Osservatorio vasche: la colata ha avuto inizio.

Sono già migliaia le tonnellate di cemento sversate per alzare le sponde del canale scolmatore al fine di aumentarne l’effettiva protata a 60 metri cubi al secondo, come tempo fa aveva chiesto ed ottenuto la LEGA NORD di Senago, quando ella stessa propose ai vari tavoli di confronto ed ai suoi ministeri in Regione Lombardia, di aumentarne la portata.

Detto e fatto, si potrebbe dire, sulla pelle dei cittadini aggiungiamo noi.

I cartelli già definitivi collocati alle vie d’accesso al canale scolmatore parlano chiaro: “DIVIETO DI ACCESSO AI PEDONI” lungo le sponde per pericolo di piene improvvise e caduta da i cigli non protetti.

Un luogo fino a poco fa frequentato da migliaia di senaghesi dediti alla pratica sportiva che usavano quel percorso per arrivare direttamente al Parco delle Groane e che ora, grazie alle richieste prodotte dalla Lega Nord di Senago e realizzate dalla regione condotta dal loro leader Maroni, non possono più ritenere percorribile.

Non lasciamo la città in mano a questi strateghi dell’intolleranza.

 

 

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QUANDO LA COERENZA E’ UN ACCESSORIO

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Dopo le numerose campagne sulla legalità, improvvisamente la Lega Nord di Senago si è scoperta paladina della democrazia e moralità.

Probabilmente dei temi nuovi per i suddetti visto l’accostamento delle due materie, ma che nel Consiglio Comunale del 27 ottobre hanno sostenuto con vigore e caparbietà.

Ma andiamo con ordine; durante la seduta il consigliere di Sel si è fatto portavoce di una lettera aperta inviata alla maggioranza e firmata dall’Anpi di Senago e da Sinistra Senago, in cui si denunciava la presenza sul territorio di Forza Nuova, una formazione di ispirazione fascista e razzista, e si chiedeva in base a una mozione antifascista approvata dalla maggioranza nel dicembre scorso, che fosse vietata la loro agibilità sul nostro territorio.

Alla risposta del sindaco dell’impossibilità (purtroppo) di procedere legalmente contro questa formazione la Lega Nord e Vivere Senago si dichiaravano soddisfatti e contenti che l’esito di quella mozione oltre che inutile fosse apertamente antidemocratica e illegale, in quanto FN è un partito che si è presentato alle elezioni politiche.

Dopodiché in fine serata i signori consiglieri della Lega Nord presentavano un ordine del giorno che chiedeva la condanna o una presa di distanza del consiglio comunale nei confronti di una consigliere PD perché…. perchè aveva mangiato la marmellata mentre c’è una parte del mondo che muore di fame, ovverosia aveva richiesto il rimborso delle spese di trasferta per esercitare il suo lavoro, come previsto per tutti i politici di questo paese compreso quelli della Lega Nord.

Alla faccia della coerenza, mentre i “legali” FN possono tranquillamente esercitare la propria propaganda. La consigliere è da metter alla gogna perché esercita un proprio diritto, ma moralmente e da condannare.

Ma forse i nostri consiglieri della Lega Nord ogni tanto escono dal mondo Italia ed entrano nel loro mondo padano extracomunitario dell’isola che non c’è

Forse i consiglieri della Lega Nord e di Vivere Senago non sanno o non interessa sapere che se sono seduti su quei scranni e possono parlare apertamente e grazie alla Costituzione Italiana nata dalla resistenza, e che un uomo di grande spessore politico (non come questi minuscoli pseudo-politici di oggi) quale era Sandro Pertini ha detto che il fascismo non è un’idea politica ma un crimine.

E la nostra Costituzione è antifascista e come tale non è accettabile che democrazia e libertà possano essere lasciati a chi sostiene linguaggi e manifestazioni che invece le hanno soppresse

E se nel corso degli anni qualche governo compiacente ha lasciato spazio e “istituzionalizzato” organizzazioni come FN ciò non toglie che essa sia espressione di fascismo e razzismo e come tale va contrastata.

Finita la morale resta il fatto che sarebbe meglio che i signori nostrani della Lega Nord in materia di democrazia e morale forse dovrebbero guardarsi nel proprio orticello.

Ma ormai sembra che la politica sia ridotta come diceva un tale più di duemila anni fa, di guardare la pagliuzza nell’occhio del vicino e non vedere nel proprio la trave.

Soldi riciclati all’estero, Umberto Bossi rinviato a giudizio a Genova. LEGA NORD NEL CAOS

171731478-a93360de-9ede-4526-b64d-dfe602fcbe7fInsieme a lui l’ex tesoriere Francesco Belsito, tre membri del comitato di controllo e due imprenditori. I fondi finiti a Cipro e in Tanzania

di GIUSEPPE FILETTO

Tutti rinviati a processo, fissato per il 23 settembre prossimo. Cinque esponenti della Lega Nord e due imprenditori dovranno presentarsi davanti alla Prima Sezione del Tribunale di Genova, imputati di riciclaggio per i soldi finiti in Tanzania e a Cipro. Il leader Umberto Bossi, l’ex tesoriere Francesco Belsito, i tre membri del comitato di controllo dei bilanci e della cassa del Carroccio (Stefano Aldovisi, Diego Sanavio e ed Antonio Turci), infine gli imprenditori Paolo Scala e Stafano Bonet.

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La Lega cala su Roma in compagnia di casapound

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Ministro indiano choc: “Gay da curare, come gli alcolisti”. L’India è davvero uno stato democratico come l’Italia?

L’India, grande nazione civile e democratica che sta purtroppo vivendo un interminabile contenzioso giudiziario con l’Italia a causa dell’uccisione di due pescatori da parte di militari italiani nella più nota vicenda denominata “dei Marò”,  come tutte le civiltà evolute a volte incappa in regressioni politiche e di diritto civile. E’ il caso accaduto al ministro dello Sport e della Gioventù dello stato indiano di Goa che indica, in modo alquanto sprovveduto, “I gay come esseri da curare come gli alcolisti anonimi”.

Stanno infatti facendo discutere i media di metà del subcontinente le dichiarazioni di Ramesh Tawadkar, che ha annunciato la prossima apertura di un “centro di riabilitazione” per rendere “normali” gay, lesbiche, transessuali e bisessuali, affine a quelli già esistenti per il recupero ad esempio degli alcolisti anonimi.

Secondo il ministro, i pazienti del centro verranno “allenati”, ricevendo anche appositi farmaci e terapie specifiche: “Allo stesso modo di altri gruppi come giovani criminali, tossicodipendenti, emarginati, immigrati o geograficamente svantaggiati – ha spiegato il ministro al canale NDTV – verrà eseguita un’indagine dettagliata affinché le problematiche della comunità Lgbt vengano trattate specificamente“.

L’omosessualità, purtroppo, era stata reintrodotta come reato in India poco più di un anno fa. Sul caso di Goa è però intervenuto lo stesso governatore dello Stato indiano, affermando che il ministro si è dimostrato “un ignorante” e garantendo che “non esiste alcun progetto governativo per normalizzare i gay.”

E da noi? Da noi, in lombardia, il Governatore leghista Roberto Maroni con la sua lega del nord, organizzano un convegno dal titolo ‘famiglia naturale’, al quale parteciperanno associazione come “obbiettivo chaire” che propone di individuare “la ricerca delle cause [spirituali, psicologiche, culturali, storiche] che contribuiscono alla diffusione di atteggiamenti contrari alla legge naturale, riconoscibile dalla ragione rettamente formata”…. obbiettivo chaire propone inoltre … “Attenzione rivolta a genitori, insegnanti, ed educatori al fine di prevenire l’insorgere di tendenze omosessuali nei ragazzi, negli adolescenti, e nei giovani” … oltre che proporre un … “accompagnamento spirituale, psicologico e medico” verso chi ha tendenze omosessuali (vedi qui obbiettivo chaire)

Se guarderete il filmato prodotto da il Fatto Quotidiano (clicca qui), avrete modo di accertarvi che la differenza tra lo stato indiano e quello italiano non è in alcun modo percettibile: entrambe sono due grandi democrazie che cercano a tratti di infilare la via della regressione dei diritti , come per altro in Italia è già accaduto in tempi nemmeno tanto lontani.

Ecco perchè, come nel caso dei due Marò, per i quali lo stato italiano ha già riconosciuto in sede civile un risarcimento alle famiglie dei due pescatori uccisi – ammettendo così l’evidenza di colpa da parte dei due militari –  i due paesi avranno grandi difficoltà a venire a conclusione del contenzioso, pur essendo due identiche grandi nazioni democratiche, o quasi.

 

Lega Nord, Salvini imita Marine Le Pen e imbarca Casa Pound

Mentre in Consiglio Comunale a Senago viene malamente ritirata la mozione antifascita presentata dalla maggioranza, a causa di una forte opposizione del centro destra composto da Lega, Forza Italia, Vivere Senago (Sofo), la Lega va a braccetto fraternamente con i fascisti di Casa Pound.

Ringraziamo il consigliere Milani per l’interpretazione data dalla sua esposizione che ignora totalmente i principi costituzionali riguardanti il fascimo ed i reati connessi (e come lui Sofo, Beretta, Vitalone, Gerardini, etc.) e per aver anche ignorato, senza chiederlo, che la mozione è stata presentata in Comune da ANPI Senago alcuni mesi orsono, quindi in tempi totalmente meno sospetti rispetto a quanto successo a Milano tra LegaNord e CasaPound, purtroppo di terribile attualità e contemporaneità con i contenuti della mozione.

Torneremo con altri articoli su questo catastrofico consiglio comunale.

Per adesso, con buona pace degli astanti oppositori, riportiamo un articolo che spiega come i neo fascismi siano già radicati in questo nuovo millennio.

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 -  di Saverio Ferrari, 17.10.2014 – pubblicato in “il manifesto”.

Milano. Le ambizioni del segretario leghista: diventare leader della destra italiana. Fratelli d’Italia cerca di arginare l’armata anti-stranieri padana con una manifestazione analoga a Reggio Calabria.

18soc1-sotto-destra-matteo-salvini-terrone-del-nordLa mani­fe­sta­zione nazio­nale «Stop all’invasione», ovvero all’immigrazione, pro­mossa per oggi dalla Lega a Milano, segna un indub­bio punto di svolta. In gioco, più di quanto si pensi, sarà la stessa lea­der­ship nel centro-destra, ormai a due teste, con Forza Ita­lia e il Nuovo cen­tro destra, da un lato, a con­ten­dersi la parte «mode­rata» dell’elettorato, la Lega e i Fra­telli d’Italia, dall’altro, a mar­care l’ala più radi­cale in linea e sin­to­nia con le peg­giori for­ma­zioni raz­zi­ste europee.Anche gli ultimi son­daggi segna­lano un avvi­ci­na­mento sul piano del con­senso fra i due poli, con FI e l’Ncd, som­mati assieme, poco sotto il 20%, e la Lega più FdI attorno al 12%, con il par­tito di Sal­vini in risa­lita all’8%. Per altro pro­prio oggi i Fra­telli d’Italia ter­ranno in con­tem­po­ra­nea a Reg­gio Cala­bria una loro ini­zia­tiva con­tro Mare Nostrum, non certo una coin­ci­denza. Con la mani­fe­sta­zione odiena, tra i venti e i tren­ta­mila i par­te­ci­panti pre­vi­sti, circa due­cento i pull­man già orga­niz­zati, la Lega inten­de­rebbe oltre tutto pre­no­tare la can­di­da­tura di Mat­teo Sal­vini a Sin­daco di Milano.

La mobi­li­ta­zione, con cor­teo da Porta Vene­zia fino a Piazza Duomo, met­terà in mostra anche il nuovo volto leghi­sta dopo la svolta delle ultime ele­zioni euro­pee, un par­tito meno «padano», capace di muo­versi sul piano nazio­nale, sem­pre più a imma­gine e somi­glianza del Front natio­nal di Marine Le Pen in Fran­cia, ormai il vero modello da seguire. L’annunciata costi­tu­zione della cosid­detta Lega dei popoli nel centro-sud, un insieme di sigle e realtà locali, tra le più dispa­rate, con cui fede­rarsi, sostan­zie­rebbe la nuova stra­te­gia. Ma le novità non fini­scono qui. La Lega pun­terà infatti nei pros­simi mesi in due dire­zioni. A rac­co­gliere sul piano sociale, attra­verso atti di disob­be­dienza fiscale e occu­pa­zioni di piazze, le pro­te­ste che quasi un anno fa già furono dei «for­coni», ma anche a con­vo­gliare nella pro­pria orbita l’estrema destra, pun­tando a fruire dell’appoggio delle sue sedi e dei suoi mili­tanti, can­di­dan­dosi a vero par­tito di riferimento.

Mat­teo Sal­vini, come noto, ha fatto visita nei giorni scorsi a Casa Pound, a Roma, nel palazzo occu­pato di via Napo­leone III. Scopo dell’incontro, pre­sente Gian­luca Ian­none, pro­prio la gestione della Lega dei popoli, che si dovrebbe gio­vare del sup­porto dei mili­tanti neo­fa­sci­sti. Voci indi­screte hanno anche fatto tra­pe­lare che a Casa Pound sarebbe arri­vato, sem­pre dalla Lega, un con­si­stente aiuto finan­zia­rio a titolo di rim­borso per l’ultima cam­pa­gna elet­to­rale in cen­tro Ita­lia coro­nata dall’elezione di Mario Bor­ghe­zio. Un toc­ca­sana per «i fasci­sti del terzo mil­len­nio» che ver­se­reb­bero in cat­tive acque finan­zia­rie, nono­stante l’apertura di risto­ranti e oste­rie tra Roma, Milano e Malaga, con debiti non indif­fe­renti accu­mu­la­tisi in que­sti anni. La tra­sfor­ma­zione nei fatti di Casa Pound in un’articolazione della Lega nel centro-sud potrebbe risol­vere anche que­sti pro­blemi. In comune lo slo­gan «prima gli ita­liani» e l’idea dei «con­fini da difen­dere» tra­mite l’esclusione, la discri­mi­na­zione e l’imbarbarimento della con­vi­venza civile.

Ma alla mani­fe­sta­zione «con­tro gli immi­grati» non sfi­lerà solo Casa Pound. Par­te­ci­pe­ranno uffi­cial­mente anche quelli di Pro­getto nazio­nale (la sigla di coper­tura del Veneto fronte ski­n­heads), di Destra per Milano, di Patria e Libertà (un grot­te­sco rima­su­glio monar­chico), di Lealtà azione (ovvero gli Ham­mer­skin), del movi­mento Patriae che ha rac­colto i fuo­riu­sciti di Forza nuova, più un’altra serie di sigle del varie­gato uni­verso neo­fa­sci­sta. Sul palco, dun­que, Sal­vini e forse Ian­none, sotto nugoli di cami­cie verdi e cami­cie nere.

La rispo­sta della Milano demo­cra­tica risulta affi­data a un arco di forze com­po­sto da comu­nità stra­niere, coor­di­na­menti stu­den­te­schi, cen­tri sociali e sezioni sparse dell’Anpi, più le for­ma­zioni della sini­stra comu­ni­sta (Prc, PdcI, Pcdl), riu­ni­tisi attorno al car­tello di «Milano metic­cia, anti­fa­sci­sta e anti­raz­zi­sta». L’appuntamento per loro è alle 15 in Largo Cai­roli per un contro-corteo nel cen­tro cittadino.

Silente l’intellettualità pro­gres­si­sta, così il centro-sinistra, a par­tire dal suo sin­daco. Non pro­prio una novità.

(pubblicato in “Il Manifesto” del 17-10-2014)

Lega Nord: il mostro c’è solo se conviene

salviniOra che il presunto assassino di Yara sarebbe un bergamasco doc, il Carroccio appare silenzioso. Ma all’inizio tuonava quando l’omicida sembrava essere un ragazzo marocchino. Non è la prima volta. Da Novi Ligure in poi, in molti casi i leghisti hanno cavalcato casi di cronaca nera per dare la colpa agli immigrati. Salvo poi tacere quando si è scoperto che gli autori erano italiani.

di Paolo Fantauzzi e Francesca Sironi
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