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Erri De Luca, procura di Torino chiede condanna a 8 mesi: “Le sue parole hanno effetto sul movimento No Tav”

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“Le sue parole hanno un peso determinante sul movimento No Tav”. La procura di Torino ha chiesto otto mesi di condanna a Erri De Luca, l’autore napoletano imputato di istigazione a delinquere per aver detto che “la Tav va sabotata” all’Huffington Post il 1 settembre 2013 e all’Ansa pochi giorni dopo.

“Gli ricordo quello che scrisse Primo Levi”, ha detto il sostituto procuratore Antonio Rinaudo nel corso della requisitoria di fronte al giudice Immacolata Iadeluca. E cosa diceva Levi? “Abbiamo una responsabilità, finché viviamo. Dobbiamo rispondere di quanto scriviamo, parola per parola, e far sì che ogni parola vada a segno”. Per questo, secondo il pm, “c’è una responsabilità diretta tra chi parla e la parola che pronuncia. Allora è evidente che la libera manifestazione del pensiero, di fronte a una manifestazione che ha un contenuto intrinseco di illiceità come istigare, non può trovare una tutela”.

Le dichiarazioni di De Luca (difeso dagli avvocati Gianluca Vitale e Alessandra Ballerini) erano arrivate dopo l’allarme lanciato dall’ex procuratore capo di Torino Gian Carlo Caselli sul rischio terroristico in Val di Susa in una stagione di attacchi e sabotaggi al cantiere… continua a leggere l’articolo su “il fatto quotidiano” clicca qui.

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LA SFIDA PER UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

MZ-SvincoloDESIO_mediumProprio ora che l’apertura delle nuove autostrade ha scassato il territorio lombardo bisogna avere il coraggio di continuare a contrastare e controllare, ma  anche di rilanciare un modello alternativo di sviluppo. Miliardi di euro per Tem, Brebemi, Pedemontana e altre strade , bruciati senza risolvere i problemi  trasportistici  dei pendolari e senza  rispetto per l’ambiente. Il partito unico dell’asfalto ha piegato governi nazionali, giunte regionali ed enti locali per fare affari colossali e per aprire nel caso di TEM e BREBEMI le autostrade più care d’Europa. La tagliola di corruzione e infiltrazioni mafiose  non cessa di sovrastare  le cosiddette GRANDI OPERE dal Mose ad Expo, da mafia capitale alle autostrade, ma si va avanti comunque. LOR SIGNORI  sono insaziabili e  spingono perché dopo aver squassato il parco agricolo sud Milano si invada il Parco del Ticino con la Toem (autostrada Vigevano-Malpensa), si continui con Pedemontana anche nelle zone contaminate dalla diossina 40 anni fa a Seveso, si proceda con il mostro a 14 corsie per la Rho-Monza senza interramento. Non a caso le autostrade PRIVATE hanno avuto fondi pubblici a perdere e sconti fiscali in regalo. Per non farsi mancare niente si esegue l’ ampliamento della Paullese con 30 anni di ritardo, senza aggiornamenti ai problemi di oggi e con opere mastodontiche, invasive, inutili e molto costose. Stendiamo un velo pietoso sulla distruzione dei pioppi cipressini e di molto altro nella tenuta di Villa Invernizzi a Trenzanesio di Rodano tra Cassanese e Rivoltana. Il paesaggio è precipitato verso una compromissione irreversibile grazie a una politica scellerata nazionale(governi Berlusconi, Monti, Letta, Renzi) e regionale (giunte Formigoni e Maroni),con troppi enti locali silenti e complici e con un comune di Milano assente o subalterno nelle grandi battaglie metropolitane.

CHE FARE

Non ci si può rassegnare come dimostrano comitati, associazioni, qualche Amministrazione coraggiosa e tante singole persone che non piegano la testa e hanno anticipato nella pratica  i temi dell’importante ultima enciclica di Papa Francesco sull’ambiente. Il controllo quotidiano della sicurezza di chi lavora e viaggia nel trasporto pubblico locale  è un dovere insopprimibile. Proprio in questi giorni vengono tagliate e ridotte opere per la sicurezza che TEM aveva garantito in luoghi pericolosissimi dove sono morti ciclisti e pedoni. Il ripristino delle superfici agrarie rimaste deve essere immediato, con la riattivazione di una corretta irrigazione e intervenendo dove scavi, tracciati, cave hanno prodotto dissesto e alluvioni. Rilanciare i settori agricoli, la riforestazione, lo STOP effettivo al consumo di altro suolo, l’edilizia scolastica e il riassetto idrogeologico del territorio, non possono essere solo slogan. E così l’attenzione al trasporto pubblico, l’impegno per l’estensione delle metropolitane e del ferro fuori Milano città(ad esempio M3 a Paullo e M2 a Vimercate) non può essere eliminata e saccheggiata per  pochezza delle classi dirigenti e per le necessità finanziarie di EXPO e di autostrade inutili e dannose. La  cura e la pulizia del territorio, la manutenzione e la riqualificazione della viabilità ordinaria, attività oggi abbandonate, creano buona occupazione e sicurezza. Una inversione di tendenza va tentata imponendo la sicurezza del Comune di  Gessate in Martesana che resiste e  non può avere la terza autostrada in casa con Tem. Va recuperato l’ammodernamento della tramvia Milano-Limbiate anch’esso scippato da Expo. Va valorizzata  la battaglia dei NO CANAL a Milano città contro l’insipienza e la corruzione e di tanti altri movimenti come quelli contro il nuovo stadio a ridosso di S. Siro.

LE PROSPETTIVE

Mentre si svolgono le prove generali di applicazione del TTIP (TRATTATO TRANSATLANTICO SUL COMMERCIO E GLI INVESTIMENTI) usando EXPO, si perseguono ulteriori e devastanti privatizzazioni. Senza pudore insieme alle autostrade, nel sottosuolo delle  nostre zone proliferano enormi depositi di gas nonostante la scarsa domanda e il terremoto del 2012,perché il dio denaro domina tutto. Si svendono la terra, gli immobili e persino le piazze e le opere d’arte, relegandoci al ruolo di colonia del XXI secolo in uno scenario terribile di decadenza, di guerra e di diseguaglianza crescente. Proprio in concomitanza con l’anno del 70 anniversario della Liberazione dal fascismo, dal nazismo e dal razzismo, dobbiamo porre un enorme problema di democrazia oggi in dissoluzione. Astensionismo e cancellazione della rappresentanza espellono la cittadinanza dal ruolo previsto dalla Costituzione. Riconquistiamo il suffragio universale perle elezioni delle città metropolitane del 2016, non abbandoniamo le altre province con servizi pubblici e personale dipendente allo sbando, archiviamola pessima pagina delle elezioni indirette con l’esclusione del popolo. Anche in questo modo proveremo a riportare i beni comuni a partire dalla terra sotto il controllo della popolazione e delle assemblee elettive, senza abdicare di fronte a oligarchie sempre più ricche e potenti nazionali e multinazionali.

MASSIMO GATTI 

già Consigliere provinciale Milano Lista Civica Un’Altra Provincia-PRC-PdCI

“L’ASFALTO SOFFOCA LA CITTÀ METROPOLITANA. REAGIRE SI PUÒ E SI DEVE!”

Milano, 10 aprile 2015. Intervento di Massimo Gatti, già consigliere provinciale di Milano della Lista civica Un’Altra Provincia-PRC-PdCI.

no-expo-milano-ottobre-1024x768“Ogni giorno aumenta il dissesto procurato dalle autostrade in corso di esecuzione, finite o previste (Pedemontana-TEM-BreBeMi-Rho/Monza-nuova Tang. Ovest),per extra costi e ladrocini vari. Nonostante il pantano di Mafia Capitale, MOSE ed EXPO il Governo Renzi e la Giunta regionale Maroni balbettano di fronte a mafie e corruzione e chiudono occhi e orecchie rispetto alle vere esigenze del paese. Vedremo l’ applicazione dei nuovi provvedimenti legislativi contro la criminalità economica in cui non basta evocare il potere salvifico del Dott. Cantone.
Mi è capitato in queste settimane di partecipare a manifestazioni importanti in difesa della salute, dei territori e di uno sviluppo sostenibile. La più recente sabato 28 marzo 2015 che ha radunato tantissime persone tra Albairate e Abbiategrasso contro la nuova tangenziale ovest,unendo agricoltori, comuni, associazioni e comitati purtroppo ignorati dal servizio pubblico televisivo e da troppa stampa.
Cosi è successo sabato 14 marzo a Zibido S. Giacomo e sabato 21 Marzo a Cornegliano Laudense per contrastare enormi e pericolosi depositi sotterranei di gas e per tutte le manifestazioni di denuncia degli sconquassi TEM-BreBeMi-Pedemontana e del mancato interramento della Rho- Monza.
Sabato 18 Aprile saremo di nuovo in piazza contro lo scandalo Pedemontana nei Comuni di Lentate e di Seveso, ai presidi e alla manifestazioni promossi da vari comitati.
Grande fatica si continua a fare per evidenziare la vertenza aperta a Gessate per evitare la terza autostrada in casa con disprezzo della sicurezza stradale e a Limbiate per salvare la metrotramvia di collegamento con Milano scippata da EXPO.
È possibile però intervenire ancora, partecipare e cambiare. Mi sono battuto per tanti anni prima come Sindaco di Paullo e poi come Consigliere provinciale di Milano contro le sciagurate politiche asfaltiste dei presidenti provinciali Colli, Penati e Podestà e oggi rivendico di aver chiesto formalmente e da molti anni la rimozione totale di tutti i vertici delle società TEM, Serravalle, Pedemontana e ASAM, senza aspettare che la Procura della Corte dei Conti chiedesse la restituzione di circa 900.000 euro alla Direttrice di ASAM, voluta da Podestà e rimasta senza titoli e competenze a gestire un fallimento.
Governo nazionale e regionale non devono ripetere come pappagalli le scadenze di expo ma controllare, ridurre i danni, preparare il dopo EXPO da subito contrastando le continue speculazioni e la distruzione totale dell’agricoltura, dei trasporti per i pendolari, della mobilità alternativa, dei servizi pubblici e della buona occupazione.
I comuni, a partire dal capoluogo e la città metropolitana (debolissima senza la legittimazione del voto popolare e senza risorse) devono comunque uscire da una inerzia complice del peggio, al di là di vuote parole su fantomatici piani strategici.
Da una “classe dirigente” che non sa neanche salvaguardare i dipendenti delle vecchie province lasciati allo sbando dopo l’abolizione delle elezioni provinciali a suffragio universale, non ci si può aspettare nulla di buono, fatte le debite e rare eccezioni.
L’unica garanzia è la mobilitazione popolare, faticosa,continua e competente che tiene aperti spiragli di speranza come è successo per le vie d’ acqua a Milano, con il blocco di lavori frutto di spartizioni e mazzette.
Di questi temi e d’altro tratterò con molteplici relatori nell’importante convegno pubblico che si terrà sabato 11 aprile 2015 a Trezzo sull’Adda dalle ore 9.30 alle 13.30 presso la società operaia di piazza S. Stefano organizzato da Rifondazione Comunista, L’Altra Europa con Tsipras e Ass. Soldelladda che avrà come tema: ”EXPO 2015: nutrire il pianeta o le multinazionali?”.

ENNESIMO TERREMOTO GIUDIZIARIO: SUBITO VIA IL MINISTRO LUPI!

Milano, 17 marzo 2015. Dichiarazione di Massimo Gatti, già Consigliere di Milano Lista civica Un’Altra Provincia-PRC-PdCI.

img-128027447094567“Occorre riconoscere finalmente che molti comitati, associazioni e persone con qualche amministratore locale coraggioso denunciano preventivamente da anni il malaffare, la corruzione e le mafie che si annidano dietro le cosiddette “grandi opere” inutili e dannose.
In questi giorni la magistratura è intervenuta un’altra volta significativamente decapitando (speriamo) un sistema criminale nazionale su molteplici opere che ruotano attorno al mistero delle Infrastrutture e all’intramontabile ingegnere Incalza “dominus” da troppi anni prima di essere arrestato. Merito alle parti politiche che hanno richiesto la sua rimozione recentemente e nelle fasi precedenti. 
Oggi però un atto preliminare di decenza deve riguardare le dimissioni immediate del ministro Maurizio Lupi, per salvaguardare chi lavora onestamente e con competenza nelle Istituzioni dello Stato e nelle aziende. Il governo Renzi e la giunta regionale Maroni oltre che fare turismo politico e una propaganda disgustosa presso il cantiere EXPO e nei cantieri TEM,BREBEMI,Pedemontana abbiano il coraggio di contrastare il partito del cemento o si facciano da parte. La Città metropolitana, tanti Comuni silenti e tanti organi di controllo diano un segno di vita. Basterebbe ascoltare ad esempio i movimenti e gli uomini e le donne che si battono per:
-l’interramento della RHO-MONZA
-l’eliminazione delle false vie  d’acqua di Milano
-la restituzione dei fondi scippati da EXPO alla tranvia Milano-Limbiate
-la tutela del Comune di Gessate che chiede sicurezza e opere utili anziché l’autostrada in casa.
Gli agricoltori, i territori e i servizi  pubblici locali sono a credito verso una politica scellerata che ha favorito solo cattedrali nel deserto mangiasoldi. La democrazia prevede l’obbligo di perseguire gli interessi generali e la Costituzione, anche per lor signori, è ancora vigente”.

IL sistema delle consorterie

costruzioni
Nel com­men­tare il fal­li­mentare bilancio dell’attuazione delle grandi opere pre­vi­ste dalla Legge Obiet­tivo pre­sen­tato dalla camera dei depu­tati (in 14 anni di vigenza è stato com­ple­tato sol­tanto l’8% delle opere pre­vi­ste), Il Sole 24Ore denun­ciava la «buro­cra­zia asfis­siante». Ieri è dovuta inter­ve­nire di nuovo la magi­stra­tura per rac­con­tarci la verità.

Ercole Incalza non è un “asfis­siante buro­crate” ma un uomo potente che da oltre venti anni è al cen­tro del sistema che ha pre­teso e otte­nuto da governi di ogni colore di can­cel­lare regole e con­trolli, fino a demo­niz­zare la pub­blica ammi­ni­stra­zione. Incalza ha par­te­ci­pato alla rea­liz­za­zione della Tav che ha sper­pe­rato oltre 50 miliardi per col­le­gare le grandi città e lasciato senza risorse le tratte uti­liz­zate quo­ti­dia­na­mente dai pen­do­lari. Uscito indenne da Tan­gen­to­poli, è stato capo delle strut­tura per le Grandi opere del mini­stero delle Infra­strut­ture col­la­bo­rando con tutti i mini­stri suc­ces­si­va­mente inqui­siti, da Lunardi a Mat­teoli.

Dopo il pen­sio­na­mento è diven­tato con­su­lente degli ultimi governi ed era par­ti­co­lar­mente con­si­de­rato dal mini­stro Mau­ri­zio Lupi.
Soste­nere che il fal­li­mento della Legge Obiet­tivo sia dovuto alla buro­cra­zia è insieme un falso e una tesi poco deco­rosa per la classe diri­gente del paese. Colpo dopo colpo, dalla Legge Obiet­tivo di Ber­lu­sconi allo Sblocca Ita­lia di Renzi, le pro­ce­dure di affi­da­mento e rea­liz­za­zione delle grandi opere sono state con­cen­trate nelle mani di pochi diri­genti fidati — tra cui Incalza — e tutti i con­trolli di merito, dall’ambiente ai beni cul­tu­rali, sono stati can­cel­lati. Dopo decenni di dere­gu­la­tion lo Stato è scom­parso, sosti­tuito da una con­sor­te­ria cor­rotta fatta di con­sorzi, car­telli di imprese, società di con­su­lenza e pro­get­ta­zione che bene­fi­ciano di leggi ad hoc.

Tutte le recenti inchie­ste della Magi­stra­tura, dall’attraversamento Tav di Firenze al Mose di Vene­zia, dalla metro C di Roma all’Expo di Milano, hanno messo infatti in evi­denza l’esistenza di pochi gruppi dediti ad appro­priarsi dei finan­zia­menti pub­blici, gon­fiarli e redi­stri­buirli ai deci­sori poli­tici. E vogliono con­ti­nuare in que­sta opera di rapina: come per la Civitavecchia-Livorno che ha come capo del con­sor­zio Anto­nio Bar­gone (Pd), o la Orte-Mestre che ha capo Vito Bon­si­gnore (Ncd). Opere tanto gigan­te­sche quanto inu­tili per rilan­ciare il paese, ma capaci di garan­tire il con­trollo di miliardi di euro di risorse pubbliche.

Il pro­blema prin­ci­pale non è dun­que quello di atte­nuare ancora regole e con­trolli, e cioè di aumen­tare le dosi della cura che ha por­tato al fal­li­mento. E’ urgente rico­struire pro­filo e auto­re­vo­lezza della pub­blica ammi­ni­stra­zione ripri­sti­nando la lega­lità. Ma di que­sto non c’è trac­cia nell’agenda del governo. Quat­tro giorni fa il pre­mier ha visi­tato il can­tiere Expo di Milano per con­clu­dere con sod­di­sfa­zione che biso­gnava «far vedere al mondo di cos’è capace l’Italia. Expo non è un luogo di scan­dalo, ma la sfida per l’Italia nel 2015».

Non fos­sero bastati gli scan­dali che hanno fin qui carat­te­riz­zato l’Expo — com­presa l’infiltrazione di imprese mafiose — nella vicenda Incalza c’entra anche la costru­zione del Padi­glione Ita­lia. La reto­rica a buon mer­cato di Renzi è spaz­zata via dalla realtà di un paese deva­stato dalla cor­ru­zione per­ché ha scelto di abo­lire la lega­lità.

La can­cel­la­zione delle regole ha fatto trion­fare un gigan­te­sco sistema di malaf­fare e un paese in crisi non può per­met­tersi di pagare ancora i ladri che hanno vuo­tato le casse dello Stato. Sarebbe per­ciò urgente rico­struire regole chiare e limi­tarsi a poche fon­da­men­tali opere di inte­resse stra­te­gico. L’esatto con­tra­rio dello Sblocca Ita­lia di Renzi e Lupi che non tocca le circa 500 (cin­que­cento) grandi opere fin quì pre­vi­ste e con­ti­nua nell’opera di can­cel­la­zione dei con­trolli pubblici.

Paolo Berdini da “Il Manifesto”

Vasche: “visioni a confronto”

Nell’immagine qui sotto potete vedere la “visione” di Regione Lombardia (AIPO) nei riguardi dell’impatto ambientale provocato della presenza delle vasche di lamianzione a Senago. La zona, per chi non ricorda, è quella di via De Gasperi, ai confini di Bollate e quasi tutta all’interno del Parco Delle Groane.

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La successiva immagine è invece la fotografia reale del territorio, così come la vede l’occhio del satellite o qualsiasi occhio umano dotato di buon senso.

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Dai banchi di scuola, che fortunatamente quasi tutti abbiamo potuto frequentare, abbiamo imparato che la prospettiva è una particolarità dell’arte che consente di costruire immagini tridimensionali su di un piano, ponendo al centro, e quindi ad una distanza finita, l’oggetto interessato.

Ora, nel disegno di AIPO, appare subito evidente l’importanza degli alberi, enormi, quasi fossero sequoie se paragonate alle dimensioni di tutto ciò che sta nel paesaggio proposto. Alberi che occupano l’intera scena, relegando in un angolino le due vasche di laminazione. Si due, perchè la terza, pur presente in questo progetto, non si vede nemmeno.

Ciò che più ci spaventa, è vedere quanto stanno continuando a prenderci tutti per il culo, e con tutti intendiamo tutti i cittadini di Senago ma non solo.

TAV, EXPO, MOSE, VASCHE DI LAMINAZIONE, tutte facce della stessa medaglia che meritano solo d’essere combattute così come si dovrebbero combattere la corruzione, la mafia,la speculazione, l’asservimento del potere alle grandi ricchezze e lo sperpero dei soldi pubblici in inutili opere.

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Pedemontana: fermiamola! Domenica 21 settembre manifestazione popolare

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