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LA SALUTE E’ UN DIRITTO NON UN AFFARE

Pubblichiamo dal sito di “Medicina Democratica”.

CRONICI-300x225REGIONE LOMBARDIA, DELIBERA 6551/2017 SUI MALATI CRONICI: PRIMA SCONFITTA E BATTUTA D’ARRESTO) ENTRO IL 31 LUGLIO I MEDICI DI MEDICINA GENERALE (mmg) DOVEVANO ADERIRE ALLA NUOVA (PSEUDO) RIFORMA VOLUTA DA MARONI

DAL BLOG DI VITTORIO AGNOLETTO (www.vittorioagnoletto.it)
Ieri, 31 luglio,  è scaduto il termine entro il quale i MMG ( Medici di Medicina Generale, medico di famiglia) avrebbero dovuto dare la loro adesione al piano di controriforma sanitaria deciso dalla regione Lombardia attraverso la delibera sull’assistenza ai malati cronici. Come più volte spiegato:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/15/regione-lombardia-sei-malato-non-chiamare-il-medico-ora-ce-il-gestore/3586471/
il tentativo della regione Lombardia è quello di privatizzare l’assistenza sanitaria ai 3.350.000 malati cronici lombardi sostituendo, progressivamente, il MMG con dei “gestori”. I MMG avrebbero dovuto dichiarare entro ieri sera la propria disponibilità a trasformarsi in “gestori” o almeno in “cogestori”.
Per evitare che questo accadesse avevo inviato insieme a due colleghi e a Medicina Democratica una lettera aperta a tutti i MMG della provincia di Milano:
http://www.medicinademocratica.org/wp/?p=4920
una lettera che non si è mostrata inutile. Infatti, nonostante la campagna forsennata di pressione e le minacce, più o meno velate, di subire conseguenze sulla propria professione, oltre la metà dei MMG ha rifiutato di aderire alla delibera regionale e ha scelto di continuare a seguire i propri pazienti come MMG inserito nel Servizio Sanitario Nazionale.
L’assessore regionale alla sanità, Gallera, cerca di far buon viso a cattiva sorte presentando come vittoria l’adesione di poco meno del 45% dei MMG; in realtà il piano della regione ha subito una sonora sconfitta ed infatti Gallera annuncia la proroga fino al 30 settembre per i MMG che desiderino “ravvedersi” e ed aderire al piano della regione.
Inoltre, secondo il ragionamento sviluppato dal dott. Giuseppe Belleri a link:  http://curprim.blogspot.it/2017/08/medici-aderenti-alla-presa-in-carico.html ,  l’adesione dei MMG e dei pediatri  in realtà sarebbe ancora più bassa.
Comunque sia, con una % di adesione decisamente inferiore alla metà dei MMG e dei pediatri, la delibera sui gestori e sulla presa in carico dei pazienti cronici subisce una forte battuta d’arresto. Inoltre il 12 settembre il TAR della regione Lombardia comincerà a discutere quattro ricorsi (uno di Medicina Democratica e tre dei sindacati medici) che chiedono l’annullamento della delibera perché anticostituzionale.
Ora si tratta di replicare il successo, ottenuto oggi, nel mese di ottobre quando oltre tre milioni di nostri concittadini riceveranno la lettera della regione che chiederà loro di consegnare la propria salute nelle mani di società, i “gestori” appunto; l’obiettivo è che anche in quel caso la maggioranza respinga al mittente la lettera di Maroni e Gallera perchè: “la salute è un nostro diritto, non il vostro business “

Medicina Democratica
Milano 02/08/2017

ABBIAMO APERTO SU QUESTO SITO (Medicina Democratica ndr), UNA PAGINA DOVE SONO PUBBLICATI DOCUMENTI E LINK ESTERNI SULLA QUESTIONE SOLLEVATA DA QUESTE DUE DELIBERE IN MERITO ALLA GESTIONE DELLA CRONICITA’ (CLICK QUI PER RAGGIUNGERE LA PAGINA).

Le notizie sulle VASCHE in pillole … AVVELENATE

IMG_5466Riceviamo e pubblichiamo un comunicato emesso dai comitati “Senago Sostenibile” e “No vasche a tutela del territorio”.

 

 

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LE NOTIZIE SULLE VASCHE IN PILLOLE……….AVVELENATE

Sul giornale “Il Notiziario” di venerdì 12 c.m. è apparso un articolo riguardante le vasche ed i vari problemi riflessi sulla viabilità cittadina, nonché il muro d’ala del ponte Geriale. Le notizie in questione sono state attribuite al Sindaco di Senago.

A questo punto occorre fare un po’ di chiarezza per non propinare ai cittadini notizie che possono definirsi inesatte , o quantomeno approssimate.

Il primo punto riguarda la via De Gasperi. Vengono poste in evidenza due soluzioni trattate dall’Amministrazione Comunale e da Aipo. La prima soluzione prevede la chiusura della via De Gasperi ed il dirottamento del traffico su una costruenda bretella tra la rotonda della SP 119 e la rotonda di via Brodolini, via quest’ultima che dovrebbe sopportare il traffico pubblico,privato e quello dei camion carichi di terra proveniente dagli scavi, diretti alla cava Movil beton, ma anche quelli vuoti diretti alla zona di scavo ( si parla di 500 al giorno! Mi sembrano eccessivi). Ma non avendo visto il piano di smaltimento terra che Aipo si tiene ben stretto, bisogna prendere i dati col beneficio di inventario.

La seconda soluzione prevede l’istituzione di un senso unico alternato regolato da un semaforo.

Evidentemente non è stata presa in considerazione la soluzione della tecnica dello spingi tubo per realizzare i collegamenti tra le due vasche. Soluzione applicata il Lombardia dagli anni 70, anche dallo scrivente. E si che abbiamo di fronte il fior fiore dei professionisti!

Nel caso di cui sopra la via De Gasperi resterebbe regolarmente aperta ed il sacrificio viabilistico sarebbe meno pesante. Ma ve lo immaginate un incontro sulla via Brodolini di un camion ed una vettura? Ancora peggio tra due camion!

Un secondo punto trattato riguarda il muro d’ala del ponte Geriale.

Dopo un sopralluogo e le relative foto, si è constatato che gli sfornellamenti sono vecchi, molto vecchi, ed al piede non vi sono resti dei presunti recenti sfornellamenti. Una parte del muro presenta un modesto spanciamento causato dalla spinta del terreno, ma ancor di più dalle radici della soprastante pianta. Per la messa in sicurezza del muro, vengono prospettate come soluzione una rete o un muro che dovrebbero trattenere il muro in disfacimento. A parte l’obbrobrio, crediamo che si debba essere seri. Queste due soluzioni al massimo fermerebbero i sassi delle fionde!

Anche in questo caso i professionisti dovrebbero parlare di tiranti ancorati nel terreno retrostante, una soluzione largamente usata. Va detto che questa soluzione ha il gran vantaggio che il muro viene messo in sicurezza ma l’aspetto non viene deturpato.

Premesso quanto sopra, è evidente che il Sindaco ha sconfessato il no a compensazioni espresso a furor di popolo dai cittadini. E siccome il referendum concordato in sede di Gruppo di Lavoro potrebbe rigettare quanto concordato, a tutt’oggi il Sindaco, malgrado le richieste, non ha convocato il promesso forum.

Per quanto riguarda la chiusura o meno della via De Gasperi la Città Metropolitana ha demandato al Sindaco la decisione della soluzione interessando il territorio.

Ma allora il Sindaco cosa vuole fare? E’ appena il caso ricordare che l’onere della cantieristica è in capo all’appaltatore (Aipo che ha approvato tutti i progetti) e che deve essere considerata già in fase di progetto preliminare. Cosa che forse non è stata fatta, ma certamente mai discussa.

Da ultimo è bene sapere che le compensazioni si discuteranno a conclusione dei livelli di giudizio, Corte Europea inclusa.

L’invito ai Senaghesi è quello di attivarsi, perche piangere dopo non serve a nulla.

Senago, 15 maggio 2017-05-15

Comitato “No Vasche e Tutela del Territorio”

Comitato “ Senago Sostenibile.

La vasche fanno acqua

Alluvione Milano 2014

Roberto Maroni, Roberto Formigoni e Giuliano Pisapia sono indagati per disastro colposo in relazione alle tre esondazioni del fiume Seveso che colpirono Milano nel 2014.

Ai cittadini di Senago non interessano, a dir la verità, le reazioni e le ipotesi attorno a questa notizia: ai senaghesi importa, e molto, che a causa di una vicenda che si trascina da quarant’anni, a Senago verranno scavate le vasche di laminazione che dovranno contenere le acque schifose del Seveso e non risolveranno il problema delle esondazioni.

I magistrati cercheranno di capire se esistono responsabilità degli indagati; tra i politici inizierà presumibilmente lo scaricabarile delle responsabilità e già qualcuno di essi cerca di intestarsi invece la paternità delle vasche di laminazione: come si vede, l’opera dannosa e inutile delle vasche è soltanto una foglia di fico, una traballante scusa politica per poter dire “ma noi abbiamo fatto qualcosa”.

Dagli organi di stampa (Corriere della sera, 22 giugno 2016) apprendiamo che alla fine degli anni ’90 era già stato approvato il progetto di Arturo Zampaglione, professore di Idraulica ambientale del Politecnico. Il suo piano prevedeva lo scavo di un canale esterno con il quale si sarebbero prelevate le acque prima dei tratti che non riescono a contenerle, per scaricarle nel Lambro. Questo progetto avrebbe potuto evitare i disastri ripetuti a Milano senza scavare le vasche e sarebbero costati la metà. Ma non è mai stato realizzato.

Dalle stesse fonti apprendiamo che, secondo alcuni, le forti e continue piogge del mese di giugno 2016 non hanno causato allagamenti, probabilmente perché i tratti interrati del Seveso erano stati finalmente ripuliti.

E noi, a Senago, dobbiamo tenerci le vasche. Che, come scusa, fanno un po’ acqua.

Satira locale: “Grande (in)successo del Convegno su legalità e trasparenza tenuto in Regione Lombardia. Ma spunta una nuova proposta.

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Immagine elettorale di Mario Mantovani scattata nel 2013 a fianco dei fedeli sostenitori Senaghesi Maurizio Brazzoli e Gabriele Vitalone, quest’ultimo attuale consigliere di Forza Italia a Senago.

Il Convegno su Legalità e Trasparenza organizzato da Regione Lombardia è andato stranamente deserto, forse per qualche insignificante inconveniente.

Doveva infatti aprire i lavori Mario Mantovani, ex assessore alla sanità ed ora anche ex vice presidente della Regione Lombardia, ma purtroppo lo hanno arrestato la stessa mattina di martedì 13 ottobre, poco prima dell’inizio dei lavori. Le forze dell’ordine lo hanno prelevato e condotto per via diretta a San Vittore.

Ed al convegno non solo non c’era l’esponente di Forza Italia, ma nemmeno gli esponenti del centrodestra di Giunta e Regione attesi come relatori.

Forse disorientati, i pochissimi presenti se ne sono andati dalla sala avviliti per non aver potuto assistere alla lectio magistralis dell’ex vice presidente.

Sembra però, da voci di paese, che lo stesso convegno sarà di nuovo proposto in sede diversa, questa volta in provincia, a Senago, presso la splendida cornice di Villa Borromeo, sperando che questa volta le cose vadano meglio. La data è ovviamente da definire in base alla futura disponibilità dei relatori e della stessa Villa ancora sotto sequestro.

Le stesse voci di paese affermano però che esponenti di Forza Italia di Senago sono già a San Vittore per contattare l’ex assessore alla sanità di Regione Lombardia, Mario Mantovani a cui proprio ieri sono stati confermati gli arresti, al fine di proporlo per l’apertura iniziale dei lavori del prossimo convegno. Partecipate numerosi.

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Nella foto, tratta da un volantino elettorale delle recenti elezioni regionali della Lombardia (2013) vediamo l’ex vice presidente Mario Mantovani a fianco del sostenitore di Forza Italia locale Gabriele Vitalone, attuale consigliere in Comune a Senago per lo stesso parito di Mantovani. Lo stesso Mantovani deve la sua elezione al consiglio della Regione Lombardia grazie al determinante forte impegno e sostegno degli attivisti di Forza Italia di Senago.

Tangenti, arrestato Mario Mantovani, esponente di Forza Italia e vice governatore della Regione Lombardia

Tangenti, interrogatorio fiume per Mario Mantovani, l’esponenete di Forza Italia arrestato martedì a Milano per corruzione e turbativa d’asta.

Mario Mantovani, l’ormai ex vice presidente della Regione Lombardia, finito in carcere martedì a Milano per corruzione e turbativa d’asta, sarebbe intervenuto

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per non far rimuovere Angelo Bianchi (anche lui arrestato) dai suoi incarichi al provveditorato opere pubbliche. Interrogato in carcere dal gip Stefania Pepe, è lo stesso Bianchi difeso dall’avvocato Gaetano Pecorella che conferma l’intervento del politico di Forza Italia dandone però questa giustificazione: agì “per evitare un blocco negli appalti in corso”.

Continua a leggere l’articolo su Repubblica.it, clicca qui

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Mario Mantovani, di nuovo indagato come sindaco-imprenditore: “La sua casa di riposo su terreno vincolato a verde”

mantovxL’ormai ex vicepresidente della Regione Lombardia, arrestato per corruzione, al centro di un nuovo filone d’indagine con l’accusa di concorso in abuso d’ufficio. Altri cinque sotto inchiesta. Secondo la Finanza, da sindaco di Arconate ha fatto cambiare la destinazione d’uso dell’area dove poi è sorta la struttura gestita da un prestanome. Altra contestazione, il “boicottaggio” dell’acquisto, da parte dello stesso Comune, di una villa seicentesca poi finita nelle sue mani.

Continuna a leggere su “Il Fatto Quotidiano”, clicca qui.

Ministro indiano choc: “Gay da curare, come gli alcolisti”. L’India è davvero uno stato democratico come l’Italia?

L’India, grande nazione civile e democratica che sta purtroppo vivendo un interminabile contenzioso giudiziario con l’Italia a causa dell’uccisione di due pescatori da parte di militari italiani nella più nota vicenda denominata “dei Marò”,  come tutte le civiltà evolute a volte incappa in regressioni politiche e di diritto civile. E’ il caso accaduto al ministro dello Sport e della Gioventù dello stato indiano di Goa che indica, in modo alquanto sprovveduto, “I gay come esseri da curare come gli alcolisti anonimi”.

Stanno infatti facendo discutere i media di metà del subcontinente le dichiarazioni di Ramesh Tawadkar, che ha annunciato la prossima apertura di un “centro di riabilitazione” per rendere “normali” gay, lesbiche, transessuali e bisessuali, affine a quelli già esistenti per il recupero ad esempio degli alcolisti anonimi.

Secondo il ministro, i pazienti del centro verranno “allenati”, ricevendo anche appositi farmaci e terapie specifiche: “Allo stesso modo di altri gruppi come giovani criminali, tossicodipendenti, emarginati, immigrati o geograficamente svantaggiati – ha spiegato il ministro al canale NDTV – verrà eseguita un’indagine dettagliata affinché le problematiche della comunità Lgbt vengano trattate specificamente“.

L’omosessualità, purtroppo, era stata reintrodotta come reato in India poco più di un anno fa. Sul caso di Goa è però intervenuto lo stesso governatore dello Stato indiano, affermando che il ministro si è dimostrato “un ignorante” e garantendo che “non esiste alcun progetto governativo per normalizzare i gay.”

E da noi? Da noi, in lombardia, il Governatore leghista Roberto Maroni con la sua lega del nord, organizzano un convegno dal titolo ‘famiglia naturale’, al quale parteciperanno associazione come “obbiettivo chaire” che propone di individuare “la ricerca delle cause [spirituali, psicologiche, culturali, storiche] che contribuiscono alla diffusione di atteggiamenti contrari alla legge naturale, riconoscibile dalla ragione rettamente formata”…. obbiettivo chaire propone inoltre … “Attenzione rivolta a genitori, insegnanti, ed educatori al fine di prevenire l’insorgere di tendenze omosessuali nei ragazzi, negli adolescenti, e nei giovani” … oltre che proporre un … “accompagnamento spirituale, psicologico e medico” verso chi ha tendenze omosessuali (vedi qui obbiettivo chaire)

Se guarderete il filmato prodotto da il Fatto Quotidiano (clicca qui), avrete modo di accertarvi che la differenza tra lo stato indiano e quello italiano non è in alcun modo percettibile: entrambe sono due grandi democrazie che cercano a tratti di infilare la via della regressione dei diritti , come per altro in Italia è già accaduto in tempi nemmeno tanto lontani.

Ecco perchè, come nel caso dei due Marò, per i quali lo stato italiano ha già riconosciuto in sede civile un risarcimento alle famiglie dei due pescatori uccisi – ammettendo così l’evidenza di colpa da parte dei due militari –  i due paesi avranno grandi difficoltà a venire a conclusione del contenzioso, pur essendo due identiche grandi nazioni democratiche, o quasi.

 

Maroni, le Vasche e la Dama Petulante

Mentre il capo della LEGA NORD e di Regione Lombardia Roberto Maroni continua a dire che le vasche di laminazione di Senago sono assolutamente necessarie, la dama petulante del suo partito confeziona lo show da presentare in Consiglio Comunale a Senago, dimenticandosi proprio di dire che il suo capo, Roberto Maroni appunto e prima di lui almeno un altro paio di assessori leghisti, le vasche le vuole ad ogni costo.

Questa l’intervista di pochi giorni fa rilasciata da Maroni a telelombradia (pochi secondi per dire “le vasche sono necessarie”.

Questo invece lo show andato in onda durante l’ultimo Consiglio Comunale di Senago del 29 ottbre 2014, della serie “guardate tutti al dito per non vedere la luna”, pochi minuti di alto avanspettacolo … mentre le vasche vanno avanti col beneplacido dei promotori (Regione Lombardia):