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Referendum Lombardia, Maroni compra 24mila tablet per il voto elettronico. Spesi 23 milioni di euro

“Costi della politica”
Roberto Maroni ha acquistato oltre 24.000 tablet che saranno utilizzati per votare al referendum consultivo sull’Autonomia della Lombardia del prossimo 22 ottobre negli 8mila seggi allestiti in tutta la regione. Spesa complessiva? 23 milioni di euro (21 più Iva).

Chi pagherà? Ma tutti noi, naturalmente. Avevate qualche dubbio? Avanti padania; diamo la Regione nelle mani della lega: Maroni, Bossi, il Trota, Salvini e tutta l’avanguardia di destra, pronta a saltare nel piatto di governo e tornare a distribuire olio di ricino a chi non sta con loro.

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Arrivano i mostri: “La famiglia addams si presenta alle elezioni di Senago”

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Matteo Salvini contro Silvio Berlusconi: “Nella sua famiglia Addams non ci vado. Io l’agnellino me lo mangio, anzi lo sbrano. Mi piace la carne, gnam!”. Così Matteo Salvini in un’intervista al Fatto Quotidiano. Una frase in cui ogni riferimento alla campagna pro-agnelli di Silvio Berlusconi non è affatto casuale. Già, perché l’attacco è tostissimo. Infatti il segretario della Lega Nord, quando gli ricordano che il partito è “solo come un gattino cieco”, azzanna ancora il Cavaliere: “Con la famiglia Addams – risponde – non ci vado, non mi metto in posa nel ritratto di famiglia del vecchio centrodestra, magari pure con Alfano. (Libero Quotidiano del 16 aprile).

E la smentita arriva puntuale da Senago dove la lega nord si presenterà alle elezioni amministrative proprio alleata con Forza Italia: qui, la “famiglia Addams”, come la vede appunto Salvini, sosterrà la candidata leghista.

E poi qualcuno di loro ha osato dire che i bugiardi siamo noi. Mah!

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Nella foto si vede l’accorpamento dei movimenti di destra che formano, secondo Salvini, la “Famiglia Addams” messa insieme per sostenere la candidata leghista alla carica di Sindaco per Senago.

 

 

 

SENAGO E’ ANCORA ANTIFASCISTA?

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Il Consiglio Comunale di Senago si spacca a metà e non approva una mozione antifascista che potrebbe tenere lontane dalla città le squadre di estrema destra che si stanno organizzando nel territorio.

La storia inizia nell’aprile 2014. ANPI Senago e Rete Antifascista Nord Ovest, preoccupate per la presenza dei naziskin a Bollate e dell’organizzazione di estrema destra Casapound a Novate, depositarono presso il Consiglio Comunale di Senago una proposta di mozione antifascista.
Nel mese di ottobre 2014 il Consigliere Comunale Gianluca Pellegrin (SEL) la fece propria, presentandola alla discussione del Consiglio.
Il documento, presentato in altri Consigli Comunali della zona e già approvato a Limbiate, prevedeva, oltre alla “scelta di campo” antifascista, anche l’impegno fattivo che impegnasse l’Amministrazione a non concedere spazi di propaganda ed azione politica alle organizzazioni neofasciste che si stanno diffondendo e radicando nel territorio.

Ma la maggioranza politica, vedendo in consiglio comunale l’indifferenza delle opposizioni e di una parte del PD, ritirò la mozione valutando che fosse necessario un lavoro di discussione preliminare e, se possibile, di condivisione con le opposizioni. Inserita all’odg della commissione affari istituzionali, la mozione trovò però un sistematico boicottaggio da parte delle destre di opposizione che in ben quattro mesi fecero in modo di non discutere in alcun modo della mozione.

La maggioranza decise allora di presentarla, senza variazioni, nella seduta del c.c. del 26 febbraio 2015 nella quale l’opposizione ha votato  contro la mozione e la maggioranza a favore.

Ma la maggioranza, a Senago, non ha più la maggioranza. Un consigliere è assente per motivi di salute. Due consiglieri del PD, un tempo dalla parte del sindaco, oggi si ritengono battitori liberi votando quasi sempre in sintonia con la destra di opposizione.
Otto contro otto, la mozione non è passata. Senago rimane così esposta alla riorganizzazione fascista.

I consiglieri della destra e coloro che la appoggiano affermano che si tratta di un falso problema, che non esistono destra e sinistra, Che fascismo e antifascismo sono categorie vecchie e obsolete. Che non ci sono fascisti in giro.
Potrebbero andare a dirlo ai parenti del militante di sinistra ridotto in fin di vita da una squadraccia a Cremona. Agli antifascisti caricati da una analoga squadraccia a Novate Milanese, dove ha messo radici un gruppo che si richiama alla Repubblica di Salò. Potrebbero andare a dirlo agli iscritti alla Cgil, costretti a presidiare la Camera del Lavoro di Milano dopo le minacce dei fascisti a cui era stata concesso un vicino locale pubblico per una loro adunata.

La realtà, insomma, è che fascismo ed antifascismo esistono.

La realtà è anche che, votando contro questa mozione, due consiglieri eletti nel PD hanno smarrito la memoria dei valori fondanti la nostra Costituzione, che si basa sull’antifascismo.

Ma, nel prendere atto di questo, occorre anche riconoscere chi ha voluto dichiarare fedeltà alla Costituzione, identità antifascista, amore per la libertà e la democrazia, ripudio dell’odio razziale.
Sono i consiglieri di maggioranza e sindaco che hanno votato a favore della mozione: Claudia Bassoli, Renzo Cavenago, Elisa Falci, Lucio Fois, Rocco Lucente, Riccardo Pacchiotti, Alessandro Sioli, Gianluca Pellegrin.
Vogliamo qui ringraziarli perché dimostrano che ancora esiste, a Senago, chi ha il coraggio di prendere posizione e si riconosce nei valori fondanti della Repubblica.

La Lega cala su Roma in compagnia di casapound

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Casa pound attaccata e minaccia i cittadini a Novate (MI)

Clicca qui per vedere il filmato
Ecco il video che oggi -11maggio 2014 – YOUREPORTER.IT ha girato a Novate mil.se- La donna che arriva correndo sulla sinistra dello schermo, dopo alcuni minuti, è Angela de Rosa, ex consigliere PDL, ora candidata sindaco a novate per Casa Pound. Tutto ciò è avvenuto per un banchetto del movimento neofascita Casapound in piazza Pertini(!!). Un gruppo di cittadini – tra cui anziani e bambini- ha deciso che era inammissibile che in una piazza con tale nome si potesse mettere un bacnhetto fascista e si è messo a cantare “bella ciao”.
I grossi rasati che vedete nel video sono i suoi amici che hanno due volte cercato di caricare i cittadini novatesi, e molti provengono da casapound di Via Longarone (MI) ma non solo. I camerata hanno inoltre leggermente ferito un poliziotto alla testa.

Senza parole!

Berlusconi, gli ebrei e la lettera di Federica Belli Paci

Ieri la frase di Silvio Berlusconi sugli ebrei [«I miei figli dicono di sentirsi come dovevano sentirsi le famiglie ebree in Germania durante il regime di Hitler. Abbiamo davvero tutti addosso»; per la cronaca, frase seguita da un’invasione su facebook e Twitter di foto di pessimo gusto in cui si vede sopra la famiglia di SB e sotto una famiglia ebrea; per condannare le parole di Silvio, qualcosa di meglio no?], oggi la bellissima e straziante testimonianza di Federica Belli Paci, figlia di Liliana Segre, tra le poche sopravvissute degli oltre 600 ebrei deportati ad Auschwitz dal Binario 21 della stazione di Milano il 30 gennaio 1944.

«Caro direttore,
leggo, dal sito del Corriere della Sera, l’affermazione di Silvio Berlusconi e rabbrividisco: “I miei figli come gli ebrei sotto Hitler”.
Sono la figlia di Liliana Segre e mi rivolgo all’Associazione Figli della Shoah per sapere come intende agire, congiuntamente con tutte le Comunità Ebraiche Italiane, al Memoriale della Shoah e alle altre associazioni, per rispondere a queste farneticanti e inaccettabili dichiarazioni
».

«Ricordo che il giorno dell’inaugurazione del Memoriale alla Stazione Centrale di Milano Silvio Berlusconi si è presentato, inatteso e non invitato, ha preso posto in primissima fila, offrendo l’osceno spettacolo della sua testa reclinata all’indietro e della sua bocca aperta, accasciato e addormentato proprio durante le parole di mia madre. Parole strazianti, sofferte, dolenti, accompagnate dal rumore del passaggio dei treni sopra di noi. Da quella stazione mia madre era partita bambina, su un carro merci, con suo padre e i suoi nonni, verso ignota destinazione. Perché è questo il destino che Hitler riservava agli ebrei sotto di lui. Mia madre è tornata, ha vissuto, ha avuto 3 figli e 3 nipoti. Oggi è una splendida donna di 83 anni, che ha trascorso la sua esistenza cercando di uscire da Auschwitz e nonostante sia meravigliosamente attaccata alla vita, chissà che ancora oggi ci sia davvero riuscita. Tutti noi figli, profondamente segnati dall’identificazione con lei, affrontiamo ogni giorno nel fondo della nostra anima un dolore che si avvicina pudicamente al suo, abbiamo ferite incurabili, traumi che nessuno psicanalista potrà mai guarire. Siamo cresciuti con insegnamenti un po’ speciali, con passaporti sempre pronti, con cassetti traboccanti di foto di scheletri, con la paura delle ciminiere e l’impossibilità di tenere lo sguardo su un treno merci, non ci permettiamo di rifiutare il cibo neanche se scaduto e maleodorante, non riusciamo a pronunciare la parola forno nemmeno per calcolare il tempo di cottura di una torta di mele, mentre doccia ha un che di sinistro e il suono della lingua tedesca ci fa trasalire, se poi è urlata ci spezza il respiro in gola, proviamo un brivido ad ogni sforbiciata del parrucchiere che fa cadere a terra una ciocca dei nostri capelli, ci spaventa il latrato di un cane, le cancellate, il filo spinato e guardiamo ogni giorno il braccio che ci ha stretto mentre venivamo al mondo, sporcato e offeso da un orrendo tatuaggio. Sono tanto fiera di essere figlia di questa madre, quanto disgustata da Silvio Berlusconi e dalle sue parole. Resto a disposizione di Marina, Piersilvio, Barbara, Eleonora e Luigi Berlusconi per un confronto sulle nostre reciproche vite».

(tratto da http://www.fulvialeopardi.it)

I legaioli liberi (di far danni)

Un branco di FASCISTI si aggira per Senago cantando slogan razzisti e sobillando la popolazione verso la paura del prossimo, scortati dalla polizia che li accompagna e protegge seguendoli da vicino!!!

La scusa è quella dell’inesistente campo nomadi.

I fascisti sono un po’ di Senago ed altrettanti venuti da fuori, come è stato per il recente show che ha visto Maroni e Salvini esibirsi presso la piscina.

La realtà è che siamo di fronte ad un bieco stratagemma populista pre elettorale che muove ideologie razziste per valicare il regionamento politico e fuorviare i veri problemi che la lega deve affrontare contro se stessa.

Facciamone un breve elenco:

– la LEGA è una forza politica oramai al declino e priva di moralità e coerenza, come forse lo è sempre stata

– la lega ha una gerarchia corrotta a tutti i livelli; per BONI si parla di “tangenti sui grandi affari immobiliari” e ricordiamo che Boni, prima di essere presidente del consiglio regionale, è stato assessore al TERRITORIO e fu anche colui che per primo DECISE di VOLER INSEDIARE le VASCHE di LAMINAZIONE a SENAGO. Tutto il suo vicino entourage è sotto inchiesta.

– la lega è il nepotismo ben rappresentato nell’elezione di Renzo Bossi a consigliere regionale e che assume il significato di “cartina di tornasole” di un comportamento che ha da sempre tradito l’attaccamento al potere da parte dei dirigenti della lega

– la lega è il sotegno a Berlusconi ed ai suoi poteri (passando dalla Minetti – consigliere regionale a fianco di Bossi – al caso Ruby), di cui la lega si è fatta paladina e fregiata in nome del liberismo e che ha condotto il paese sull’orlo del fallimento, portando al governo il capo banchiere Monti, di sono sempre stati stenui sostenitori, che ora vuole tagliare il pane a milioni di lavoratori

– la lega, che ha sostenuro con PDL, Alleanza per Senago e UDC, la sindaca ROSSETTI, è il fallimento di governo della nostra città, primo ed unico vero FALLIMENTO politico e finanziario di Senago dalle sue origini ad oggi.

Questi sono gli ingredienti con cui la lega si appresta ad affrontare le elezioni amministrative a Senago. Questa sera non erano tanti e nemmeno tutti di Senago, ma erano veri fasciti e di quelli ne bastano pochi.

Intanto, in sordina al loro vociare, l’attuale assessore al territorio in regione, il leghista BELOTTIbraccio destro di BONI – si appresta a confezionare le vasche di laminazione a Senago con l’ASSENSO DELLA LEGA LOCALE (e forse del PD con cui spera nelle quote di compensazione). Con buona pace loro, che potrebbero fare tutto per fermare veramente lo scempio che sta per aggravarsi sul nostro territorio, ma non lo fanno, nonostante la popolazione di Senago ne sia totalmente avversa.

Evidentemente la democrazia, per esistere, deve passare per il martirio della resistenza. Se così sarà, noi ci saremo e saremo in prima fila.