambientali strategiche.
“Quella odierna è un’ottima notizia perché rappresenta un importante passo in avanti verso la realizzazione dell’opera, parte di un intero piano – dichiara Marco Granelli assessore alla Mobilità e Ambiente – che consentirà di raccogliere le acque del fiume Seveso e prevenire le esondazioni del fiume a Milano. Dopo anni di dibattiti abbiamo avviato il tempo del fare. Tutti i passaggi e le procedure riguardanti la vasca di Senago sono stati correttamente rispettati, come certifica anche il Tribunale superiore delle acque pubbliche. Ora possiamo passare ai cantieri”.
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Si compie così lo scempio che SinistraSenago ha sempre denunciato: a Senago si faranno le vasche e si allargherà il canale scolmatore!

Un disastro annunciato e voluto in primo luogo da Lega e PD!