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STRAGE DI OPERAI – MASSIMO GATTI: “NON BASTANO LE PAROLE”

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“I lavoratori morti ieri a Milano e Torino sono solo gli ultimi di una carneficina degli ultimi 10 anni. Sono 13 mila i caduti sul lavoro censiti dall’Osservatorio indipendente di Bologna. A ciò si devono aggiungere le invalidità e le malattie invalidanti, come nel caso del flagello di chi ha lavorato a contatto con l’amianto.

Per questo oltre il lutto e il sincero cordoglio per le vittime e le loro famiglie, occorre investire subito e in modo consistente nella sicurezza, nei controlli e nella formazione, rendicontando ogni mese cosa si è fatto, soprattutto non aspettando i prossimi morti.

Lo Stato faccia il proprio dovere, senza abdicare e privatizzare le proprie funzioni, vigilando e intervenendo in tutti i settori, privati e pubblici”.

È la dichiarazione di Massimo Gatti, candidato Presidente di Sinistra per la Lombardia, all’indomani dell’incidente in una fabbrica di Milano in cui hanno perso la vita tre operai.

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LA SFIDA PER UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

MZ-SvincoloDESIO_mediumProprio ora che l’apertura delle nuove autostrade ha scassato il territorio lombardo bisogna avere il coraggio di continuare a contrastare e controllare, ma  anche di rilanciare un modello alternativo di sviluppo. Miliardi di euro per Tem, Brebemi, Pedemontana e altre strade , bruciati senza risolvere i problemi  trasportistici  dei pendolari e senza  rispetto per l’ambiente. Il partito unico dell’asfalto ha piegato governi nazionali, giunte regionali ed enti locali per fare affari colossali e per aprire nel caso di TEM e BREBEMI le autostrade più care d’Europa. La tagliola di corruzione e infiltrazioni mafiose  non cessa di sovrastare  le cosiddette GRANDI OPERE dal Mose ad Expo, da mafia capitale alle autostrade, ma si va avanti comunque. LOR SIGNORI  sono insaziabili e  spingono perché dopo aver squassato il parco agricolo sud Milano si invada il Parco del Ticino con la Toem (autostrada Vigevano-Malpensa), si continui con Pedemontana anche nelle zone contaminate dalla diossina 40 anni fa a Seveso, si proceda con il mostro a 14 corsie per la Rho-Monza senza interramento. Non a caso le autostrade PRIVATE hanno avuto fondi pubblici a perdere e sconti fiscali in regalo. Per non farsi mancare niente si esegue l’ ampliamento della Paullese con 30 anni di ritardo, senza aggiornamenti ai problemi di oggi e con opere mastodontiche, invasive, inutili e molto costose. Stendiamo un velo pietoso sulla distruzione dei pioppi cipressini e di molto altro nella tenuta di Villa Invernizzi a Trenzanesio di Rodano tra Cassanese e Rivoltana. Il paesaggio è precipitato verso una compromissione irreversibile grazie a una politica scellerata nazionale(governi Berlusconi, Monti, Letta, Renzi) e regionale (giunte Formigoni e Maroni),con troppi enti locali silenti e complici e con un comune di Milano assente o subalterno nelle grandi battaglie metropolitane.

CHE FARE

Non ci si può rassegnare come dimostrano comitati, associazioni, qualche Amministrazione coraggiosa e tante singole persone che non piegano la testa e hanno anticipato nella pratica  i temi dell’importante ultima enciclica di Papa Francesco sull’ambiente. Il controllo quotidiano della sicurezza di chi lavora e viaggia nel trasporto pubblico locale  è un dovere insopprimibile. Proprio in questi giorni vengono tagliate e ridotte opere per la sicurezza che TEM aveva garantito in luoghi pericolosissimi dove sono morti ciclisti e pedoni. Il ripristino delle superfici agrarie rimaste deve essere immediato, con la riattivazione di una corretta irrigazione e intervenendo dove scavi, tracciati, cave hanno prodotto dissesto e alluvioni. Rilanciare i settori agricoli, la riforestazione, lo STOP effettivo al consumo di altro suolo, l’edilizia scolastica e il riassetto idrogeologico del territorio, non possono essere solo slogan. E così l’attenzione al trasporto pubblico, l’impegno per l’estensione delle metropolitane e del ferro fuori Milano città(ad esempio M3 a Paullo e M2 a Vimercate) non può essere eliminata e saccheggiata per  pochezza delle classi dirigenti e per le necessità finanziarie di EXPO e di autostrade inutili e dannose. La  cura e la pulizia del territorio, la manutenzione e la riqualificazione della viabilità ordinaria, attività oggi abbandonate, creano buona occupazione e sicurezza. Una inversione di tendenza va tentata imponendo la sicurezza del Comune di  Gessate in Martesana che resiste e  non può avere la terza autostrada in casa con Tem. Va recuperato l’ammodernamento della tramvia Milano-Limbiate anch’esso scippato da Expo. Va valorizzata  la battaglia dei NO CANAL a Milano città contro l’insipienza e la corruzione e di tanti altri movimenti come quelli contro il nuovo stadio a ridosso di S. Siro.

LE PROSPETTIVE

Mentre si svolgono le prove generali di applicazione del TTIP (TRATTATO TRANSATLANTICO SUL COMMERCIO E GLI INVESTIMENTI) usando EXPO, si perseguono ulteriori e devastanti privatizzazioni. Senza pudore insieme alle autostrade, nel sottosuolo delle  nostre zone proliferano enormi depositi di gas nonostante la scarsa domanda e il terremoto del 2012,perché il dio denaro domina tutto. Si svendono la terra, gli immobili e persino le piazze e le opere d’arte, relegandoci al ruolo di colonia del XXI secolo in uno scenario terribile di decadenza, di guerra e di diseguaglianza crescente. Proprio in concomitanza con l’anno del 70 anniversario della Liberazione dal fascismo, dal nazismo e dal razzismo, dobbiamo porre un enorme problema di democrazia oggi in dissoluzione. Astensionismo e cancellazione della rappresentanza espellono la cittadinanza dal ruolo previsto dalla Costituzione. Riconquistiamo il suffragio universale perle elezioni delle città metropolitane del 2016, non abbandoniamo le altre province con servizi pubblici e personale dipendente allo sbando, archiviamola pessima pagina delle elezioni indirette con l’esclusione del popolo. Anche in questo modo proveremo a riportare i beni comuni a partire dalla terra sotto il controllo della popolazione e delle assemblee elettive, senza abdicare di fronte a oligarchie sempre più ricche e potenti nazionali e multinazionali.

MASSIMO GATTI 

già Consigliere provinciale Milano Lista Civica Un’Altra Provincia-PRC-PdCI

Massimo Gatti: “Un percorso alternativo per Renzi & Co. dopo la disgustosa inaugurazione di Bre.Be.Mi e il prossimo sopralluogo ad Expo”

Massimo Gatti
Milano, 11 agosto 2014. Dichiarazione di Massimo Gatti, già Capogruppo in Provincia di Milano per Lista civica un’Altra Provincia – Rifondazione Comunista – Comunisti Italiani:
“Dopo la disgustosa inaugurazione di Bre.Be.Mi e Arco TEM, i nostri eroi si accingono all’ennesima passerella pro Expo. Chissà se, nel frattempo, qualcuno avrà contabilizzato il fallimento della nuova autostrada misurabile nello scarso numero dei veicoli che la percorrono, a fronte di costi moltiplicati e distruzioni avvenute, e se qualcun’altro abbia preso provvedimenti concreti contro la corruzione e le mafie che incombono sull’esposizione universale.
Per avere delle idee utili sarebbe molto importante che il Presidente del Consiglio e il suo codazzo si recassero sulla collinetta di Paderno Dugnano per iscriversi ai comitati che si battono da anni per l’interramento e contro il mostro a 14 corsie della SP Rho-Monza.
Venendo via da lì potrebbero passare sui cantieri di Rivoltana, Cassanese e Paullese e cercare nel mondo dei sogni dove sono finite le linee metropolitane promesse ad est e a sud verso Vimercate e Paullo incolonnandosi dietro i pendolari che hanno avuto un netto peggioramento nelle condizioni di vita, di trasporto e di salute.
Poco distante i nostri, che sono a Milano per nutrire il pianeta, potrebbero visionare il moltiplicarsi immotivato di cave nonché il taglio scriteriato delParco Agricolo Sud Milano (47.000 ettari) operato da TEM e prendere un caffè tra Paullo e Zelo dove si annientano floride aziende agricole e anche le riserve naturali bonificate dai benedettini mille anni fa.
Risaliti in macchina è utile una puntata a nord nelle zone diPedemontana, autostrada squattrinata nonostante i regali fiscali del governo in carica su pretesa di Maroni e ammontanti a centinaia di milioni di euro sottratti a lavoro, servizi pubblici e agricoltura.
Perfetta coerenza col governo precedente che già aveva fatto un regalo analogo a TEM.
Malgrado il tentativo di regalare Serravalle SpA a Regione Lombardia per agevolare lo scempio, in linea con le sciagurate politiche della Giunta provinciale di Podestà e dei suoi predecessori, l’unica cosa ragionevole è quella di fermarsi subito e non solo nelle zone di Seveso contaminate 38 anni fa dalla diossina.
Prima di lasciare i comuni della Provincia (o Città Metropolitana) passate da Gessate e sostenete la richiesta di quel Comune e di quei Comitati per evitare ulteriori opere inutili, costose e dannose di TEM che tagliano i paesi senza sicurezza. Fatevi vedere dalle comunità delle tratte Milano-Limbiate e Milano-Desio-Seregno che attendono investimenti per il trasporto su ferro che vi siete dimenticati.
Rientrando a Milano, passate per i parchi cittadini e cancellate il faraonico progetto delle vie d’acqua non solo per corruzione, ma anche per manifesta inutilità.
I soldi risparmiati rendeteli operativi per il riassetto idrogeologico del territorio, eseguendo interventi razionali e condivisi con i territori che evitino, finalmente, a ogni temporale l’esondazione del Seveso e di altri corsi d’acqua.
Meditate su queste proposte perché cittadini, comitati, associazioni e qualche amministratore coraggioso non demordono con le mobilitazioni e i ricorsi e su questi obiettivi stanno dimostrando che non esiste l’obbedienza ad un pensiero unico che confligge continuamente con l’interesse generale. Molti di loro sarebbero disposti a farvi da Cicerone”.