CasaPound in infradito e Matteo a torso coperto: lo chiamano Ferragosto

di Alessandro Robecchi

Buon ferragosto, questa specie di Capodanno estivo dove tutti devono divertirsi per forza, tempo di pantagrueliche mangiate. Un giorno in cui il Paese intero ha facoltà istituzionale di comportarsi come una seconda media, il che, diciamolo, per molti è una promozione inaspettata. Solo alcuni gavettoni turberanno la giornata. Ecco i principali.

Casapound invade la Polonia. Eccitati dalle cronache dei giornali che parlano di loro, gli arditi di Casa Pound commettono un grave errore: pensano di esistere veramente. Dopo averli visti ad Ostia dispiegare la loro geometrica potenza contro un paio di venditori di cocco fresco, le loro azioni sembrano in crescita: esattamente come novant’anni fa quando menavano i contadini per far contenti gli agrari. Ma ora questo non basta più e oggi festeggeranno il Ferragosto sempre in spiaggia, chiedendo ai bagnanti di sfilarsi le fedi dalle dita e regalare oro alla patria per costruire l’impero. Poi passeranno alle vie di fatto: prima la Polonia, poi Grecia e Albania, a spezzare reni qui e là. Per la campagna di Russia aspettano l’inverno, così potranno andare sul Don a meno quaranta gradi con le infradito, rispettando la tradizione fascista che li ispira. Complice l’estate, mostreranno al volgo spiaggiato i loro tatuaggi, soprattutto il volto di un signore pelato che venne fucilato mentre scappava in Svizzera con l’amante e qualche complice, che è un po’ come tatuarsi sul petto Wile Coyote.

Salvini mette la maglietta.Foto con mozzarella e senza mozzarella, con moto d’acqua e senza moto d’acqua, con fidanzata e senza fidanzata, con frittura di pesce e senza frittura di pesce, con mojito  e senza mojito. Ma oggi Salvini ha deciso di stupire tutti e si è metterà una maglietta. Un vero peccato, perché le sue foto da un mese a questa parte erano l’unica occasione di vedere un topless (porta una seconda). Va detto: Salvini in maglietta (di solito usa magliette stampate da simpatizzanti nazisti) è una delusione: sembra un fesso normale invece di sembrare un fesso seminudo, tipo il buffone di cui sopra alla battaglia del grano. Continua però indefessa la sua battaglia di civiltà: cacciare dalle spiagge venditori di asciugamani e di collanine, mentre sulle spiagge di Calabria si può assistere a divertenti sparatorie tra mafiosi in mezzo ai bagnanti. Servirebbe un ministro dell’Interno, e invece abbiamo ogni giorno il paginone con miss Agosto Sovrappeso. Come gavettone agli italiani, niente male.

Il ritorno di Renzi. Tra i più riusciti gavettoni di questo Ferragosto c’è la terribile minaccia dell’altro Matteo: sta per tornare, forse si candiderà al congresso del Pd, perché è uno che non vuole lasciare il lavoro a metà e il 18 per cento gli sembra ancora troppo. Prima, però, farà qualche passaggio in tivù, per dire a tutti come lui, la Boschi e Lotti hanno rilanciato Firenze durante il Rinascimento, rendendola quella che è oggi: una città governata da Nardella. Dicono le cronache che per dispiegare la sua verve divulgativa affitterà la piazza principale del paese, dove spiegherà – prendendosene i meriti – le belle cose che fecero i Medici cinque secoli e mezzo prima di perdere il referendum istituzionale. E’ sicuro che, visto il suo documentario storico, tutti gli italiani torneranno ad essere innamorati di lui. Un auto-gavettone, insomma.

Lo sciopero dei padroni.Grande idea ferragostana del presidente di Confindustria Boccia, che minaccia una possibile mobilitazione di piazza degli imprenditori italiani. Si temono scontri. Oltre al fitto lancio di Rolex contro le forze dell’ordine (un classico) c’è forte preoccupazione per i costi dell’iniziativa. Qualcuno già propone di delocalizzare la manifestazione in Romania, Serbia o Albania, dove i foulard Hermès per coprirsi il volto durante gli scontri costano meno.

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Vasche a quiz

Siamo entrati in possesso del documento originale del Comune di Senago inviato a tutte le Associazione del paese ed alle scuole, con il quale si vuole informare la popolazione sul reale pericolo delle vasche di laminazione che vogliono fare sul nostro territorio.

Purtroppo vi è una certa discrepanza tra il testo originale (quello che qui pubblichiamo) e quello andato in stampa.

Forse lo stampatore era un inviato della Regione mandato  apposta a sabotare il quiz; forse le liti tra maggioranza e minoranza, tra PD e PD, tra Cinquestelle e tutti, hanno portato ad un testo condiviso ma insignificante.

In ogni caso ringraziamo i cittadini Schnauzer e Fiuto per averci consegnato il prezioso manoscritto trovato rovistando tra i cestini della sala consigliare in Comune. Noi lo abbiamo solo rimesso in bella copia. I cittadini ringrazieranno.

Clicca qui per visualizzare la bozza del volantino quiz che SinistraSenago è riuscita a ritrovare.

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Clicca qui per leggere il volantino andato erroneamente in stampa e distribuito alla cittadinanza.

Je suis charlatan


Giustamente, non si è ancora placata la vasta eco per gli atroci attentati parigini alla sede del periodico satirico Charlie Hebdo. Così come non si è  ancora arrestata la catena di solidarietà e di affinità nei confronti del giornale e dei suoi redattori massacrati nel vile attentato operato in nome di un Islam, che non è certo quello contenuto nel Corano e diffuso tra i musulmani, che sono per la stragrande maggioranza pacifici e vivono con grande armonia e serenità nei paesi europei ed occidentali.

Dodici i morti, tra i quali il direttore Stephene Charbonnier, detto Charb, e diversi collaboratori storici del periodico (Cabu, Tignous, Georges Wolinki, Honoré), due poliziotti e numerosi feriti.

C’è però nell’aria una sorta di enorme ed incontenibile ipocrisia che anche oggi domina con il suo lezzo inarrestabile l’intera vicenda e che assume contorni degni di una piece teatrale dell’assurdo. Nella solidarietà un po’ artificiosa e strumentale che alcuni giornalisti, rappresentanti politici, opinionisti e notisti politici hanno espresso non si può non evidenziare una grossolana incoerenza.

altri due...

 E’ verosimile credere che molti, soprattutto tra i giornalisti che hanno espresso il loro pieno sostegno alla satira ed alle libertà di espressione contro tutto e tutti, contro il sacro ed il profano, siano in realtà dei loschi mentitori, che esprimono una finta e pelosa solidarietà mentre razzolano nel più losco dei modi per poter evitare di concedere quella libertà di stampa e di satira che altrove è sacra, ma mai in casa propria.

E’ inoltre verosimile immaginare che i vignettisti ed i giornalisti di Charlie Hebdo, sostanzialmente di una sinistra che in Italia non ha quasi più cittadinanza, su posizioni comuniste, anarchiche e fortemente libertarie, non avrebbero certamente gradito la presenza di tanta viscida, untuosa e pelosa solidarietà tra coloro i quali si sono stracciati le vesti per una libertà che nei quotidiani su cui vergano i loro corsivi non esiste.

Infatti non darebbero spazio ad una sola delle vignette di Wolinsky e compagni. Nessuna satira alla Charlie Hebdo avrebbe mai trovato spazio nei giornali diretti da Belpietro, Sallusti, Ferrara ed altri accoliti. Oggi Sallusti, Santanchè e Ferrara parlano della loro legittimità a essere dalla parte di Charlie perchè loro erano già con Oriana Fallaci ai tempi della rabbia e dell’orgoglio dopo l’attentato di New York alle Torri Gemelle.

Peccato che forse non abbiano capito nulla. Loro, che in nome di una guerra santa, evocata a gran voce si schierano con Charlie Hebdo sono in realtà su posizioni più affini al folle integralista cristiano di Utoya che ha massacrato 90 ragazzi inermi in nome di una purezza della società occidentale. Tutto possono avere Sallusti e Ferrara fuorchè una benchè minima e velata comunione di ironia con Charlie Hebdo !!

 

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Permettete che faccia un po’ sensazione, oltre che senso ed anche schifo, sentire o leggere Sallusti dire che solo lui, Oriana Fallaci ed altri scribacchini vicini al centro destra possono affermare a gran voce “Je suis Charlie”. Insomma proprio gli stesssi che non hanno sollevato un sopracciglio quando a casa nostra Biagi, Santoro, Luttazzi, Guzzanti e tanti altri non potevano ed ancora oggi non possono liberamente esprimersi perchè la loro parola o la loro satira non era gradita al signore di turno che comandava l’etere con editti bulgari.

Sia lieve la terra ai compagni ed amici di Charlie Hebdo e magari si possa evitare che venga calpestata da maldestri e prezzolati venditori di notiziari a libro paga del potente di turno.

Comunque nessuna opinione rispetto alla classe giornalistica nostrana è migliore rispetto a quella espressa da Giorgio Gaber nella canzone qui sotto.

 

JE SUISE CHARLIE

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Silvio ai servizi sociali: mense Caritas o Casa della Fanciulla?

Il PdL ha deciso: qualche giorno di pausa nei lavori parlamentari per decidere il da farsi e valutare le varie proposte di resistenza alla sentenza della Cassazione prevista per il 30 luglio. Pare sfumata l’ipotesi di un ritiro sull’Aventino, dopo che Daniela Santanché ha scoperto che sull’Aventino non ci sono estetisti all’altezza: “Si potrebbe fare Parioli, o al limite Forte dei Marmi?”.  La minaccia di “fare la resistenza” ventilata da Sandro Bondi non ha trovato adesioni: il progetto di partire per la montagna e organizzare brigate partigiane è subito naufragato, essendo gli hotel quattro stelle delle Dolomiti praticamente al completo.
Secondo indiscrezioni, invece, pare che la pausa di riflessione nei lavori parlamentari servirà agli esponenti del PdL per valutare le diverse ipotesi di affidamento ai servizi sociali del loro capo. Dal primo agosto, infatti, Berlusconi potrebbe godere di una pena alternativa al carcere, appunto l’affidamento a strutture caritatevoli non a fini di lucro. “Aiutare chi è rimasto indietro”, recitava un vecchio slogan pubblicitario di Forza Italia. Ecco, finalmente il leader del PdL sarà chiamato a dare l’esempio.
Casa di riposo Anni Azzurri. L’avvocato Ghedini ha subito definito “spropositata e fuori luogo” una pena alternativa che consista nel cambiare pannoloni a vecchi ottuagenari. “Il mio assistente non ci sa fare con gli anziani – ha detto – guardate come sono finiti Mubarak e Gheddafi di cui era molto amico!”. Un impiego al pianobar della struttura sarebbe più indicato, sempre che si insegni ai centenari ricoverati a fare il trenino anche con la flebo attaccata.
Mense della Caritas. Sono questi i ristoranti “sempre pieni” di cui parlava Berlusconi. Ma questa volta è l’avvocato Longo a impuntarsi: “Il mio cliente non sopporta gran parte degli ingredienti utilizzati da queste strutture, come aglio e spezie varie, a questo punto meglio il carcere”. Non che Berlusconi abbia qualcosa in contrario a organizzare cene, si mormora a Palazzo Grazioli, ma è anche una questione economica: far travestire da Ronaldinho o Boccassini tutti gli indigenti che frequentano la Caritas sarebbe oneroso.
Il collegio di difesa del capo del PdL, in stretto contatto con le più alte cariche del partito, ha comunque fatto sapere di essere disponibile all’affidamento ai servizi sociali ed ha avanzato qualche proposta. “Ci sarebbe la Casa della Fanciulla”, suggerisce Cicchitto. Si tratta di una struttura benemerita che si incarica di aiutare ragazze in difficoltà, magari pagando loro l’affitto, facendo qualche bonifico mensile, mettendole in contatto con l’avvocato Spinelli. “Tutte cose che Berlusconi ha già fatto, sarebbe una buona soluzione”. Ma non perfetta, come sottolinea Emilio Fede: “Struttura benemerita, per carità, ma anche lì c’è un problema di età media: alcune ospiti arrivano a 25-26 anni, decisamente anziane per gli standard del nostro presidente”.
Non restano che le strutture per la cura e il recupero delle dipendenze. Si pensi ad esempio al reinserimento nella vita civile degli ex clienti del Billionaire, gente che non ha dimestichezza con il lavoro manuale, a parte aprire lo champagne con la scimitarra. “In ogni caso – sottolineano le colombe del PdL – è umiliante dover cercare una soluzione per un uomo tanto generoso, che ha più volte detto di voler andare in Africa a costruire ospedali per bambini”. Lascia intendere Ghedini: “L’impegno umanitario in Africa potrebbe essere una soluzione. Si potrebbe partire da Hammamet, e poi vedere come evolve la situazione”.

(di Alessandro Robecchi – Pubblicato su “Il Fatto Quotidiano l’11-07-2013)

CROZZA NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE


Venerdì 19 ottobre, ore 21,10 su LA7

L’armata Brancalaone si è messa in moto … e randella!

Non su uno scooter, ma si sono messi in modo per formare il proprio simbolo unitario per le elezioni a Senago.

Ebbene si, per una notte ci siamo trasformati in ladri di professione e rovistando tra i sacchi di rifiuti posti fuori dalla sede del PD di Senago, oltre ad avanzi di cibo, una falce e martello e resti umani, siamo riusciti a trovare, venire in possesso in anteprima, la matrice della carta intestata col simbolo unitario della nuova coalizione che ora comprende anche IDV, oltre ai soliti noti (che tanto sono sempre gli stessi).

Non sappiamo se è un refuso o se vuole essere rappresentativo per il loro impegno politico, ma a fianco dei simboli appare la foto del direttivo che ha deciso la loro (forse) definitiva coalizione per le elezioni a Senago. Una scelta unanime, a giudicare dall’immagine!