ALLOGGI ERP A SENAGO E ALLOGGI IN BANGLADESH

Difficile staccarsi dalla propria casa, dal paese nel quale si è nati, dove si è trascorsa l’infanzia. Lo sanno tanti, tanti altri no, hanno vissuto nella stessa nazione, nello stesso paese tutta la vita. Forse vivono nella casa che hanno costruito i genitori, i nonni. Mobili, oggetti cari, ricordi. Si lascia la propria casa per spirito di avventura, tanti lo hanno fatto nel tempo passato, tanti lo fanno oggi. Desiderare di vivere in luoghi ancora selvaggi, oppure, al contrario, in una grande metropoli, New York, ad esempio.

450px-House_of_Khasia_Tribe_in_Jaflong_Sylhet_Bangladesh_06Qualcuno che conosciamo, o hanno conosciuti i nostri genitori, qualche parente delle generazioni precedenti si è mosso verso una terra lontana, Argentina, Canada, Australia, per avere un lavoro e un futuro che in Italia non poteva avere. Nel paese d’origine ha lasciato la casa dove hanno vissuto generazioni; probabilmente ora è ridotta ad un ammasso di pietre pericolanti. Quanto vale questa casa?

Molti hanno sperimentato che, messa in mano all’Agenzia Immobiliare, viene deprezzata anno dopo anno, finché non diventa un peso per tutti. Un italiano che chiede un alloggio ERP a Senago deve presentare un documento che dimostri di non possedere immobili, anche se lo possiede in una zona abbandonata e con zero valore.

Una persona che, ad esempio, proviene dal Bangladesh, un luogo dove esiste un feroce estremismo islamista, dove gli uffici pubblici funzionano con estrema difficoltà, dove le case, anche nuove, hanno il valore una nostra bicicletta “per tutti i giorni”, deve attestare che la possiede o che non la possiede, come se facesse differenza, come se non avesse alcun diritto ad ottenere un alloggio popolare nel luogo dove lavora da almeno cinque anni.

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CasaPound in infradito e Matteo a torso coperto: lo chiamano Ferragosto

di Alessandro Robecchi

Buon ferragosto, questa specie di Capodanno estivo dove tutti devono divertirsi per forza, tempo di pantagrueliche mangiate. Un giorno in cui il Paese intero ha facoltà istituzionale di comportarsi come una seconda media, il che, diciamolo, per molti è una promozione inaspettata. Solo alcuni gavettoni turberanno la giornata. Ecco i principali.

Casapound invade la Polonia. Eccitati dalle cronache dei giornali che parlano di loro, gli arditi di Casa Pound commettono un grave errore: pensano di esistere veramente. Dopo averli visti ad Ostia dispiegare la loro geometrica potenza contro un paio di venditori di cocco fresco, le loro azioni sembrano in crescita: esattamente come novant’anni fa quando menavano i contadini per far contenti gli agrari. Ma ora questo non basta più e oggi festeggeranno il Ferragosto sempre in spiaggia, chiedendo ai bagnanti di sfilarsi le fedi dalle dita e regalare oro alla patria per costruire l’impero. Poi passeranno alle vie di fatto: prima la Polonia, poi Grecia e Albania, a spezzare reni qui e là. Per la campagna di Russia aspettano l’inverno, così potranno andare sul Don a meno quaranta gradi con le infradito, rispettando la tradizione fascista che li ispira. Complice l’estate, mostreranno al volgo spiaggiato i loro tatuaggi, soprattutto il volto di un signore pelato che venne fucilato mentre scappava in Svizzera con l’amante e qualche complice, che è un po’ come tatuarsi sul petto Wile Coyote.

Salvini mette la maglietta.Foto con mozzarella e senza mozzarella, con moto d’acqua e senza moto d’acqua, con fidanzata e senza fidanzata, con frittura di pesce e senza frittura di pesce, con mojito  e senza mojito. Ma oggi Salvini ha deciso di stupire tutti e si è metterà una maglietta. Un vero peccato, perché le sue foto da un mese a questa parte erano l’unica occasione di vedere un topless (porta una seconda). Va detto: Salvini in maglietta (di solito usa magliette stampate da simpatizzanti nazisti) è una delusione: sembra un fesso normale invece di sembrare un fesso seminudo, tipo il buffone di cui sopra alla battaglia del grano. Continua però indefessa la sua battaglia di civiltà: cacciare dalle spiagge venditori di asciugamani e di collanine, mentre sulle spiagge di Calabria si può assistere a divertenti sparatorie tra mafiosi in mezzo ai bagnanti. Servirebbe un ministro dell’Interno, e invece abbiamo ogni giorno il paginone con miss Agosto Sovrappeso. Come gavettone agli italiani, niente male.

Il ritorno di Renzi. Tra i più riusciti gavettoni di questo Ferragosto c’è la terribile minaccia dell’altro Matteo: sta per tornare, forse si candiderà al congresso del Pd, perché è uno che non vuole lasciare il lavoro a metà e il 18 per cento gli sembra ancora troppo. Prima, però, farà qualche passaggio in tivù, per dire a tutti come lui, la Boschi e Lotti hanno rilanciato Firenze durante il Rinascimento, rendendola quella che è oggi: una città governata da Nardella. Dicono le cronache che per dispiegare la sua verve divulgativa affitterà la piazza principale del paese, dove spiegherà – prendendosene i meriti – le belle cose che fecero i Medici cinque secoli e mezzo prima di perdere il referendum istituzionale. E’ sicuro che, visto il suo documentario storico, tutti gli italiani torneranno ad essere innamorati di lui. Un auto-gavettone, insomma.

Lo sciopero dei padroni.Grande idea ferragostana del presidente di Confindustria Boccia, che minaccia una possibile mobilitazione di piazza degli imprenditori italiani. Si temono scontri. Oltre al fitto lancio di Rolex contro le forze dell’ordine (un classico) c’è forte preoccupazione per i costi dell’iniziativa. Qualcuno già propone di delocalizzare la manifestazione in Romania, Serbia o Albania, dove i foulard Hermès per coprirsi il volto durante gli scontri costano meno.

Saviano: “Ministro Salvini ecco perché la sua Lega non ha capito la ’ndrangheta”

INVITO ALLA LETTURA: oggi repubblica riporta questo bellissimo e profondo articolo di Saviano che scatta un’istantanea precisa sul ruolo della lega nel nostro paese. Da non perdere.

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Lo scrittore: “Per anni lei e il suo partito avete negato l’esistenza delle mafie al Nord credendo fosse un fenomeno da terroni. Non vi siete accorti che la vera questione mafiosa era tutta di natura economica e ben lontana dal Sud”

di ROBERTO SAVIANO

Fa bene, ministro Salvini, ad andare a San Luca e a visitare il santuario della Madonna di Polsi. Fa bene ad andare nel luogo dove risiede la spiritualità calabrese più antica, infettata da secoli dalla radice ‘ndranghetista. Fa bene ad andare nel cuore dell’Aspromonte e la prima parola che dovrà pronunciare è: “Scusatemi”. Chieda scusa, ministro, in nome di un partito che ha governato nei territori settentrionali maggiormente infiltrati dalle mafie senza mai chiudere le porte al potere criminale nel Nord … continua a leggere sul “Repubblica.it” clicca qui

 

La nuova bretella

La bretella di via Stati Uniti d’America è una cagata pazzesca!!!!!!!

46535391km_20_fLa bretella di Senago, rivendicata da più parti, è una vera CAGATA (scusate i termini poco istituzionali). La nuova strada che il PD contende alla LEGA sarà la morte di Senago in quanto prodroma della tangenzialina sud che tutti loro vogliono da anni e che collegherà DIRETTAMENTE la RHO-MONZA (il MOSTRO a 12 corsie) all’autorstrada dei laghi, sempre densa di traffico.

Insomma, il peggio sta per accedere a Senago ma i campanelli di chi governa e ha governato suonano luttuosamente a festa.

Solo SinistraSenago suona fuori dal coro.

NO ALLA BRETELLA ED ALLA TANGENZIALE SUD: servono solo ad aprire la strada alla speculazione delle vasche e porteranno immenso traffico per le nostre strade. NON NE ABBIAMO BISOGNO.

La LEGA e la cura (?) del territorio

ZECCA-4Pare che la Lega e i suoi insignificanti partner che governano Senago, non abbiano molto a cuore la cura del territorio.

Abbiamo fatto un giro tra i parchi ed i  giardini pubblici della città trovando ovunque incuria e soprattutto erba alta anche un metro che maschera ogni sorta di spazzatura al suolo. Erba ed infestanti che si trovano oramai ovunque, tra le panchine ed i giochi dei bambini. Erbacce che impediscono di scorgere vetri e siringhe e le più infide cacche (vedere le passate battaglie a suon di interrogazioni consigliari di Sofo) degli amici a quattro zampe. Sullo stesso suolo dove passano o vorrebbero giocare i bambini dei quartieri. Erba alta che unita alla presenza di cani o addirittura recinti per cani, come quello assurdo fatto costruire dalla sindaca legaiola al parco di via Marzabotto in stretta vicinanza ai giochi dei bambini, diviene vettore di parassiti e sopratuttto di zecche e zanzare.

E questo non è l’unico aspetto preoccupante. Le innumerevoli buche che invadono le strade del Comune sono ora accuratamente segnalate da cartelli di attenzione. Non sono state chiuse o curate, sono solo state segnalate da cartelli che si piegano come fuscelli al passaggio di un’auto o, alla meglio, di un camion. Segnalati esattamente come si segnalano al parco già menzionate cacche dei cani (vedere Sofo) con una bandierina, per far sì che qualche incauto e cocciuto bambino le calpesti.

E loro, i leghisti di Senagh, di cosa si preoccupano? Di controllare il territorio, o meglio dire le persone, attraverso la gestione del sospetto (leggi controllo di vicinato)? Di reintrodurre i cartelli di ingresso alla città con scritto SENAGH? Di appaltare a privati (qualcuno ha detto “amici”) la gestione degli impianti termici di proprietà comunale per ingenti somme?

Ma questo non è il solo aspetto preoccupante. L’opposizione di senago, che dopo la caduta del PD s’identifica unicamente nel Partito dei 5 stelle, pare latiti su ogni fronte. In tempi meno sospetti tutto questo avrebbe aizzato i politici dei 5 stelle inducendoli a cogliere petizioni e chiedere dimissioni ad ogni cantone. Ai giorni nostri, visto il grande inciucione che proprio Lega e Partito 5 stelle si accingono a fare a livello nazionale, tutto questo passa completamente inosservato. Non una voce, non un’obbiezione, non una critica da loro.

Forza, se il fondo non è ancora stato raggiunto poco ci manca. Rimbocchiamoci le maniche e prepariamoci a fare barricata. L’era del disfacimento è appena iniziata.

 

Mamma ho sbagliato l’aereo

senagh_vascheLa Signorina studentessa Magda Maggie Beretta ha pubblicato, sul sito del Comune di Senago, la notiziola che si rechèrà a Bruxelles a presenziare (invitata?) alla discussione riferita alla petizione “no vasche” che i comitati contro le vasche hanno presentato presso la Commissione del Parlamento Europeo. Non senza orgoglio, ci tiene a precisare nello scarno ed ineloquente comunicato, che il lieto soggiorno, e forse (?) l’aereo, saranno a sue spese. Ci mancherebbe altro.

Ma noi (cattivi e di sinistra) ci chiediamo: che ci andrà a fare a Bruxelles?

Nessuno dei suoi fidi amministratori le ha detto che ha sbagliato a prendere l’aereo?

Nessuno le ha detto che per fermare le vasche non si deve andare a Bruxelles ma bisogna bussare alla porta di chi le ha volute, sostenute, legiferate ed imposte a Senago?

Nessuno le ha spiegato che bisognava andare in Regione Lombardia, feudo a governo leghista, per riuscire a fermare tutto?

O più facilmente che bastava andare in via Bellerio (magari in bicicletta) proprio davanti al portone della Lega, quello dove Maroni aveva morsicato la caviglia ad un poliziotto (valsogli 4 mesi di condanna in cassazione), e dire ai suoi capi ed al suo mentore Pase (che ora occupa una bella “cadrega” in Regione Lombardia) che solo loro possono cancellare questo insulso progetto?

Nessuno le ha spiegato che i suoi camerati Boni, Belotti, eccetera eccetera hanno voluto e sostenuto le vasche di laminazione a Senago e che quindi gli stessi le potrebbero abolire?

Insomma, si paghi pure, la signorina, l’aereo per farsi il viaggetto, ma poi torni a bussare alle porte giuste che lei ben conosce. Chissà, forse stavolta qualcuno (magari di casapound) aprirà.

§

Nota a margine:

una delle citazioni preferite della sindaca studentessa (dal suo profilo facebook) è quella di Ezra Pund, noto ideologo dell’omonimo movimento di estrema destra Casa Pound:

“Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui… Ezra Pound”

Corra lei il rischio e dimostri di essere uomo andando contro i suoi capi in regione e, se serve, anche contro il suo mentore Pase. Oppure lei non vale proprio niente.

Punto.

“Senago e la mafia, parliamone”

Conferenza a INGRESSO LIBERO.

Villa Sioli venerdì 16 marzo ore 21,00.

16 marzo 18