Osservatorio vasche: la grande opera fa calare il buio su Senago

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No alle piste ciclopedonali, si alla strada unica per TIR, camion, auto, biciclette e pedoni, tutti insieme con audacia ed allegria.

img_5169Data l’esasperante carenza di mezzi di trasporto pubblici, il canale scolmatore era, fino a pochi giorni fa, l’unica via di transito per chi a piedi o in bicicletta doveva andare o tornare a Senago dalla stazione di Bollate Nord, nodo nevralgico dei trasporti locali, senza rischiare di essere investito.

Un percorso protetto.

Lo era almeno fino a quando è stato chiuso ed occupato dalle ruspe e dai camion che hanno iniziato a scavare e gettare cemento sul sentiero per l’acqua che alimentarà le vasche di laminazione.

Così ora, pedoni e biciclette, dovranno percorrere l’intera via De Gasperi trovandosi fianco a fianco alle innumerevoli auto e camion che l’attraversano talvolta ad elevata velocità, rischiando talvolta la vita.

In sostanza per le piste protette e per i trasporti pubblici non ci sono finanziamenti; per realizzare le grandi opere inutili come le vasche di laminazione, invece ci sono.

Cala il buio sul futuro di Senago.

Meditate gente!

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Osservatorio vasche – 1° step: “ti chiudo il canale e ci butto il cemento”

img_5278Con l’inizio dei lavori di scavo per la realizzazione delle vasche di laminazione a Senago si palesano i primi disagi per i cittadini.

E’ stata infatti già chiusa l’intera tratta del canale scolmatore che conduce da via Marzabotto a via De Gasperi, passaggio obbligato per migliaia di persone che ogni giorno si recavano ad incontrare la natura offerta dal Parco delle Groane.

Nessun’altra via consente un accesso così facile al Parco.  Così ora decine di migliaia di persone si trovano orfane della libertà di godere di uno spazio comune ricreativo ed utile alla salute.

Ciclisti, escursionisti, runners, joggers, giovani, anziani, atleti, o amanti delle semplici passeggiate in mezzo alla natura, non potranno più recarsi in quella oasi preservata sino ad oggi dalla cementificazione.

Quasi 25 milioni di euro (per ora) per due anni di lavori.

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S’inizia con l’allargamento del canale le cui sponde stanno già cambiando i propri connotati. Esattamente come la Lega di Senago aveva suggerito di fare per scongiurare la realizzazione delle vasche. Invece faranno entrambe le cose, cosa di cui avevamo denunciato la possibilità.

Si proseguirà poi con la “NON PREVISTA” asfaltatura della sponda del canale (preludio per la realizzazione di una nuova strada?) per consentire il transito dei 100.000 (leggi CENTOMILA!!!!) camion che dovranno portare la terra di scavo fino alla cava di via Brodolini, dove verrà tutta lavorata e selezionata dalla ditta MOVILBETON, per la gioia degli abitanti dei quartieri limitrofi tra Senago e Bollate che si troveranno a respirare eccessi di polveri e sospensioni assai poco salubri soprattutto per i bambini e gli anziani.

Vasche a Senago: “SE LA MATEMATICA NON E’ UN’OPINIONE”

Questo articolo fu scritto da un militante di SinistraSenago nel 2011, quando di vasche di laminazione ne parlavano ancora in pochi, ed oggi, a distanza di quasi cinque anni, torna di drammatica attualità per la sua stretta vicinanza ad una realtà imminente che i politici attuali (ma nemmeno quelli precedenti) non hanno saputo gestire. Meditate.

 

maxresdefaultSebbene non siamo idraulici, nè avvocati o ingegneri, il lavoro di ricerca e verifica delle informazioni, l’organizzazione di momenti di confronto coi cittadini, la preparazione e la partecipazione ad incontri con politici, la valutazione di proposte di tecnici del settore, la lettura e la comprensione dettagliata delle leggi e degli atti, ci ha fatto diventare un po’ tuttologi.

Perchè allora non allargare le nostre conoscenze e diventare anche un po’ matematici? Lo abbiamo fatto, ed ecco i risultati.

PROBLEMA:
Ammesso che le due cave che hanno intenzione di costruire a Senago (ma ci riusciranno?) abbiano un volume di 1.000.000 mc (UN MILIONE di METRI CUBI), quanti camion carichi di terra dovranno scorazzare per le strade del Comune?

DATI:
Un camion che trasporta terra ha una capienza di circa 20 mc.
I giorni in un anno sono 365 dei quali 313 lavorativi (compresi sabato e festivi).

SOLUZIONE:

Dato che un camion ha una capienza di circa 20 mc (il peso è di circa quaranta tonnellate a viaggio), dunque, per portare via 1.000.000 mc di terra occorrono circa 50.000 viaggi.

In formula:     1.000.000 mc ÷ 20 mc a camion = 50.000 camion.

Lo scriviamo a lettere per far capire meglio: CINQUANTAMILA viaggi.

Ammettiamo che gli scavi possano durare due anni. Sono 626 giorni lavorativi. Poniamo quindi che i trasporti si faranno per tutti i 626 giorni previsti senza interruzione alcuna. Avremo allora circa 80 trasporti al giorno.

Ogni giorno a senago si muoveranno 80 camion per il trasporto della terra cavata.

Naturalmente se avranno premura dovranno aumentare il numero di camion. Se vogliono finire gli scavi in un anno dovranno eseguire 160 viaggi al giorno. Anche a Pasqua e Natale.
Quello che sostanzialmente non cambia sono i CINQUANTAMILA camion che dovranno passare da Senago.

Facciamo qualche altro calcolo : 80 carichi di terra al giorno significano 80 viaggi in arrivo per caricare la terra cavata e 80 viaggi in partenza per andare a scaricarla da qualche parte, quindi 160 “passaggi” di camion (in arrivo o in partenza), se proviamo a distribuire i 160 viaggi nelle 12 ore di lavoro al giorno :
(60 x 12) = 720 minuti ÷ 160 viaggi = 4,5 minuti tra un viaggio e l’altro.

cioè un transito continuo di camion al ritmo di uno ogni 5 minuti, e questo per due anni di fila sabato e festivi compresi !!!

CONSIDERAZIONI

Cosa faranno poi per proteggere le falde sotterranee?  Se per caso scopriranno che servirà cementificare le vasche per renderle impermeabili, saranno ancora tanti e tanti altri camion. Questa volta da 8 mc e quindi saranno di più.

Naturalmente il traffico si svolgerebbe tutto sulla via De Gasperi, già di suo tanto stretta quanto trafficata (chi si muove per la stazione lo conosce benissimo), per attraversare Senago.

Visto che abbiamo provato a rendervi un’immagine di quanto grandi saranno le vasche, cerchiamo di rendere chiaro cosa andranno a metterci dentro.

Bene, vale qui la pena di ricordare che la REGIONE ha spostato al 2027 l’obbiettivo di raggiungimento della “qualità buona delle acque del torrente Seveso” quindi per adesso, e per i prossimi sedici anni, rimarrà di valore 5, PESSIMA. Sarebbe interessante avere il parere tecnico di ASL, ARPA e PARCO delle GROANE, ovviamente ognuno per le proprie competenze.

Ciò che è certo è che dentro le vasche ci finiranno, ad ogni pioggia, CINQUANTAMILA camion di acqua di FOGNA!

Sempre per rendere conto alla matematica, nonostante l’assenza di un progetto ma in presenza di studi di fattibilità, si calcola che la manutenzione delle vasche, visto che le acque per la loro pessima qualità sono considerate RIFIUTO SPECIALE, costerebbe alla collettività da un minimo di 700.000 €/anno fino ad un massimo di 2.500.000 €/anno.

Insomma, una bella mole di lavoro e di denaro per riuscire a distruggere completamente un pezzo di territorio vergine, un pezzo di Parco.

A proposito, auguri Parco: quest’anno compie i 35 anni (oramai 40 anni ndr), forse troppo presto per morire.

Se la matematica non è un’opinione!

Senago: esonda la fognatura

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Sono bastate due ore di pioggia e questa mattina il “nuovo” tratto fognario, che percorre la sponda destra del canale scolmatore e che porta i liquami da Limbiate-Senago al depuratore di Pero, è saltato all’altezza di via De Gasperi, spargendo i nostri nobili depositi sulla riva del canale in prossimità della strada e delle vicine case.

La tubazione in questione è di recentissima costruzione e si è già palesata inadeguata.

Ci chiediamo allora se il progetto è corretto e se i lavori sono stati realizzati a regola d’arte e sopratuttto se il committente ha verificato i lavori eseguiti, ovvero se è stato fatto un collaudo.

Noi pensiamo che non può essere una banale pioggia a creare un simile disagio. Perchè ciò accade? E’ questo un temibile presagio di ciò che ci spetterà con la costruzione oramai certa delle vasche di laminazione?

Ciò che più sconforta è che in questo paese tutti sono pronti ad assumersi l’onore di fare qualcosa ma poi nessuno si assume la responsabilità di ciò che viene fatto male.

Così Renzi si è già prenotato per l’inaugurazione dell’inizio dei lavori delle vasche di laminazione a Senago, tanto volute dalla Lega e dal PD di Milano, dove verrà a posare la prima pietra, ma temiamo non si farà vivo quando la pratica dimostrerà la totale inefficacia di questa mostruosa e costosa soluzione all’esondazione del Seveso. Unirà comunque l’utile al diletevole per portare anche qui a Senago la propria campagna referendaria che servirà ad abolire la nostra Costituzione.

Vengano quindi i “potenti” ad inaugurare l’inizio dei lavori, i senaghesi li stanno aspettando. Non si preoccupino se qualcuno porterà dei grossi vasi bianchi, serviranno a raccogliere la merda che in quell’occasione molti di loro spargeranno. I tubi dove collegarli ci sono già.

Quest’anno le previsioni del tempo danno un autunno caldomolto caldo.

 

Beccalossi: “Il Comune ha perso il ricorso, ora subito la vasca di laminazione sul Seveso”

SENAGO – Viviana Beccalossi, assessore al Territorio, Urbanistica, Difesa del suolo e Città metropolitana di Regione Lombardia, ha accolto con favore il pronunciamento del Tribunale delle acque che ha respinto il ricorso del Comune di Senago. A breve apre il cantiere per realizzare la vasca di laminazione contro le esondazioni del Seveso

“Il Tribunale superiore delle acque pubbliche ha respinto tutti i ricorsi presentati dal Comune di Senago contro il progetto definitivo per la creazione di una vasca di laminazione sul suo territorio”. Lo spiega l’assessore al Territorio, Urbanistica, Difesa del suolo e Città metropolitana di Regione Lombardia Viviana Beccalossi.
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“Su questi temi – sottolinea l’assessore Beccalossi – è necessaria una condivisione totale da parte di tutte le istituzioni coinvolte. Un concetto che ho espresso oggi anche al sindaco Sala nel primo incontro istituzionale avuto con lui in qualità di titolare delle deleghe sulla Città metropolitana”.
“Per quanto riguarda il Seveso – ha ricordato l’assessore -, fin dal primo giorno del nostro mandato, abbiamo voluto dare una svolta: i risultati si iniziano a vedere in questi giorni e finalmente partirà il cantiere di Senago, primo di una serie di opere fondamentali per evitare le esondazioni”.
Regione Lombardia e Comune di Milano stanno da tempo lavorando a un piano di difesa idraulica dalle esondazioni del Seveso. Questo prevede la creazione di un sistema di vasche di laminazione e l’allargamento del canale scolmatore. È considerato il piano più efficace di intervento ed è stato sviluppato col supporto di Aipo e MM. Il piano è affiancato da interventi fondamentali per la depurazione delle acque del Seveso e necessita di investimenti per circa 150 milioni già finanziati da Governo, Regione e Comune. I lavori per l’allargamento del canale scolmatore sono già in corso per un importo di circa 23 milioni già finanziato da Regione Lombardia. Stanno partendo i lavori per la vasca di Senago, finanziata per 10 milioni da Regione Lombardia e per 20 milioni dal Comune di Milano. Il Comune di Milano è stato l’unico in Italia ad essere intervenuto con risorse proprie per arginare il dissesto idrogeologico. Per le vasche di Lentate sul Seveso, Parco Nord, e Paderno/Varedo – tutte finanziate dal Governo – sono in corso l’approvazione dei progetti e le valutazioni ambientali strategiche.
“Quella odierna è un’ottima notizia perché rappresenta un importante passo in avanti verso la realizzazione dell’opera, parte di un intero piano – dichiara Marco Granelli assessore alla Mobilità e Ambiente – che consentirà di raccogliere le acque del fiume Seveso e prevenire le esondazioni del fiume a Milano. Dopo anni di dibattiti abbiamo avviato il tempo del fare. Tutti i passaggi e le procedure riguardanti la vasca di Senago sono stati correttamente rispettati, come certifica anche il Tribunale superiore delle acque pubbliche. Ora possiamo passare ai cantieri”.
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Si compie così lo scempio che SinistraSenago ha sempre denunciato: a Senago si faranno le vasche e si allargherà il canale scolmatore!

Un disastro annunciato e voluto in primo luogo da Lega e PD!

Vasche, consegnati i terreni Inizio lavori a giorni a Senago

vascheLento, inesorabile e soprattutto inarrestabile.  Appare così l’iter per la realizzazione sul territorio delle Vasche di Laminazione a Senago. Un’attesa straziante scandita a colpi di dichiarazioni e di promesse politiche, di slogan e striscioni, di un’area tenuta d’occhio che allarma la collettività con un passaparola velocissimo quando vede la presenza di operai e di ruspe.

Dei cantieri che sembrava dovessero partire da un momento all’altro per ora neanche l’ombra, ma arriveranno a breve, e con questa certezza si attende, un giorno sì e l’altro anche, quando passando per la via De Gasperi lo sguardo si perde tra le due distese di verde che per anni il Comune di Senago ha cercato di difendere.

Invano, quelle aree non appartengono già più a Senago e ai senaghesi. Lo scorso venerdì infatti è avvenuta ufficialmente l’immissione in possesso dei terreni che saranno interessati dall’intervento, espropriati da Aipo e di fatto occupati per la costruzione di un’opera di pubblico interesse.

Quell’opera definita talmente prioritaria da dover essere realizzata per prima nell’ambito del progetto complessivo che vedrà invasi di contenimento per le esondazioni del Seveso anche a Lentate sul Seveso, Paderno Dugnano e Varedo (nell’area ex Snia) ed al Parco Nord.

“Senago continua a dire No alle Vasche – ha ribadito il sindaco Lucio Fois – è un’opera troppo impattante per quella che è la realtà del nostro comune. Un invaso da circa 140mila metri quadri, le dimensioni sarebbero quelle di una ventina di campi da calcio”.

L’ARTICOLO COMPLETO A PAGINA 62 DEL NOTIZIARIO IN EDICOLA, DISPONIBILE ANCHE IN DIGITALE CLICCANDO QUI. 

Pubblicato il

4/7/2016 ore 10:20

Dissesto idrogeologico: la forestale mappa gli abusi sul fiume Seveso. Dopo le esondazioni la Procura di Milano ha delegato al Corpo forestale dello Stato la ricognizione del fiume, depositato il dossier.

Si sono recentemente concluse, con il deposito presso la Procura di Milano di copiosa documentazione, le operazioni di rilevazione del fiume Seveso eseguite dal Corpo forestale dello Stato e delle Polizie provinciali di Milano, Monza e Como su delega della Procura di Milano. In ordine alle gravi esondazioni del torrente Seveso che hanno gravemente colpito nel 2014 i Comuni di Cormano e Bresso ed interi quartieri di Milano, infatti, la Procura  ha richiesto la collaborazione del Corpo forestale dello Stato e della Polizie Provinciali di Milano, Monza e Como al fine di accertare eventuali responsabilità dirette o indirette connesse al fenomeno e di rilevare, attraverso la verifica della funzionalità dell’intera  asta fluviale, dalla sorgente nel Comune di Cavallasca (CO) sino al suo interramento in Bresso (Milano) tutto ciò che ne compromettesse il regolare decorso. L’attività, eseguita nel corso del 2015 dapprima con ricognizioni aeree e poi attraverso la percorrenza di tutta l’asta fluviale ha visto coinvolti decine di Forestali delle Province di Milano, Monza Brianza e Como ed ha previsto l’impiego, al fianco dei tradizionali sistemi di rilevazione, di moderni strumenti tecnici quali rilevatori GPS per la geolocalizzazione puntuale dei luoghi e distanziometri digitali. Analogo è stato lo sforzo operativo delle Polizie Provinciali coinvolte.       Dal mese di marzo al mese di ottobre 2015 i forestali hanno percorso, non senza difficoltà, i 50 km che separano la foce del Seveso (Cavallasca – CO) sino al punto in cui questo si interra a Bresso, alle porte della città di Milano, riportando minuziosamente ogni minima criticità o ipotetico illecito insistente sull’asta fluviale. L’attività, lunga, complessa e non priva di complicazioni dovute alla variabilità delle condizioni meteorologiche ed alla difficile percorribilità delle aree interessate, ha permesso di ottenere un risultato molto importante: la puntuale mappatura georeferenziata e corredata di foto e descrizioni di tutte le situazioni che, nel corso degli anni, possono aver  influenzato negativamente la portata del Seveso : restringimenti, ostacoli, ostruzioni, cattiva manutenzione dell’alveo, scarichi o captazioni abusive. Sono state censite complessivamente: nr. 37 presunte opere abusive (intendendo per abusive opere prive del permesso a costruire, occupazioni di suolo pubblico, violazioni delle norme di polizia idraulica); nr. 89 ostruzioni in alveo; Le criticità rilevate saranno ora singolarmente oggetto di autonomo approfondimento da parte dei Forestali e delle Polizie Provinciali  per verificarne la legittimità.