Archivi tag: Rifiuti

Qualcuno reclama le vasche. I media sono scatenati per sostenere le ragioni di chi le vuole: le industrie della terra, ovviamente.

vasche_googleL’articolo pubblicato sul blog si Sky TG 24 enfatizza il ritardo con cui sono iniziati i lavori delle vasche di laminazione a Senago.

Carlo Imbimbo, il giornalista che si è occupato dell’articolo, descrive un breve percorso per raccogliere le motivazioni che hanno portato alla decisione di realizzare le vasche nel piccolo comune a nord di Milano senza peraltro soffermarsi sulle molteplici e lecite obbiezioni sollevate da cittadini, comitati e partiti locali.

Focus dell’articolista è evidenziare il “ritardo” che stanno subendo i lavori, senza però soffermarsi a comprenderne le ragioni, che forse, nelle stesse parole che egli scrive, sono già parzialmente riportate.

Scrive Imbimbo: “Circolano indiscrezioni di un nuovo rinvio a febbraio 2018.
Alla base dei nuovi ritardi si sarebbe un contenzioso tra l’associazione di imprese che ha vinto la gara d’appalto per la realizzazione delle vasche di Senago e AIPO, l’Agenzia Regionale per il fiume Po, responsabile dei lavori di messa in sicurezza. Il piano prevedeva che le imprese costruttrici potessero utilizzare la terra di scavo per fare calcestruzzo. Sembra però che questo terriccio non rispetti gli standard. Le imprese si troverebbero letteralmente con una manciata di sabbia in mano. L’operazione, finanziariamente, rischierebbe di diventare un bagno di sangue.
Nessuno vuole rimetterci. Il braccio di ferro tra AIPO e imprese è in corso e c’è da augurarsi che veramente si possa ripartire a febbraio. In quel caso, calcolando i 15 mesi necessari, le vasche non sarebbero pronte prima di aprile 2019. Con quasi tre anni di ritardo rispetto a quanto previsto dal cronoprogramma del 2014.

L’osservazione, o la vera domanda che andrebbe qui insrieta è invece, secondo noi, di tutt’altra natura:

“Perchè, dopo mesi di trivellazioni e analisi preventive, quindi prima di siglare un contratto di appalto milionario, non è venuta alla luce la scarsa qualità del suolo, intesa come risorse prime da sfruttare? Non è che forse, sotto sotto, il terreno appare contaminato da scorie meno  note e meno nobili ed in grado negli anni di dequalificare l’intera area? Prove non ce ne sono, o almeno noi cittadini non ne siamo in possesso. In regione, o in comune, forse si. Sarebbe interessante chiedere a qualcuno che ha rappresentato o partecipato alle istituzioni negli anni passati, ed anche a chi lo fa adesso, un dettagliato riscontro al riguardo.”

Ovviamente sotto giuramento.

Leggi articolo di Sky TG 24, clicca qui

 

Annunci