Archivi tag: salviamo il paesaggio

Gratis i costi di giustizia per gli ambientalisti

justicedi Marco Preve

Una sentenza fissa un precedente importante per le associazioni che difendono il territorio: le associazioni ambientaliste non devono pagare i costi di accesso alla giustizia.

È una sentenza che segna un punto e un importantissimo precedente a favore delle onlus ambientaliste quella con cui la Commissione Tributaria regionale della Liguria ha accolto il ricorso dell’associazione Vas (Verdi, Ambiente Società) annullando una disposizione della segreteria del Tar che obbligava il Vas a pagare il cosiddetto contributo unificato relativo all’instaurazione di una causa davanti allo stesso Tribunale amministrativo regionale …

I giudici tributari regionali hanno accolto il ricorso del Vas presentato dall’avvocato Daniele Granara ribaltando così la sentenza di primo grado della Commissione Tributaria Provinciale che era invece favorevole all’obbligo di pagamento.

La sentenza si basa sul rispetto della Convenzione di Aarhus (firmata nella cittadina di Aarhus, in Danimarca, nel 1998) “ratificata – spiegano i giudici – dalla Repubblica Italiana con la legge 108 del 2001, impegna gli stati membri a prevedere l’adeguato riconoscimento e sostegno delle organizzazioni che promuovono la tutela dell’ambiente e a provvedere affinché l’ordinamento si conformi a tale obbligo, specie in materia di accesso alla giustizia, negare l’esenzione dal pagamento del contributo unificato per atti quali i ricorsi giurisdizionali finalizzati alla difesa di interessi collettivi diffusi in materia ambientale, porterebbe ad un evidente contrasto tra il diritto interno e le norme europee di pari rango, in quanto recepite nella legislazione nazionale, le quali mettono chiaramente in evidenza che il costo dei procedimenti giurisdizionali sopra indicati debba essere gratuito o non eccessivamente oneroso”.

Negli ultimi anni proprio questi costi sono aumentati e in passato l’ex presidente del Tar Liguria Santo Balba aveva spiegato come tale scelta scoraggiasse di fatto molti cittadini impossibilitati a versare alcune migliaia di euro solo per avviare la causa.

Nel caso in questione i Vas avevano impugnato davanti al Tar una deliberazione della Regione del 2014 che riguardava il “Progetto di coltivazione congiunta e recupero ambientale delle cave Gneo, Giunchetto e Vecchie Fornaci”.

Poiché il contributo unificato muta a seconda del valore della causa, per il business in ballo i questa vicenda i Vas avrebbero dovuto sborsare seimila euro in partenza.

È evidente che proprio tali costi siano un fortissimo deterrente per molte associazioni che si battono sul territorio per la difesa dell’ambiente e del paesaggio. La sentenza della Commissione Tributaria fissa un precedente importante che faciliterà l’azione delle associazioni di difesa del territorio.

Articolo originale >

Scarica la sentenza integrale > 

Annunci

Stop al consumo di suolo: anche la FILLEA CGIL edili aderisce, manca solo Senago

20130618_fillea_stopSono tanti oramai i Comuni che aderiscono all’iniziativa di Salviamo il Paesaggio per il “censimento degli alloggi e dei capannoni sfitti” e per lo “STOP CONSUMO DI SUOLO”. In tanti, tra cui i vicini Comuni di Cormano, Bresso, Cinisello Balsamo, Garbagnate Milanese, … manca solo Senago.

Dopo l’incontro che SinistraSenago ha recentemente avuto con Sindaco e Giunta (presenti Fois, Compagner e Zoani) nel quale è stata ribadita con fermezza la nostra volontà di avere un PGT as ZERO consumo di suolo, presentando alla giunta le vostre firme della petizione sul “censimento edilizio”, ci chiediamo a che punto è la situazione in relazione al PGT che stanno per varare, viste le non risposte seguite all’incontro.

Non abbiamo infatti avuto più alcuna notizia, nonostante i solleciti, ne di presentazione in consiglio comunale della vostra petizione ne di eventuali revisioni del PGT in corso.

Purtroppo, in assenza di risposte concrete, ci troveremo a dover far ricorso al giudice di pace per denunciare la mancanza di correttezza della giunta, stante il perdurare di irregolarità che continuano dall’inizio del loro governo in questo Comune.

Così è stato per l’istanza presentata a Sindaco e Presidente del Consiglio Comunale  settembre sull’argomento, cui non è mai stata data risposta, e così è oggi, ovvero scaduti i termini per una risposta comunque dovuta, per quanto riguarda la petizione per cui sono state raccolte le firme di voi cittadini.

Un comportamento, quello della giunta, paragonabile a quello delle peggiori destre che hanno governato il nostro paese e che non ci  potevamo certo aspettare da una giunta di centro-sinistra, come lo è quella guidata dal sindaco Fois. Peccato, peccato per voi cittadini, peccato per la democrazia del nostro Comune, peccato per il nostro territorio che sarà prossimo ad essere sottomesso ad un PGT del cemento. E’ forse questo il motivo per cui nessuno di loro si degna nemmeno di rispondere alle nostre istanze: la loro “voglia di cemento”.

L’articolo che segue riguarda l’ultima importante adesione al progetto di Salviamo il Paesaggio, dove anche FILLEA-CGIL ha aderito all’iniziativa.

§

Al convegno organizzato a Roma dal WWF il 31 maggio e il 1° giugno 2013 si è molto dibattuto, con interventi di grande autorevolezza, su “riutilizziamo l’Italia”, “contenere il consumo di suolo” e “riqualificare il belpaese”. Il 1° giugno “La Repubblica” ha pubblicato un articolo di Salvatore Settis dal titolo “La strana alleanza in salsa verde”. Nei giorni precedenti sono stati depositati da parte di diversi gruppi parlamentari disegni di legge che rientrano entro il perimetro del consumo di suolo e delle aree urbane e altri gruppi parlamentari hanno annunciato la presentazione di nuovi ddl.

Le istituzioni, i partiti e i loro gruppi parlamentari, l’associazionismo e il sindacalismo imprenditoriali e dei lavoratori dipendenti, specialmente delle costruzioni, devono, a nostro avviso, affrontare un dilemma: viene prima il territorio e dopo le aree urbane e gli appartamenti o prima vengono gli appartamenti, le aree urbane e, poi, il territorio? Fare una scelta anziché un’altra non è indolore.

Da tantissimi anni gli italiani che “partecipano” alla filiera decisionale del costruire hanno scelto, con i risultati disastrosi che sono stati evidenziati per ultimo dalla totalità degli intervenuti al già richiamato convegno, di soddisfare la fame (o l’ingordigia) di case, di immobili singoli o condominiali, di capannoni. Il tutto con la partecipazione di chi il territorio lo deve governare nel rispetto della Costituzione e della legislazione, che certamente non prevede i colossali processi di cementificazione privata o pubblica di cui il BELPAESE è vittima. Invece, nello stesso periodo, del territorio se ne sono occupati solamente qualche professore o qualche associazione sindacale o di cittadini.

Tra le ultima iniziative evidenziamo quella organizzata a Torino il 22 marzo 2013 dalla FILLEA CGIL dal titolo “Consumo di suolo ZERO” e l’assemblea organizzata il 4 maggio u.s. a Bologna dal Forum nazionale “Salviamo il Paesaggio”. Nel corso di queste ennesime iniziative si è approfondito il tema, assumendo la convinzione che la drammaticità della situazione non ammette subordinate.

Il Consiglio Europeo sta già per varare una Direttiva Comunitaria che identifica bene la questione attraverso l’analisi del fenomeno, la definizione di contenuti chiari e univoci dei termini che si usano (cos’è suolo, impermeabilizzazione, cementificazione, etc…), la predisposizione di programmi precisi e vincolanti finalizzati a raggiungere l’obiettivo “ZERO consumo di suolo”.

Gli istituti più autorevoli ci dicono che si consumano in Italia giornalmente circa 100 ettari (moltiplicare per 10.000 per avere i mq) e non sarebbe difficile calcolare per quanto si moltiplica il valore in Euro di un mq di terreno non impermeabilizzato fino alla fase in cui un cittadino acquista l’appartamento o altro manufatto che impermeabilizza il suolo.

La FILLEA, a Torino, ha lanciato la proposta di ridurre entro il 2020 il consumo di suolo in Italia di almeno il 50%, e che da subito tutte le decisioni che fanno capo all’edificazione dipendente dalle pubbliche amministrazioni e collegate, a qualsiasi titolo destinati, o che fanno capo a risorse finanziarie date a privati per lo stesso scopo, siano edificati solo su terreno impermeabilizzato, possibilmente già di proprietà pubblica.

Il Forum Salviamo il Paesaggio, a Bologna, ha suggerito diverse azioni immediate, tra cui la considerazione dell’identità dei suoli liberi o fertili come assoluto Bene Comune e come Valore ecologico ed economico (turistico, culturale, agricolo, enogastronomico …) e il rapido inserimento nel calendario dei lavori parlamentari delle commissioni competenti del ddl “Salva suoli”, per il contenimento del consumo di suolo e la valorizzazione delle aree agricole.

A partire da “adesso” riteniamo che gli Enti Locali, in coerenza con l’obiettivo di ridurre il consumo di suolo, debbano rivalutare le scelte operate che comportano l’utilizzo del suolo non impermeabilizzato.

Convinti di essere all’interno dei solchi degli articoli 9, 41, 44 e 137 della Costituzione, ci sembra che le proposte di cui sopra possano essere assunte “velocemente e adesso” da tutti gli Enti Locali che hanno formale competenza sul “GOVERNO DEL TERRITORIO E DELLE AREE URBANE”.

Il pubblico può decidere sul pubblico, e può decidere se una superficie deve essere impermeabilizzata e no. Sulla terra e sul suolo, a differenza dell’acqua e dell’aria, da secoli gli esseri umani vantano diritti di proprietà e di uso. Ma su di essi è la Costituzione, nei modi previsti, che esercita un diritto pubblico primario.

Pertanto prima si eserciti, finalmente, questo diritto primario e conseguentemente nello stesso provvedimento si affronti il tema della ristrutturazione, della riqualificazione e del riutilizzo delle aree urbane e non urbane. Il prima e il dopo non sono temporali, ma politici e di tutela degli interessi generali.

Chiudiamo il recinto prima che i buoi scappino definitivamente, intendendo per recinto il territorio e per buoi le aree urbane e gli edifici.

Continuano a essere tante le scelte di cementificare fatte per fini nobili, tra gli ultimi un terreno non impermeabilizzato confiscato alla mafia destinato al Comune di Palermo e ceduto alla Curia palermitana per costruire la chiesa a Padre Puglisi sul territorio in cui operava. Ma a Brancaccio non ci sono luoghi già impermeabilizzati dove edificare la chiesa? Sono rari i casi di amministrazioni che dicono “no” alla costruzione su terreno non impermeabilizzato come ha fatto nei mesi scorsi la provincia di Torino negando all’Ikea l’autorizzazione di costruire un centro commerciale su una superficie di 18 ettari.

Le proposte della Fillea e del Forum si possono approfondire nelle pagine:
http://www.filleacgil.it/nazionale/?option=com_content&view=category&layout=blog&id=113&
Itemid=204 e www.salviamoilpaesaggio.it .

Chi avrà voglia di approfondire, leggerà che il principale sindacato della filiera delle costruzioni e il Forum che comprende più di 900 organizzazioni e migliaia di cittadini non sono diventati degli “integralisti del territorio”. Più semplicemente una crisi che ha determinato 400 mila disoccupati su un milione di occupati non può essere affrontata con pannicelli caldi o con qualche nominale “eco” o “bio”, fermo restando che l’importante è continuare a costruire dappertutto.

Abbiamo sempre pensato che la fase di crescita o di arricchimento non corrisponde con quella di sviluppo del nostro paese e alle centinaia di migliaia di lavoratrici e di lavoratori che oggi piangono le conseguenze di questa crisi strutturale vogliamo dare una prospettiva non più basata su quanto Sciascia prima e Rosi dopo fin dagli anni ’60 hanno scritto e raccontato nel libro “Il giorno della civetta” e nel film “Mani sulla città”.

Il pubblico (eletti e funzionari) DEVE governare il territorio e non favorire gli interessi privati (palazzinari, cementificatori, tangentisti e mafiosi).

I privati di cui sopra, come hanno dimostrato i grandi sequestri di mafia operati sul fronte degli impianti eolici, sono pronti a sfruttare qualsiasi tecnologia o tendenza ambientalista. Il pubblico, di cui sopra, affermi la determinazione di voler governare il paese sul solco di tutto ciò ha fatto diventare l’Italia il “BELPAESE”.

Roma, 18 giugno 2013

Fillea Cgil
Forum Nazionale “Salviamo il Paesaggio”

Petizione popolare sul PGT di Senago “SALVIAMO IL PAESAGGIO”: abbiamo consegnato le vostre firme!

petizia

La raccolta delle firme per la PETIZIONE è stata completata e la scorsa settimana l’abbiamo consegnata al Sindaco del Comune di Senago.

La scorsa settimana, una delegazione di SinistraSenago, Federazione della Sinistra e Senago Bene  Comune, ha consegnato le firme raccolte per presentare la petizioneSALVIAMO IL PAESAGGIO” al Sindaco del nostro Comune.

La raccolta firme chiede di sospendere l’adozione del PGT presentato dalla giunta perchè non rispetta il criterio di consumo zero di suolo.

Chiede quindi di eseguire un censimento degli immobili sfitti col quale riformulare un nuovo PGT sulla base delle reali esigenze che saranno riconosciute, anzichè sulle esigenze dei soliti speculatori del mattone.

Noi crediamo che il nostro territorio sia già saturo di cemento e non più in grado di sopportare altre ingiurie al suolo.

Auspichiamo che la Vostra richiesta sia accolta da un’ampia schiera di consiglieri ed assessori e che con essa diventi possibile costruire una nuova fase politica, che ponga al centro dell’attenzione le richieste della gente e le esigenze del territorio, oramai troppo vicino al collasso per il troppo cemento colato senza pensare al futuro dei nostri figli.

La Vostra battaglia, è la Nostra battaglia. Insieme lotteremo per un mondo più giusto.

Abbiamo già chiesto un incontro al Sindaco per chiedergli cosa vorrà fare della Vostra Petizione. Come sempre vi terremo informati.

SinistraSeango, Federazione della Sinistra e Senago Bene Comune

Petizione sul censimento del cemento: parte la raccolta firme

20120313_censimentoParte la raccolta firme per la petizione popolare sul CENSIMENTO DEGLI IMMOBILI SFITTI O NON UTILIZZATI sul territorio del Comune di Senago.

La petizione segue le molteplici richieste inviate direttamente dal forum di Salviamo il Paesaggio, promotore dell’iniziativa a livello nazionale, ed a cui il Sindaco non ha MAI risposto.

Richieste sollecitate anche nella forma di ISTANZA presentata a settembre da Federazione della Sinistra, SinistraSenago e Senago Bene Comune con lo stesso esito di noncuranza da parte del Sindaco che non ci ha mai risposto.

Anche il Movimento cinque stelle si è mosso su questo stesso percorso, in quanto  anche loro aderenti al forum di salviamo il paesaggio, inviando prima istanze rimaste senza risposta e partendo quindi con la raccolta firme per una petizione, che stanno portando avanti già da alcune settimane.

Il censimento degli immobili sfitti e non utilizzati, è uno dei punti importanti del nostro programma con cui ci eravamo presentati alle elezioni amministrative dello scorso anno e crediamo che sia uno dei principali punti da attuare prima di stilare ed adottare il Piano di Governo del Territorio per Senago.

Si parte domani mattina, lunedì 25 marzo, presso il mercato di Senago.

Vieni a FIRMARE!

Leggi il volantino della petizione del censimento del cemento

 

E’ confermato: non esistono diritti edificatori su suoli non ancora edificati.

di Edoardo Salzano. (dal sito Stop al Consumo di Territorio)

logo_salviamoilpaesaggioUna recente sentenza del Consiglio di Stato (6656/2012) – che riprendiamo dalla rivista online Lexambiente – ribadisce interpretazioni delle leggi vigenti, ignorando le quali tecnici e amministratori incompetenti hanno contribuito al pesante e ingiustificato consumo di suolo. E’ confermato: non esistono “diritti edificatori” né “vocazioni edificatorie” di suoli non ancora edificati; dunque un Piano urbanistico può essere riformulato stralciando previste aree di espansione edilizia nel tempo resesi non necessarie … In un comune salentino, Monteroni di Lecce, il comune aveva approvato un nuovo Prg che destinava a verde privato un’area destinata dai precedenti strumenti di pianificazione a zona di completamento. Il proprietario ha ricorso al Tar chiedendo l’annullamento degli atti e il ripristino della precedente destinazione.
Il Tar ha rigettato il ricorso e il proprietario si è appellato allora al Consiglio di Stato. Quest’ultimo ha confermato la sentenza del Tar con motivazioni interessanti per il loro carattere generale. Abbiamo notizia della sentenza dalla bella rivista online di Luca Ramacci, Lex ambiente, dalla quale riprendiamo di seguito sia il commento (firmato F. Albanese) che il testo integrale della sentenza.

Agli argomenti di valutazione positiva della sentenza espressi da Albanese vogliamo aggiungerne due.

1  – Il Consiglio di stato afferma ( paragrafo 5.1) che la nozione di naturale vocazione edificatoria postula la preesistenza di una edificabilità di fatto, cioè può essere attribuita solo a un terreno già edificato. ed è quindi concetto impiegato propriamente nelle sole vicende espropriative, stante la sottoposizione di ogni attività edilizia alle scelte pianificatorie dell’amministrazione Non ha quindi alcun senso parlare di “vocazione edificatoria” di un suolo riferendosi a precedenti previsioni urbanistiche legittimamente modificate, e nemmeno a situazioni di fatto diverse dalla già avvenuta edificazione.

Possiamo dunque ritenere ulteriormente confermate le conclusioni alle quali eravamo da tempo arrivati sulla base dell’analisi della giurisprudenza: non esiste alcun fondamento giuridico sulla cui base il proprietario di un terreno possa rivendicare un “diritto edificatorio”, o un malaccorto urbanista o amministratore possa motivare la decisione di rendere edificabili aree che attualmente non lo sono.

2 – La sentenza afferma ( paragrafo 2.1) che « l’urbanistica e il correlativo esercizio del potere di pianificazione, non possono essere intesi, sul piano giuridico, solo come un coordinamento delle potenzialità edificatorie connesse al diritto di proprietà, ma devono essere ricostruiti come intervento degli enti esponenziali sul proprio territorio, in funzione dello sviluppo complessivo e armonico del medesimo; uno sviluppo che tenga conto sia delle potenzialità edificatorie dei suoli, non in astratto, ma in relazione alle effettive esigenze di abitazione della comunità ed alle concrete vocazioni dei luoghi, sia dei valori ambientali e paesaggistici, delle esigenze di tutela della salute e quindi della vita salubre degli abitanti, delle esigenze economico-sociali della comunità radicata sul territorio, sia, in definitiva, del modello di sviluppo che s’intende imprimere ai luoghi stessi, in considerazione della loro storia, tradizione, ubicazione e di una riflessione de futuro sulla propria stessa essenza, svolta per autorappresentazione ed autodeterminazione dalla comunità medesima». E’ esattamente il modo di vedere la pianificazione urbanistica che eddyburg sostiene e promuove.

… continua qui per leggere il testo completo della sentenza.

§

Forse ora Senago dovrebbe fermare il suo PGT e rivalutare le reali esigenze e fabbisogni abitativi come non ha mai voluto fare, ed attivare quindi il CENSIMENTO DEL CEMENTO come proposto dal forum di Salviamo il Paesaggio, diventato oramai campagna nazionale permanente. Noi siamo sempre in attesa di una risposta dal Sindaco di Senago all’istanza presentata e proprio riferita a questo censimento.

Legalità e rispetto delle regole. Senago è ultima

Il rispetto delle regole è la base del modello democratico in cui viviamo e ciò può essere tradotto in una parola semplice: legalità.

Legalità che si assume essere sempre presente nelle istituzioni, quasi come un assioma, mentre il cittadino è costantemente sotto il faro del controllo, quale sospettato di illegalità nelle sue quotidiane azioni.

Eravamo noi  illegali in Consiglio Comunale quando, muniti di videocamere e comunicazione inviata al Presidente del Consiglio, ci accingevamo ad effettuare le riprese della seduta consigliare, nel rispetto delle regole. Fummo allora invitati – con l’ausilio dei Carabinieri – a chiudere la videocamera (ma non l’audio registratore e le fotocamere – stranezza) senza nemmeno che fosse pronunciata una parola ufficiale in aula che potesse quindi essere verbalizzata.

Per la cronaca l’audio lo conserviamo ancora, ma per rispetto delle istituzioni non lo pubblichiamo, anche se “è cosa” pubblica a tutti gli effetti.

Capita poi purtroppo, a volte, che la mancanza di rispetto per le regole parta proprio dall’ambito istituzionale. E’ qui che l’assioma si rompe e l’illegalità si manifesta nel suo più torrido aspetto: il sopruso e l’abuso da parte del potere.

Così accade che nel nostro piccolo Comune di Senago, il Sindaco riceve una ISTANZA firmata da un gruppo di cittadini facenti parte di diversi movimenti politici. Una istanza presentata secondo le regole scritte nello Statuto del Comune di Senago, dove si chiedevano lumi circa la richiesta, già pervenuta all’amministrazione da parte del “Forum Salviamo il paesaggio” per effettuare il censimento degli immobili, alla quale non è mai stata data risposta.

Sono passati più di due mesi dalla nostra istanza e nessuno si è ancora fatto vivo.

Speriamo almeno che il Sindaco abbia informato il consiglio comunale, com’era scritto nella nostra istanza, altrimenti saremmo nel più grave degli squilibri democratici. Alla faccia della trasparenza da loro tanto sbandierata.

Viva la legalità, se ancora esiste.

SinistraSenago, Federazione della Sinistra, Senago Bene Comune

 

“Salviamo il paesaggio!” Dal Comune NESSUNA risposta

Uno dei punti centrali del nostro programma era di far sottoscrivere al Comune di Senago la campagna promossa dal forum nazionale di “Salviamo il paesaggio”, con la quale si chiedeva di eseguire un censimento del proprio territorio al fine di individuare gli immobili, residenziali ed industriali, sfitti o inutilizzati e quindi determinare il reale fabbisogno abitativo e di industria in Senago.

Nel febbraio di quest’anno è infatti partito ufficialmente il censimento proposto e, come per tutti i comuni d’Italia, anche al Comune di Senago è stata inviata la richiesta di adesione da parte del Forum Salviamo il Paesaggio, precisamente il 7 marzo e rinnovata il 15 giugno ed il 15 settembre di quest’anno.

Nell’attesa di un responso che provenisse dal Sindaco e dalla nuova giunta insediatasi in primavera, ci siamo comunque mossi in collaborazione con il Comitato Senago Sostenibile per costituire un referente del forum anche a Senago che è stato identificato ufficialmente nel Comitato stesso.

Ai primi di settembre, oramai prossimi al termine della scadenza per quanto riguarda la riconsegna dei moduli del censimento da parte del Comune e non vedendo alcuna risposta ufficiale, abbiamo avanzato direttamente come SinistraSenago, Federazione della Sinistra e Senago Bene Comune, un’ISTANZA al Sindaco ed al Presidente del Consiglio, nella quale si invitava a dare comunicazione circa lo stato della pratica, chiedendo altresì di informare il Consiglio Comunale sull’iniziativa, ed esortandoli infine ad attivare l’immediata raccolta censuaria qualora non fosse già stato fatto. Era il 19 settembre 2012.

Purtroppo ad oggi non ci è pervenuta nessuna risposta.

Siamo in ogni caso convinti che questo sia il più importante e fondamentale strumento di ausilio alla stesura del PGT che proprio in queste settimane è al centro del dibattito politico, dalle voci di paese alquanto aspro, interno alla maggioranza.

Questo strumento sarà in grado di definire se vi sarà o meno la necessità di pensare ad un’ulteriore espansione urbana di Senago il cui territorio è oramai giunto al suo punto più critico, in quanto risulta tra i più urbanizzati della provincia di Milano, e probabilmente sarà in grado di decifrare la situazione di collasso a cui oramai è giunto.

Riteniamo quindi la NON risposta un elemento di pesante gravità e denunciamo la assoluta mancanza di trasparenza da parte della giunta. Enfatizziamo con questo il loro demerito nel non voler considerare degna di considerazione la nostra istanza politica presentata nei termini e modi previsti dallo Statuto del Comune e volta a dar voce a quella parte di popolazione che comunque ci ha scelti a rappresentarla e verso cui abbiamo il dovere di dare risposta.

La giunta e la maggioranza che la sostiene stanno in questi giorni dibattendosi per formulare in un mese quello che in sei anni nessuno è riuscito a fare. Sarà sicuramente un pessimo PGT, come alcuni di loro hanno già definito, e saremo pronti a far fronte contro qualsiasi forma di CONSUMO ED ATTACCO AL TERRITORIO.

I goffi tentativi che stanno attuando, indirizzati a far credere che anche loro vogliono fermare il consumo di suolo, si scontreranno a breve con la realtà del PGT che presenteranno e che conterrà per l’ennesima volta la conversione di territorio vergine in spazi per edificare.

Come alcuni hanno già detto in consiglio comunale, la speculazione è tutt’ora in atto. Ma di questo torneremo a parlarne in prossimi articoli.

SinistraSenago – Federazione della Sinistra – Senago Bene Comune