Dopo EXPO: viaggio attraverso le idee

Una proposta di sinistra per il dopo-expo

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EXPO, nutrire il pianeta. E i lavoratori?

«L’Italia di Farinetti e di Renzi
L’Italia espone i suoi schiavi all’Expo: 3,2 euro ora e raggiungimento del posto di lavoro e colazione a loro carico».

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Bergamo. Sembra uno scherzo. Non lo è. Carlo (il nome è di fantasia) lavora in Expo con il ruolo di addetto all’accoglienza. E’ il primo volto che vede il visitatore quando entra nei padiglioni nazionali della grande esposizione universale.

Curati, di bell’aspetto e sempre sorridenti, queste le richieste di EXPO SpA e Manpower ai propri dipendenti. Al lavoratore viene imposto un regolamento, come ogni azienda che si rispetti. Quello di Manpower è a dir poco restrittivo: Vietato bere, mangiare, sedersi e senza pause. Tutto per iscritto.

I sacrifici si sa vanno di pari passo con il valore della propria prestazione, capita quindi nei normali luoghi di lavoro che alle energie spese per un lavoro salariato corrisponda una paga adeguata. Nulla da fare in EXPO, Carlo non mangia non beve, non si può sedere per 8 ore di fila per 5 giorni alla settimana per una retribuzione di 797 € lordi equaivalenti a circa 560 € al mese.

Expo, da alcuni decantata come la soluzione alla fame nel mondo affama i propri lavoratori con stipendi da fame. Con lo zampino di Manpower (agenzia interinale) e di IVRI che di  fatto gestisce l’appalto dell’accoglienza agli stand. Sarebbe curioso sapere quanto vale questo appalto e quanto ci guadagnano EXPO, Manpower, e IVRI. Qeusta cifra non ci è dato saperla e  resta nelle oscure stanze di EXPO Spa.

Nel frattempo il Carlo di ogni stand continuerà a sorridere ai visitatori, per 3.2 € l’ora. In alcuni stand della grande esposizione universale non ci si compra nemmeno una bottiglietta d’acqua.

da “Contropiano.org”

EXPO: nutrire il pianeta o le multinazionali? Convegno internazionale 26 e 27 giugno a Milano

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“Milan cunt el coeur in man”

109315-mdDomenica c’è stata una manifestazione a Milano di “orgoglio civico”. Giù le mani da Milano, non toccate Milano, sennò reagiamo. Difendiamo il decoro della città ferita e via dicendo. Ma non si vede di che cosa possano andare orgogliosi i milanesi. Loro ed il sindaco hanno fatto una bella retorica, fino a scivolare sul luogo comune di “Milano col cuore in mano”. Chi ci ha vissuto per molti anni sa bene che tutto quest’orgoglio civico non è fondato su di un bel niente.

Di che devono andare orgogliosi?

La città, dopo decenni di dominio delle destre, è diventata cattiva, prepotente, strafottente verso i più deboli, alienata anche nei giorni di festa.

Una brutta città da vivere.

Adesso fanno un po’ le verginelle, dopo che un migliaio di provocatori ha rotto vetrine, sporcato i muri, incendiato auto. Questi inquietanti personaggi non sono da difendere, perchè a causa loro non si parla dei motivi per cui la gente è scesa in piazza contro l’Expo, ma si parla solo di quanto sono cattivi questi blocchisti neri, e forse quanto è connivente con loro la sinistra militante. E quanto è assurdo scagliarsi contro quella mano della provvidenza che è l’Expo, fiore all’occhiello di Milano, che finalmente ha qualcosa di cui vantarsi. Ma fare una manifestazione per l’orgoglio civico di Milano in risposta alla provocazione dei blocchisti neri, è assurdo.

Non c’è stata nessuna manifestazione quando nel canale di Sicilia sono morte forse ottocento persone. Troppo lontano?

Non c’è stata nessuna manifestazione quando a Nairobi sono morte in un attentato 147 persone. Sempre troppo lontano?

Insomma, Milano, colpita nel portafoglio, reagisce, eccome. Le vetrine, la banche, le macchine, i preziosi muri da conservare intonsi, il decoro della città: questi sono i valori per cui sono scesi in piazza?

Si vede che le cose sono più importanti delle persone. Vecchioni e Pisapia hanno sproloquiato della milanesità da difendere, come se avessero un capitale culturale da spendere, come se esistesse la milanesità.

Intanto, le persone vengono buttate fuori di casa quando non pagano l’affitto. Ma lì non c’è stato nessun milanese con il cuore in mano a reagire con uno scatto d’orgoglio. E vogliamo parlare delle persecuzioni contro i Rom, ebrei del XXI secolo? Delle leggi antimoschea della regione Lombardia?

Milano è una città crudele, bada ai propri interessi e per essi sacrifica anche il benssere altrui: come per le vasche di Senago. Non servono a nulla, tranne che a far dire che qualcuno ha fatto qualcosa contro le inondazioni a Niguarda. Ma tutti i partiti milanesi, TUTTI, sono d’accordo a farle.

E’ diventata, quella di domenica, una manifestazione di sostegno a quell’immensa porcheria che è l’Expo. Quella sentina di corruzione e malaffare, quell’esposizione delle multinazionali del cibo che depredano il terzo mondo, vogliono privatizzare l’acqua, introdurre gli OGM in Europa. La verità è che il 1° maggio c’è stata una manifestazione contro l’Expo e che adesso tutti parlano delle vetrine rotte. Non si accorgono, i milanesi, che si stanno scavando la fossa da soli, in un mondo incommestibile.

Altro che manifestazioni per l’orgoglio civico.

Arriva l’EXPO, ma ci siamo anche noi: “QSL speciale expo”

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EXPO2015 = DEBITO

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Expo2015 è un megaevento sostenuto quasi interamente da soldi pubblici (del miliardo e 300 milioni di spesa per la realizzazione, e’ privata solo la cifra corrisposta dalla Camera di Commercio, il 10%) , questo lo rende particolarmente gravoso a livello finanziario.

Se si considerano le opere annesse (le grandi nuove autostrade e le nuove linee della metropolitana) occorre aggiungere altri 9 miliardi di euro. Occorre aggiungere altri centinaia di milioni di euro se si considerano anche le operazioni legate indirettamente ad Expo, ovvero le operazioni di restyling urbano e l’organizzazione di eventi collaterali ad Expo, legati ad esso ma da svolgersi fuori dal sito Expo. Per non parlare delle spese non preventivate e di quelle legate ai ritardi per la costruzione delle opere, Italia90 docet, che con Expo2015 sta rischiando di superare ogni record (ultime in questo senso le spese per il maquillage e l’occhio tangenti dei padiglioni non pronti per l’apertura dei cancelli).
Uno dei risultati di questo sforzo economico è, quindi, un nuovo importante aumento del debito pubblico. Le stime più ottimistiche sulla vendita dei biglietti (in questi ultimi giorni offerti in lungo ed in largo a prezzi scontati) parlano di incassi dell’ordine di 500 milioni di euro. 300 milioni abbondanti di euro derivano per ora dalle sponsorizzazioni, il resto è debito.

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“L’ASFALTO SOFFOCA LA CITTÀ METROPOLITANA. REAGIRE SI PUÒ E SI DEVE!”

Milano, 10 aprile 2015. Intervento di Massimo Gatti, già consigliere provinciale di Milano della Lista civica Un’Altra Provincia-PRC-PdCI.

no-expo-milano-ottobre-1024x768“Ogni giorno aumenta il dissesto procurato dalle autostrade in corso di esecuzione, finite o previste (Pedemontana-TEM-BreBeMi-Rho/Monza-nuova Tang. Ovest),per extra costi e ladrocini vari. Nonostante il pantano di Mafia Capitale, MOSE ed EXPO il Governo Renzi e la Giunta regionale Maroni balbettano di fronte a mafie e corruzione e chiudono occhi e orecchie rispetto alle vere esigenze del paese. Vedremo l’ applicazione dei nuovi provvedimenti legislativi contro la criminalità economica in cui non basta evocare il potere salvifico del Dott. Cantone.
Mi è capitato in queste settimane di partecipare a manifestazioni importanti in difesa della salute, dei territori e di uno sviluppo sostenibile. La più recente sabato 28 marzo 2015 che ha radunato tantissime persone tra Albairate e Abbiategrasso contro la nuova tangenziale ovest,unendo agricoltori, comuni, associazioni e comitati purtroppo ignorati dal servizio pubblico televisivo e da troppa stampa.
Cosi è successo sabato 14 marzo a Zibido S. Giacomo e sabato 21 Marzo a Cornegliano Laudense per contrastare enormi e pericolosi depositi sotterranei di gas e per tutte le manifestazioni di denuncia degli sconquassi TEM-BreBeMi-Pedemontana e del mancato interramento della Rho- Monza.
Sabato 18 Aprile saremo di nuovo in piazza contro lo scandalo Pedemontana nei Comuni di Lentate e di Seveso, ai presidi e alla manifestazioni promossi da vari comitati.
Grande fatica si continua a fare per evidenziare la vertenza aperta a Gessate per evitare la terza autostrada in casa con disprezzo della sicurezza stradale e a Limbiate per salvare la metrotramvia di collegamento con Milano scippata da EXPO.
È possibile però intervenire ancora, partecipare e cambiare. Mi sono battuto per tanti anni prima come Sindaco di Paullo e poi come Consigliere provinciale di Milano contro le sciagurate politiche asfaltiste dei presidenti provinciali Colli, Penati e Podestà e oggi rivendico di aver chiesto formalmente e da molti anni la rimozione totale di tutti i vertici delle società TEM, Serravalle, Pedemontana e ASAM, senza aspettare che la Procura della Corte dei Conti chiedesse la restituzione di circa 900.000 euro alla Direttrice di ASAM, voluta da Podestà e rimasta senza titoli e competenze a gestire un fallimento.
Governo nazionale e regionale non devono ripetere come pappagalli le scadenze di expo ma controllare, ridurre i danni, preparare il dopo EXPO da subito contrastando le continue speculazioni e la distruzione totale dell’agricoltura, dei trasporti per i pendolari, della mobilità alternativa, dei servizi pubblici e della buona occupazione.
I comuni, a partire dal capoluogo e la città metropolitana (debolissima senza la legittimazione del voto popolare e senza risorse) devono comunque uscire da una inerzia complice del peggio, al di là di vuote parole su fantomatici piani strategici.
Da una “classe dirigente” che non sa neanche salvaguardare i dipendenti delle vecchie province lasciati allo sbando dopo l’abolizione delle elezioni provinciali a suffragio universale, non ci si può aspettare nulla di buono, fatte le debite e rare eccezioni.
L’unica garanzia è la mobilitazione popolare, faticosa,continua e competente che tiene aperti spiragli di speranza come è successo per le vie d’ acqua a Milano, con il blocco di lavori frutto di spartizioni e mazzette.
Di questi temi e d’altro tratterò con molteplici relatori nell’importante convegno pubblico che si terrà sabato 11 aprile 2015 a Trezzo sull’Adda dalle ore 9.30 alle 13.30 presso la società operaia di piazza S. Stefano organizzato da Rifondazione Comunista, L’Altra Europa con Tsipras e Ass. Soldelladda che avrà come tema: ”EXPO 2015: nutrire il pianeta o le multinazionali?”.