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DECRETO LORENZIN: QUANDO IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI

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DECRETO LORENZIN: QUANDO IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI
Il Decreto Legge che rende obbligatorie ben 10 vaccinazioni, recentemente convertito in Legge grazie all’imposizione della fiducia, è l’ennesima dimostrazione di quanto sia diventato incolmabile e sempre più ampio nel nostro paese il divario fra le istituzioni (e la classe politica che le occupa) e la società civile.
Il Governo, sempre meno rappresentativo non solo degli elettori (che non lo hanno mai votato) ma anche delle stesse componenti sociali che in qualche modo si illude di rappresentare, è costretto a ricorrere all’autoritarismo per colmare il vuoto di autorevolezza (e cioè di condivisione delle proprie scelte politiche) che lo attanaglia anche nel campo della sanità pubblica.
In questo senso il provvedimento, con il quale il Governo ha affrontato una questione che non presentava alcun presupposto d’urgenza che potesse giustificare il ricorso a questa forma di legiferazione emergenziale, è coerente con le precedenti iniziative assunte da diverse Regioni (governate dalle medesime forze politiche) tese a forzare la vaccinazione dei minori attraverso il ricatto della non ammissione dei piccoli al di sotto dei sei anni ai nidi ed alle scuole materne, ma anche attraverso una politica censoria (vedi l’annullamento in un’aula del senato del film Vaxxed di alcuni mesi fa, l’esclusione dai media della maggior parte delle notizie relative alle numerosissime e partecipate manifestazioni contro il decreto, la banalizzazione delle critiche tramite il dispregiativo e insulso termine NOVAX) o ricorrendo a pesantissime sanzioni.
Questa legge, assumendo la medesima modalità ricattatoria delle precedenti Leggi Regionali, conferma la contraddittorietà alla base dell’imposizione, poiché in Italia esiste già una legge che consente, in caso di epidemie conclamate, l’utilizzo dello strumento coattivo per motivi di sanità pubblica, impossibile però da utilizzare in questo momento proprio perché non giustificato da pericoli reali ed immediati.
La novità, però, è che su questa strada si è inserito anche l’organismo rappresentativo della classe medica, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, il quale non solo ha plaudito tale direttiva autoritaria ma ha cercato di superare la politica procedendo a forza di richiami e radiazioni laddove non era in grado di convincere quella parte dei propri iscritti, evidentemente molto più numerosi di quanto non si pensi, preoccupati sia delle modalità organizzative che delle ulteriori forme di repressione nei confronti di chi manifesta un pensiero critico.
Agli episodi di aperta criminalità in campo medico, e a quelli numerosissimi di corruzione da parte di medici ed amministratori pubblici del settore che hanno contraddistinto gli ultimi tempi, si somma quindi una palese sfiducia verso chi, pur affermando di possedere argomentazioni scientifiche da vendere a favore delle proprie tesi, si rifiuta categoricamente di confrontarsi con chi le confuta limitandosi a banalizzarne e censurarne le ragioni.
Il significato della nuova legge sulle vaccinazioni obbligatoria appare come il modo per nascondere quanto avviene in via di fatto nella sanità pubblica: tagli ai bilanci, riduzione di personale, assunzione di personale precario, mancanza di informazione, sottovalutazione della prevenzione. Appare evidente come chi governa e gestisce la politica sanitaria voglia transitare verso un sistema diverso, mutualistico o assicurativo, non più universale; piuttosto commerciale e affaristico. In questo – come nel campo dei vaccini – le case farmaceutiche hanno la loro convenienza.
Ciò – al di là dei risultati delle costrizioni messe in atto – non potrà che incrementare la diffidenza in strati sempre più ampi della popolazione, anche tra coloro che si sono sempre sottoposti a profilassi motivate da patologie ritenute altamente pericolose e realmente epidemiche, o al più, tendevano a ritardare il momento della vaccinazione dei figli temendo effetti avversi (di cui si conferma l’esistenza passandone la “gestione” all’AIFA nella nuova norma) a causa dell’età dell’intervento.
Medicina Democratica, Movimento di Lotta per la Salute, si batte per il diritto alla salute come bene fondamentale e collettivo. Le imposizioni assolute, come nel caso della legge sulle vaccinazioni, con false motivazioni, o prive di motivazioni, scientificamente del tutto insufficienti, sono sbagliate. Le scelte repressive che ne conseguono sono controproducenti anche per gli scopi che si vogliono raggiungere, qualunque politica sanitaria deve essere basata sul consenso e la partecipazione dei cittadini.

Medicina Democratica Movimento di Lotta per la Salute Onlus

(pubblicato sul sito di Medicina Democratica)

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Bene comune: le vaccinazioni

INFLUENZA

Il guaio per i vaccini è che hanno funzionato. Non vediamo più intorno a noi persone che si trascinano avendo contratto la poliomielite, non esistono più malattie come il vaiolo, debellate dall’azione del vaccino.

Sorgono quindi dubbi sull’importanza della vaccinazione stessa, si ritiene che il miglioramento delle condizioni di vita, l’igiene diffusa possano bastare per non ammalarsi. In parte è vero per le infezioni batteriche, ma la maggior parte di quelle virali si trasmette nei modi comuni della nostra vita, ad esempio con uno starnuto, il quale può risultare contagioso anche in un salotto frequentato da gente pulita e ben nutrita.

I vaccini sono stati elaborati per renderci immuni dai virus, contro i quali altrimenti è costretto a reagire il nostro organismo da solo; in pratica non esistono farmaci che li contrastino.

In Italia ci stiamo allontanando dal raggiungimento dell’obiettivo del 95% di copertura vaccinale in età pediatrica, anzi siamo intorno al 90%; ciò significa che un bambino su dieci non è protetto contro morbillo, rosolia, varicella, parotite, difterite, tetano, pertosse, epatite B, meningite da meningococco di tipo C, poliomielite. In verità il numero dei vaccinati contro la poliomielite si avvicina al 95%, forse perché permane la preoccupazione per malattie considerate gravi, ma il pericolo oggi è più grande per malattie considerate quasi banali, ma delle quali pochi conoscono le gravi complicazioni, quali le encefaliti gravemente invalidanti.

Ci si può chiedere se non esiste un obbligo; oggi prevale il principio di libera scelta. Se i genitori decidono di non offrire ai propri figli questa opportunità non sono in vigore le sanzioni previste in passato, ovvero una multa e la segnalazione al Tribunale dei Minori.

I Tribunali, del lavoro, si noti bene, si occupano invece di cause come quella riguardante il risarcimento per un caso di autismo. Recentemente una sentenza di primo grado ha stabilito che il Ministero della Salute debba risarcire con un assegno vitalizio bimestrale un bambino affetto da autismo al quale nel 2006 venne somministrato il vaccino esavalente. Ci troviamo quindi di fronte a laureati in giurisprudenza che si avvalgono del parere di periti di parte, una parte sola, quella che riconosce una correlazione tra vaccinazioni e autismo. Correlazione negata dagli stessi che l’avevano evidenziata e che, essendosi rivelata una truffa, sono stati radiati dall’albo dei medici inglese.

Il vaccino esavalente (polio, difterite, tetano, pertosse, malattie invasive da Haemophilus influenzae tipo B, epatite B) è utilizzato nella maggior parte dei Paesi Europei, somministrato a decine di milioni di bambini, e in nessun Paese si è mai arrivati a simili conclusioni.

Di questi giorni è anche la correlazione che si tende a fare tra somministrazione del vaccino antinfluenzale, gratuito per coloro che abbiano superato i 65 anni d’età e abbiano malattie croniche, con casi di morte successive alla sua inoculazione. I controlli hanno dato esito negativo e d’altra parte il fatto che si sia trattato di soggetti anziani e malati porterebbe a far rientrare questi casi in una casistica naturale; ogni giorno in Italia con queste caratteristiche ne muoiono a centinaia.

Bene fanno le Amministrazioni Comunali a salvaguardare la salute dei propri cittadini informandoli sulle modalità per usufruire di un servizio pubblico gratuito; altrimenti le si potrebbe incolpare di non aver agito per il bene della popolazione, tenendo presente che ogni anno muoiono tra le 8000/8500 persone per le conseguenze nefaste di quella che invece tendiamo a considerare una malattia/malessere che ci permette di stare un po’ a casa dal lavoro.

Leggi informazioni su come fare la vaccinazione antinfluenzale: clicca qui e vai sul sito del Comune di Senago